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Fisco, sul catasto tregua fra Draghi e il centrodestra: delega rinviata

Fisco, sul catasto tregua fra Draghi e il centrodestra: delega rinviata

Tregua tra il centrodestra e il governo Draghi sul catasto

Ieri mattina, già prima del tanto atteso incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi sulla delega fiscale Matteo Salvini aveva lasciato chiaramente intendere che né la Lega né Forza Italia sarebbero andati alla rottura. E così è stato. Il governo non rischia di cadere e un accordo sulla riforma del catasto e sul cosiddetto sistema duale (aliquota progressiva sui redditi da lavoro, aliquota proporzionale sui redditi da capitale) alla fine si troverà. Tempo ce n’è, visto che la delega, che era attesa in Parlamento il 19 aprile, vi approderà invece il 2 maggio. «I tecnici si metteranno subito al lavoro per elaborare delle proposte», hanno detto ieri Salvini e Antonio Tajani uscendo da Palazzo Chigi. Si tratta di riscrivere le norme più controverse per garantire nero su bianco che il ridisegno del sistema fiscale e l’aggiornamento del catasto non comporteranno un aumento delle tasse, come ribadito ieri dallo stesso presidente del Consiglio (col quale il “centrodestra di governo” avrà un nuovo incontro dopo Pasqua).

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Rientrati i nostri ragazzi, una mamma: «Sono orgogliosa di essere italiana»
Il rientro delle Salme con volo di Stato (Ansa)
  • Le salme di cinque giovani vittime del rogo a Crans-Montana sono state portate a Milano e a Roma. I medici del Niguarda: «Ricoverati in gravi condizioni, è una battaglia». Giorgia Meloni: «Messa d’unità nazionale per loro».
  • In un video del 2020 un barman invita i clienti a tenere lontane le candele dai soffitti. I titolari francesi del locale stavano per ampliare i posti a sedere eliminando un’uscita.

Lo speciale contiene due articoli

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In piazza per il «caudillo» Maduro più sigle che persone
Uno scatto della manifestazione a Roma per Maduro (Ansa)
A Roma Anpi, Cgil e decine di associazioni chiedono l’intervento dell’Onu. Landini attacca la Meloni.

C’erano probabilmente più sigle che presenti ieri a Roma a Piazza Barberini, alla manifestazione organizzata a sostegno dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. Immancabili Anpi e Cgil, presenti Pd e Avs, in piazza si sono radunate molte sigle della sinistra radicale: Rete Numeri Pari, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Sbilanciamoci, Stop Rearm Europe Italia, Sinistra Civica Ecologista Roma, Sinistra Anticapitalista Roma, Rifondazione Comunista Roma, Centro Riforma dello Stato, Medicina Democratica, Sportelli Solidali 9, Coordinamento genitori democratici-cgd onlus, Disability Pride, Genazzano In Comune Una Nuova Storia Tivoli, Alternativa per Anzio, Ladispoli Attiva, Genzano In Comune, Frosinone Provincia in Comune, Rieti Città Futura, Controvento Rieti, Sce Colleferro, Forum per il Diritto alla Salute, Wilpf Italia Aps, Casetta Rossa, Psi, Casa Internazionale delle Donne, Giovani Democratici Roma, Auser Lazio, Disarma-Il Coraggio della Pace, Associazione donne Brasiliane in Italia, Latina Bene Comune, Cinecittà Bene Comune, Unione Donne in Italia, Associazione Italiana Tecnici di Ripresa, Un Ponte Per, Sparwasser Aps.

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Maduro parla in tribunale: «Il presidente resto io». Ma la sua vice apre a Donald
Nicolás Maduro durante il trasferimento in tribunale a New York (Getty Images)
L’ex leader alla sbarra con la moglie a New York. Dal Venezuela la Rodriguez chiede agli Usa di «lavorare insieme». Però gli uomini forti del regime restano al loro posto.

Comprendere cosa stia realmente accadendo in Venezuela in queste ore è un esercizio tutt’altro che semplice, reso ancora più opaco dal susseguirsi di ricostruzioni divergenti fornite da coloro che, su mandato di Washington, sono stati incaricati di accompagnare il Paese nella fase successiva all’arresto di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Quest’ultima è chiamata a rispondere anche dell’accusa «di aver incassato centinaia di migliaia di dollari in tangenti per facilitare, nel 2007, un incontro tra un importante trafficante di droga e il direttore dell’Ufficio nazionale antidroga del Venezuela». I coniugi, difesi dall’avvocato Barry J. Pollack, già legale di Julian Assange, sono comparsi ieri per l’udienza preliminare davanti alla corte federale di Lower Manhattan, presieduta dal giudice novantaduenne Alvin Hellerstein, che ha fissato la prossima udienza del caso il 17 marzo 2026.

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