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La soluzione esiste: fate premier la Meloni

La soluzione esiste: fate premier la Meloni
ANSA
Il governo non è ancora nato ma già si sente poco bene, al punto che Matteo Salvini ieri è stato costretto ad agitare un'altra volta le elezioni anticipate, unico argomento in grado di mettere d'accordo gli onorevoli di ogni schieramento, inducendoli a trovare la soluzione anche ai problemi più complessi. Dopo settimane di discussione e di passi in avanti, ma soprattutto indietro, Lega e 5 stelle si sono infatti impantanati sul nome del presidente del Consiglio. Visto che a capo dell'esecutivo non possono stare, per ovvi motivi, né Matteo SalviniLuigi Di Maio, pena l'oscuramento di uno dei due, serve un terzo uomo. Sì, ma nessuno sa chi possa essere un premier terzo che vada bene a tutti, per questo il governo è tornato in alto mare.
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Tentano di ribaltare la frittata su Trump ma Epstein affossa soprattutto i liberal
Jeffrey Epstein (Ansa)
Il «Corsera» spara sul tycoon. Se solo ascoltasse la voce onesta di un suo editorialista...

Di solito non se ne occupano o se ne occupano distrattamente. Ma quando decidono di occuparsene, lo fanno con un tale livello di mistificazione da rendere tutto quasi dannoso. Fingere che lo scandalo Epstein non esista o sia soltanto un trastullo da complottisti non è più possibile nemmeno per i media mainstream assuefatti all’insabbiamento, soprattutto dopo le ultime notizie uscite, le rivelazioni sui nomi di alcuni compagni di perversioni di Esptein e le potenti scosse telluriche che scuotono Francia, Regno Unito e altre nazioni europee. Ma se non si può - per pigrizia o per altro - fare finta di nulla, come barcamenarsi? Semplice: si gira tutto su Donald Trump, il cattivo di sempre, il nemico numero uno.

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Regno Unito travolto: «Sesso a tre tra l’orco, la socia e un ex premier»
Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (Ansa)
L’indiscrezione viene da Lownie, autore di una biografia sull’ex principe Andrea, ma trova conferma in quanto svelato da un deputato americano: un rapporto Fbi proverebbe l’orgia con un «primo ministro britannico».

Pedofilia e sesso a tre in Inghilterra, prostitute giovani e giovanissime a Milano. Dall’enorme pentolone marcio degli Epstein files, che doveva solo servire ad azzoppare Donald Trump, esce di tutto e ogni gusto sessuale sembra ben rappresentato. Solo che qui il sesso serviva a compromettere, carpire informazioni segrete, comandare, cooptare e selezionare classi dirigenti ricattabili. E se il premier inglese Keir Starmer sembra aver salvato la poltrona, rispetto a pochi giorni fa, quando lo scandalo ha travolto Lord Mandelson, il leader laburista ha comunque i mesi contati perché fra tre mesi si vota e il suo partito è pronto a presentargli il conto. Intanto, sul lato italiano, spunta un giro di ragazze messe a disposizione dei personaggi che interessavano a Jeffrey Epstein.

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Il generale Vannacci fa il democristiano
Roberto Vannacci (Ansa)
Debutto in aula di Futuro nazionale con mossa di palazzo: sì alla fiducia ma no al decreto Ucraina. La prima mossa politica del generale segnala la volontà di stare in coalizione. Il campo largo si divide ancora: Pd a favore degli aiuti, M5s contrario.

Fuori dalla Lega, ma sempre dalla parte del governo. Così si posiziona Futuro nazionale, il partito fondato appena pochi giorni fa dal generale Roberto Vannacci. I vannacciani alla fine sulla fiducia posta dall’esecutivo nel voto sulle armi ucraine hanno votato sì. Un sì con riserva si può dire, perché poi, per precisare la loro posizione, hanno stabilito di non votare il testo del provvedimento. «Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità», ha spiegato il leader di Futuro nazionale Vannacci annunciando il sì alla fiducia dei tre deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo e il no al decreto. L’obiettivo è collocarsi chiaramente a destra e per farlo Vannacci usa un metodo che si può definire cerchiobottista.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 12 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 12 febbraio con Carlo Cambi

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