Elezioni Europee 2019, i quattro punti contenuti nel Manifesto per la vita e le famiglie

Cresce il numero di chi, come candidato, si impegna solennemente e concretamente sui quattro punti contenuti nel Manifesto per la vita e la famiglia per le Europee 2019. L'obbiettivo: riportare in Europa la famiglia e la vita come priorità assolute, come valori portanti e propedeutici a qualsiasi tipo di politiche, rimettere quindi al centro le persone.

Tra i firmatari anche Giorgia Meloni, l'unico segretario di partito a firmare. I diversi candidati al Parlamento europeo hanno promesso di rispettare quattro punti fermi nella loro azione politica per cambiare rotta, per cambiare il vento in Europa come già spiegato da Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente di Pro Vita & Famiglia e del Congresso delle famiglie di Verona.

Ecco i punti contenuti nel Manifesto: contrastare in ogni modo la legalizzazione, la diffusione e l'agevolazione della pratica dell'utero in affitto; far rispettare a ogni livello l'art 26/3 della Dudu perché i genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli; contrastare seriamente la sessualizzazione precoce dei bambini e degli adolescenti; promuovere a livello comunitario l'istituzione di uno specifico fondo 'salva-famiglia' per la natalità e i nuclei familiari numerosi e/o in difficoltà con modalità e procedure comuni negli Stati membri.

Per scoprire chi sono i vecchi e i nuovi candidati pro life e pro family e per quali partiti corrono, basta cliccare sul sito www.notizieprovita.it/candidati dove potrete conoscerli e vederli in una foto.

Ansa
Le linee guida iniziali di Roberto Speranza hanno depistato tutti, descrivendo un morbo serio ma curabile come terrificante. Salvo vietare ai medici di dare ai malati farmaci veri: solo isolamento e paracetamolo. Che però hanno giocato entrambi nella squadra del virus.
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  • A 25 anni dalla legge che restituisce alla collettività le ricchezze sottratte ai racket, 20.000 immobili su 37.000 restano sospesi. Preda di incuria e vandali o perfino rimasti in possesso degli illegittimi proprietari. Dopo la mafia, va sconfitta anche la burocrazia.
  • L'ex toga antimafia Gian Carlo Caselli: «Per far funzionare la norma del '96 serve semplificare e investire, ma manca la volontà politica. Le aziende confiscate potrebbero essere motore di sviluppo. Invece ci si arrende al loro fallimento».

Lo speciale contiene due articoli.

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