Il bollettino europeo sulla mortalità sbaglia i dati sui bimbi
(IStock)
Discrepanze nei numeri Euromomo: da inizio anno il totale, invece di crescere, è crollato di oltre 300 decessi.

Gli organismi Ue sembrano copiare dal nostro Istituto superiore di sanità, in tema di resurrezioni. Ovvero di morti che calano nei conteggi, invece di aumentare nel susseguirsi dei bollettini. A inizio settembre, avevamo pubblicato i dati di Euromomo, network europeo di sorveglianza pubblica della mortalità, che indicava ben 854 decessi in eccesso in fascia 0-14 anni, nella trentaquattresima settimana da inizio 2022. Ebbene, 15 giorni dopo i morti si sono quasi dimezzati, perché i grafici del report riportano 525 extra decessi alla stessa data, ovvero nel conteggio effettuato dal 22 al 28 agosto.

Se una sovrastima può esserci stata (ai numeri lavorano fior di ricercatori, quindi diciamo improbabile), questa non dovrebbe superare i dieci casi, invece parliamo di 329 giovanissimi dati per morti e che, da una settimana all’altra, sembrano rientrati tra i vivi.

La decurtazione rimane anche alla trentaseiesima settimana (dal 5 all’11 settembre), quando i numeri relativi all’extra mortalità in fascia 0-14 anni risultano 545. Allertati da una segnalazione, gli epidemiologi Tom Jefferson e Carl James Heneghan insieme con Jason Oke, vice coordinatore dell’insegnamento della statistica medica all’università di Oxford, hanno chiesto chiarimenti a Euromomo e la risposta è stata a dir poco sconcertante.

«Come si può leggere nel nostro bollettino settimanale e alla pagina web di grafici e mappe, la Spagna non è inclusa nei dati aggregati della settimana 36, a causa di un processo di adeguamento relativo alla fonte dei dati sulla mortalità», dichiarano gli esperti Ue di monitoraggio. Una spiegazione surreale, come se gli under 14 morti in eccesso nel Paese iberico potessero riportare i numeri ai conteggi precedenti.

«Il governo spagnolo dovrebbe indagare con urgenza», ironizzano i tre ricercatori, invitando invece seriamente i gestori dei dati del network europeo di sorveglianza pubblica a «guardare con attenzione ciò che pubblicano».

Le stime sui numeri che forniscono 29 Paesi o regioni subnazionali che compongono la Rete Euromomo mostrano comunque un’elevata mortalità in eccesso dalla metà del 2021. A partire dalla ventunesima settimana dello scorso anno, il dato relativo alla differenza tra decessi osservati e quelli che ci saremmo dovuti aspettare aveva cominciato a crescere, passando da -194 a -6 nella ventinovesima, per salire a 24 nella trentesima e finendo poi per chiudere l’anno con 818 decessi in eccesso.

La deviazione della mortalità dal livello atteso è continuata nel 2022, con 11 extra mortalità della prima settimana d’inizio anno e continuando a crescere fino agli attuali 854, poi corretti in 545. La causa dello sbianchettamento non è affatto chiara, in ogni caso mancano ancora tre mesi alla fine dell’anno e i morti in eccesso tra i bambini sono già in numero enorme, rispetto al 2020 che si era si concluso con un eccesso negativo di -369.

«Le ragioni di questo aumento non ci sono chiare, ma sono preoccupanti in quanto possiamo scartare il Covid-19 come causa diretta», sostenevano i tre studiosi, dopo la pubblicazione del 34° report di Euromomo. Ci potrebbero essere altre cause complesse. «Sappiamo che è un problema serio, che sembra non aver coinvolto troppo seriamente i nostri leader», dichiaravano, invitando a non sottovalutare i dati sulla mortalità in eccesso tra i giovanissimi, colpiti in minima percentuale dalla malattia però vaccinati in grande numero.

La leggerezza con la quale vengono trattati dati così delicati, «sbagliando» oltre 300 decessi, la dice lunga su quanto stia a cuore la salute dei più piccoli.

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