In Irlanda del Nord ricompare l’Ira e aizza la rivolta contro i clandestini
Ansa

C’è una seconda questione nordirlandese che sta vivendo sotto la pelle della gente, ancora impressionata da quel che accadde lo scorso giugno, quando l’8 giugno scorso, nel nord di Belfast, un uomo sudanese di 30 anni di nome Hadi Alodid, aveva accoltellato Stephen Ogilvie facendogli perdere l’occhio sinistro e procurandogli profonde ferite alla testa, al viso e alla schiena.

Le minacce del New Ira in Irlanda del Nord

Alodid era entrato nell’Irlanda del Nord nel 2023, aveva chiesto asilo ed era stato ammesso a rimanere con un permesso quinquennale.

Quel tentato omicidio provocò una reazione popolare fortissima, trascinata per lo più da un passaparola social, oltre che dal coordinamento di gruppi di destra. Gli stessi gruppi che ora si stanno organizzando per nuove iniziative. Secondo alcune fonti citate dal giornale Mail on Sunday, le intelligence britannica e irlandese stanno controllando i movimenti del New Ira, organizzazione che vide fondersi gli irriducibili del Real Ira, nata nel 1997 dopo l’Accordo del Venerdì Santo, con il gruppo vigilante Republican action against drugs.

Questa nuova organizzazione starebbe organizzando una campagna per costringere i migranti irregolari a lasciare l’Irlanda. Una fonte di sicurezza ha riferito che il gruppo persegue due obiettivi paralleli: il vecchio pallino della indipendenza irlandese e la cacciata di tutti i migranti. Qualche segnale sembra esserci, visto che quest’anno il gruppo ha portato a termine una serie di attacchi contro la polizia nordirlandese, tra cui un episodio alla stazione di Lurgan e un’autobomba a Dunmurry.

Pochi giorni fa, sempre secondo la stampa irlandese, su una piattaforma social di estrema destra è circolato un video in cui un uomo non identificato ha annunciato, a nome del New Ira, l’intenzione di dare un ultimatum non ai politici ma direttamente ai migranti presenti irregolarmente nel Paese, con un preavviso di appena 24 ore per lasciare il territorio. Come a dire: o ve ne andate voi spontaneamente, oppure sarà scontro.

Il rischio di escalation tra Uk e Irlanda del Nord

Le autorità britanniche temono un effetto domino: una campagna di questo tipo potrebbe spingere una nuova ondata di persone dall’Irlanda verso il Regno Unito, sfruttando il confine aperto con l’Irlanda del Nord nell’ambito della Common travel area. Per questo il ministero dell’Interno britannico ha risposto in modo cauto, richiamando la collaborazione con Dublino su migrazione e sicurezza dei confini.

Avendo approfondito in Rete il dibattito su questi fatti, va segnalato che non mancano le voci di coloro che sollevano dubbi sulla tempistica della notizia, chiedendosi se il livello di minaccia sia realmente così avanzato o se la sua diffusione serva anche a etichettare come «terrorismo» un malcontento sociale più ampio legato all’immigrazione.

Le conseguenze politiche ed elettorali sul Regno Unito

Perché questo è il vero tema che in Gran Bretagna ormai detta l’agenda: è sulla coniugazione sicurezza/immigrazione che Nigel Farage è vicino alla vittoria elettorale del 13 agosto. Mister Brexit si era dimesso da deputato di Clacton il 7-8 luglio 2026, innescando volontariamente un’elezione suppletiva (by-election) in cui si ricandida nello stesso collegio che già rappresentava dal 2024. L’ha definita «il popolo contro l’establishment», dicendo di voler far decidere agli elettori di Clacton, non alla stampa o al Parlamento, se debba restare loro deputato; l’allusione era all’indagine della commissione parlamentare che lo accusa di non aver dichiarato un regalo da 5 milioni di sterline ricevuto nel 2024 dal miliardario cripto Christopher Harborne.

Non contento della difesa in aula, Farage ha fatto la mossa del cavallo: si è dimesso e si è ricandidato. Tutti i principali partiti (Labour, Conservatori, Libdem, Verdi, Restore Britain) hanno scelto di non presentare candidati (ci ha pensato tutta una serie di disperati ad approfittare della scena…) proprio perché temono di anticipare una sconfitta nazionale. Il partito di Farage, Reform Uk, infatti gode di un alto gradimento nei sondaggi proprio perché interpreta meglio degli altri le questioni legate alla sicurezza e all’immigrazione ormai fuori controllo.

Il fallimento del modello multiculturale di sinistra

La campagna che New Ira starebbe preparando rischia di infuocare un tessuto sociale fortemente condizionato dal fallimento dei modelli multiculturali che la sinistra si ostina a difendere, a tal punto da aver dovuto ammettere di aver coperto reati gravi compiuti da membri delle comunità sikh per paura di non incrementare razzismo o intolleranza verso di loro.

Sono queste inquietudini profonde a marcare il tessuto inglese e irlandese, rabbie sfociate nel voto della Brexit e dalla conferma del suo «campione», Nigel Farage, le cui parole d’ordine radicali stanno segnando l’agenda dei governi. Starmer aveva provato a imprimere una linea più netta, ma i provvedimenti non hanno convinto, anzi hanno spaccato il Partito laburista. Ma, dall’altra parte, anche i conservatori sono considerati poco incisivi.

Per chiudere, segnatevi questa data: Il 2 settembre, a Belfast. Quel giorno ci sarà un’altra udienza contro Hadi Alodid e la rabbia potrebbe generare altri disordini organizzati.

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