- La polizia italiana avvista un furgone della gendarmeria nei dintorni di Claviere (Torino). Gli agenti d’Oltralpe hanno fatto scendere due stranieri di nascosto, poi sono tornati in patria. Sull’indebito sconfinamento la Procura ha aperto un’inchiesta.
- Gli indottrinatori di bimbi insistono: «Altra festa pro migranti a scuola». Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, attacca La Verità dopo l’articolo sulla propaganda in classe alle medie: «Chi critica è arrogante e ignorante». Il preside dell’istituto: «Presto un evento più grande».
- Ma quale apartheid fra i banchi. A Lodi è stata solo applicata la legge. Le nostre norme sono chiare: le famiglie immigrate devono provare la loro povertà.
Lo speciale comprende tre articoli.
Ma come sono gentili gli amici francesi, davvero premurosi. Pensate: ci portano i clandestini a domicilio, e senza nemmeno bisogno di ordinarli tramite applicazione sul telefonino. Ieri, il Viminale ha fatto sapere che un furgone della gendarmeria francese è stato avvistato a Claviere, in provincia di Torino. Gli agenti d’Oltralpe sono stati filmati dalle nostre forze dell’ordine mentre facevano scendere un paio di uomini, «presumibilmente migranti di origine africana» in un bosco del paesino di confine. Dopodiché, in tutta tranquillità, i gendarmi sono rientrati in patria.
Probabilmente i nostri stimati vicini pensavano che nessuno si sarebbe accorto di niente. Purtroppo per loro, però, la zona era tenuta d’occhio dalle autorità. A Claviere, infatti, sono presenti da tempo gli antagonisti del gruppo «Briser Les Frontieres». Si tratta di attivisti italiani e francesi, i cosiddetti «no borders». Questi signori, nei mesi scorsi, avevano occupato abusivamente un sottoscala della chiesa di Claviere. Avevano allestito lì un presidio chiamato Chez Jesus, una sorta di punto d’appoggio per i migranti che cercano di passare clandestinamente la frontiera tra Italia e Francia. Il parroco del paesino piemontese, don Angelo Bettoni, esasperato dalla situazione, ha sporto denuncia, e il 10 ottobre gli antagonisti sono stati sgomberati. Non si sono dati per vinti, però. I no borders si sono stabiliti nel parcheggio vicino alla chiesa: hanno montato un tendone e continueranno ad assistere i clandestini che tentano il viaggio verso le terre francesi (se non altro, la Digos li ha identificati).
La situazione, come potete capire, è grottesca. Da una parte ci sono gli anarchici che danno una mano ai clandestini. Dall’altra ci sono i poliziotti francesi che rispediscono i medesimi clandestini al mittente, per altro in modo abbastanza scorretto. Già, perché un conto è attenersi al trattato di Dublino e rimandare gli stranieri nel Paese di primo approdo. Un altro conto è varcare la frontiera e scaricare i clandestini nei boschi come fossero Hansel e Gretel.
«Sono in attesa di sviluppi», ha detto ieri Matteo Salvini. «Non voglio credere che la Francia di Macron utilizzi la propria polizia per scaricare di nascosto gli immigrati in Italia. Ma se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d’Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso. Siamo pronti a difendere l’onore e la dignità del nostro Paese in ogni sede e a tutti i livelli. Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno».
La Farnesina si è già mossa, contattando l’ambasciatore francese in Italia e mobilitando il nostro rappresentante a Parigi. Il fatto che esista un video girato dalla Digos, tuttavia, non lascia molto spazio alle ipotesi: il gioco sporco dei cuginastri è stato svelato.
Franco Capra, il sindaco di Claviere, spiega alla Verità che una cosa del genere non si era mai vista: «Sarebbe la prima volta che la gendarmeria varca il confine per portare i migranti».
«A me risulta che i migranti siano stati depositati a Cesana, non a Claviere», ha aggiunto il primo cittadino parlando con Radio Capital. «Questo mi stupisce perché per loro è un posto scomodo. So che alcune volte i clandestini arrivano al confine con l’Italia, ma sempre in Francia, mai nel nostro Paese».
Comunque sia, pare di capire che la restituzione dei clandestini sia una prassi consolidata, anche se solitamente avviene con un metodo leggermente diverso. I gendarmi fermano i migranti, poi li riportano nei pressi del confine e controllano che rientrino in Italia. Stavolta hanno fatto qualche metro in più, riconsegnandoci gli stranieri sgraditi direttamente sull’uscio. Sarebbe il secondo caso plateale di sconfinamento dopo quello avvenuto mesi fa a Bardonecchia. In quel caso, però, i gendarmi fecero irruzione nella sede di una Ong per fermare un migrante sospettato di essere un corriere della droga.
In ogni caso, è un atteggiamento piuttosto scorretto, specie da parte di un Paese il cui premier, Emmanuel Macron, nei mesi scorsi non ha perso occasione per darci lezioni di accoglienza. Ne ha dette di tutti colori all’indirizzo del governo, si è comportato da smargiasso e da bullo. E intanto, mentre Macron ci faceva la morale, i suoi uomini rispedivano qui gli ospiti indesiderati.
Su quanto accaduto a Claviere la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta. Ma la vicenda va ben oltre il piano strettamente giudiziario. Qui parliamo di una violazione dei trattati internazionali, di un insulto bello e buono alla sovranità del nostro Paese e, alla fine dei conti, di una provocazione vergognosa. I francesi, oltre al confine, hanno varcato i limiti della decenza.
Francesco Borgonovo
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