ceuta allarme sanitario
Il personale della Croce Rossa distribuisce cibo ai migranti sulla spiaggia di El Trampolin a Ceuta (Ansa)

A Ceuta doveva essere tornata la normalità. E invece il presidente dell’enclave, Juan Jesús Vivas Lara, ieri ha dichiarato che, in città, si trovano ancora 10.000 stranieri. Protagonisti di quella che ha definito, senza eufemismi, «invasione». Il sindaco ha denunciato una situazione «insostenibile», tale da provocare, negli abitanti, un senso di «indignazione, preoccupazione e abbandono».

L’incontro con il ministro iberico degli Esteri, José Manuel Albares, giunto in visita a Ceuta, secondo Vivas Lara, ha però portato «buone notizie».

Intanto, l’impegno del governo a trasmettere un messaggio chiaro: che «l’unica via d’uscita per le persone che sono arrivate è l’espulsione, sia per gli adulti che per i minori», così che «tutti smettano di sperare che venendo a Ceuta otterranno ciò che vogliono»; poi, la rassicurazione che «il Marocco è disposto a facilitare il rimpatrio di queste persone».

Albares, tuttavia, non avrebbe offerto «garanzie sui tempi»; così, il presidente dell’enclave l’ha esortato ad approntare «i meccanismi» e le «iniziative legislative» utili a concludere le espulsioni «nel minor tempo possibile».

A Ceuta resta l’emergenza sanitaria

Meno male che il problema era stato risolto subito; meno male che Pedro Sánchez aveva raggiunto il record di respingimenti di massa in 48 ore, sbandierato pure dalle sue groupie italiane, da Elly Schlein a Giuseppe Conte. Le stesse figurine che, quando è Giorgia Meloni a opporsi agli sbarchi, gridano alla violazione dei diritti umani.

Tanto per completare il quadretto del capolavoro dei socialisti spagnoli, ieri il presidente dell’Associazione medica di Ceuta, Enrique Roviralta, ha invitato il ministro della Salute, Mónica García, a visitare la città autonoma, per constatare di persona la «vera e propria catastrofe sanitaria» in atto. Ci sarebbero «casi di diarrea con febbre» e si rischierebbero «focolai epidemici, che non colpiranno solo chi ne è affetto».

In «mancanza di protocolli» e di «rinforzi esterni», lo Stato, ha aggiunto il dottore, non ha nemmeno «predisposto un adeguato supporto logistico». Roviralta ha segnalato che nel Comune ci sono tuttora «persone senza assistenza sanitaria», di cui «non conosciamo lo stato vaccinale, né se siano in cura per qualche malattia». Dunque, «se si verificasse un’epidemia di qualsiasi tipo, come tubercolosi, dissenteria, colera, qualsiasi cosa, o anche un semplice focolaio di morbillo, il sistema sanitario attuale verrebbe ulteriormente messo a dura prova».

A parte continuare a rinfacciare all’Italia la sospensione di Schengen, Albares ha rivolto un appello ai migranti, temendo sia imminente una seconda ondata di ingressi illegali: «Non rischiate la vita, i vostri soldi e il vostro futuro in un’avventura senza speranza. Chiunque entri a Ceuta o Melilla in modo irregolare verrà rimpatriato». Una scenetta che ricorda una delle prime uscite pubbliche di Kamala Harris da vicepresidente Usa. A giugno 2021, in Guatemala, la numero due di Joe Biden ammonì i centroamericani: «Non venite. Gli Stati Uniti continueranno a far rispettare le leggi e a blindare il confine». Il potere dei più buoni sa compiere miracoli.

«La porta è aperta»: così i social hanno alimentato l’esodo

El País ha riportato la testimonianza di un ingegnere informatico marocchino, Maruán L. Alaui. Mentre seguiva in diretta l’assalto a Ceuta, ha visto decine di video di invidivui che attraversavano la frontiera e garantivano: «La porta è aperta». Sono prove che, a spingere l’esodo, è stato anche il tamtam sui social, capace di alimentare quella che soltanto con una qualche forzatura si può definire una bufala: nonostante le avvisaglie d’intelligence, la Spagna era davvero impreparata e il cancello d’entrata per l’Europa era tutt’altro che sbarrato.

Il ruolo del Web nei flussi migratori è un’altra delle scoperte tardive della sinistra e dell’Ue. La quale, per correre ai ripari, ieri ha confermato di aver ottenuto la collaborazione delle piattaforme: «TikTok e Meta hanno attivato protocolli di crisi» per Ceuta, ha scritto su X la vicepresidente esecutiva della Commissione, Henna Virkkunen, segnalando che le società «hanno ora messo in atto un meccanismo ad hoc di escalation e cooperazione con i fact checker», per smentire le notizie false sulla permeabilità delle frontiere e «soffocare le reti criminali che vendono false promesse, a costo di vite umane».

«La Commissione europea, Europol e le piattaforme», ha aggiunto Virkkunen, «si confrontano quotidianamente e abbiamo aumentato il nostro coordinamento». La commissaria ha riferito di un «colloquio costruttivo» con il ministro iberico per la Trasformazione digitale, Óscar López Águeda, «riguardo alla situazione a Ceuta e a come prevenire viaggi così pericolosi e illegali e la tragica perdita di vita umane». «Abbiamo discusso l’importanza della piena attuazione del Dsa (il Digital services act, il regolamento Ue sui servizi digitali, ndr) in Spagna», ha detto.

«La Commissione europea è pronta a offrire ulteriore sostegno per quanto riguarda lo spazio digitale, anche nell’ambito del Dsa, se richiesto». Domani, ha inoltre riferito un portavoce di Bruxelles, l’esecutivo Ue terrà un vertice con il gruppo di lavoro sull’integrità delle informazioni, che fa parte del board dei coordinatori dei servizi digitali, per valutare il «monitoraggio della situazione relativa a Ceuta e se siano possibili altri strumenti nell’ambito del Dsa».

Bruxelles mobilita Meta e TikTok

Intanto, con mezzo governo in ferie, premier e ministri che si divertono a fare gli influencer di musica, viaggi e letteratura, nonostante il pericolo di un’altra invasione entro Ferragosto, il centrodestra iberico incalza la titolare della Difesa. Stando ai popolari, Margarita Robles comparirà il 18, in Senato, per riferire sull’operato del suo dicastero durante la crisi di Ceuta. Il governo ha replicato che solo in giornata arriverà una risposta definitiva alla richiesta del partito di Alberto Núñez Feijóo.

Oggi, in buona parte della Spagna sarà ben visibile l’eclissi: nel tardo pomeriggio, la Luna oscurerà il Sole. Una perfetta metafora.

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