La soluzione esiste: fate premier la Meloni - La Verità
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La soluzione esiste: fate premier la Meloni

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Il governo non è ancora nato ma già si sente poco bene, al punto che Matteo Salvini ieri è stato costretto ad agitare un'altra volta le elezioni anticipate, unico argomento in grado di mettere d'accordo gli onorevoli di ogni schieramento, inducendoli a trovare la soluzione anche ai problemi più complessi. Dopo settimane di discussione e di passi in avanti, ma soprattutto indietro, Lega e 5 stelle si sono infatti impantanati sul nome del presidente del Consiglio. Visto che a capo dell'esecutivo non possono stare, per ovvi motivi, né Matteo SalviniLuigi Di Maio, pena l'oscuramento di uno dei due, serve un terzo uomo. Sì, ma nessuno sa chi possa essere un premier terzo che vada bene a tutti, per questo il governo è tornato in alto mare.
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Il dottor Jekyll di Arpino dimenticato da tutti

Un'anima persa è stato considerato un capolavoro dello scrittore «piemontese d'azione e per scelta». Eppure se ne sono perse le tracce nelle librerie. La vita doppia e disperante di Serafino, vista dagli occhi di un bambino, ricorda Stevenson e Dostoevskij.
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«In me vedevo un mostro, oggi sono rinata»

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La cantante Paola Turci parla dell'album in uscita e del passato difficile: «Da piccola mi dicevano che ero brutta e piccola. Dopo l'incidente mi chiamavano Gremlin e pure cane secco per la magrezza. Ho scoperto la fede e ringrazio Dio perché mi sento viva da morire».
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Indagato Frongia, il fedelissimo della Raggi

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Sale la tensione tra i 5 stelle nella Capitale. Dopo l'arresto del presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, anche l'assessore allo Sport è accusato di corruzione. Lui si autosospende e replica: «Parnasi non ha mai ottenuto favori da me per il nuovo stadio».
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Prodi flop, agli italiani non piace il vessillo Ue

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C'è un limite anche all'autolesionismo. Nonostante i ripetuti appelli del Professore, di qualche capobastone Pd e dei sindacati, la gente non ne ha voluto sapere di esporre ai balconi la bandiera dell'Europa. È impossibile entusiasmarsi per questa Unione.
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Fatture dei clan alla coop del caso Renzi

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  • Nuova indagine su una ditta riconducibile a Massimo Curci, condannato per autoriciclaggio a cui sono stati confiscati 30 milioni di euro in un processo per mafia. L'ipotesi: operazioni fittizie con la coop toscana.
  • Diceva: «Ho in pugno Tiziano». Era socio di un malavitoso. Daniele Goglio, messo a gestire l'azienda al centro delle inchieste sul Giglio magico, era in affari con un uomo della 'ndrangheta.

Lo speciale comprende due articoli.