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Aborto, Pro Vita & Famiglia: «Al via i camion vela per la nuova campagna #StopAborto»

Aborto, Pro Vita & Famiglia: «Al via i camion vela per la nuova campagna #StopAborto»

«Il corpo di mio figlio non é il mio corpo, sopprimerlo non é la mia scelta #stopaborto". Torna con questo messaggio la campagna in difesa della vita nascente di Pro Vita e Famiglia, che parte oggi mercoledì 20 gennaio da Roma mediante numerosi camion vela e a seguire in tutta Italia. Con questi cartelloni si vuole mandare un messaggio chiaro: non esiste il diritto di uccidere una persona umana!». Così la nota della onlus prolife già promotrice della campagna #dallapartedelledonne contro la pillola abortiva Ru486 che tanto ha fatto scalpore e sollevato diverse polemiche da parte di chi non vuole accettare la scienza e la verità.

«Ogni anno vengono praticati in Italia circa 80.000 aborti. Ma l'aborto danneggia le donne. Il danno può essere a livello mentale, emotivo, psichico, ma anche gravemente fisico con infezioni ed emorragie e persino la morte. Il tutto avviene in un quadro dove cresce la percentuale di medici che aderiscono allo strumento dell'obiezione di coscienza, oggetto di ricorrenti attacchi. Come ha dichiarato l'ex presidente della SIGO, il dott. Nicola Surico, 'far abortire una donna è un lavoro che non piace a nessuno e si tratta pur sempre di interrompere una vita, e questo pesa'. Una questione che mai è stata affrontata seriamente. E che è ora di rendere nota e pubblica» ha dichiarato il presidente Toni Brandi.

«L'aborto è l'uccisione di un bambino. Sia pur piccolo, allo stato embrionale, fin dal momento del concepimento c'è un essere umano unico e irripetibile, nel grembo della madre» ha concluso il vice presidente Jacopo Coghe.

Realismo Italia: «Bisogna parlare con Putin»
Giorgia Meloni (Ansa)
  • La risoluzione approvata impegna l’esecutivo ad abbandonare la difesa assoluta dell’integrità territoriale di Kiev e ad avviare un percorso di uscita dalle sanzioni. E il presidente del Consiglio: sì al dialogo con Mosca.
  • La maggioranza chiede a Bruxelles una riduzione graduale delle gabelle contro Mosca. Successo della Lega: via dalla risoluzione il riferimento all’integrità territoriale ucraina.

Lo speciale contiene due articoli

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Per mediare con Putin a nome dell’Ue rispunta l’ipotesi di «nonno» Draghi
Vladimir Putin (Ansa)
A raccogliere l’appello di Giorgia Meloni e di Sergio Mattarella, affinché l’Europa si esprima con una voce unica, potrebbe essere l’ex premier: Gerhard Schröder piace troppo al Cremlino, Angela Merkel invece si è già tirata indietro.

Meno volenterosi, più Europa. Può sorprendere che la vera prospettiva multilaterale, piuttosto che la soluzione di ripiego del «fare le cose con chi ci sta» (come suggeriva Romano Prodi), venga difesa dalla sovranista Giorgia Meloni.

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La Russia rivendica altri due villaggi. Kiev ora punta a isolare la Crimea
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Ancora vittime civili da ambo le parti. Volodymyr Zelensky alla ricerca di nuovi missili antiaerei.

In un conflitto basato su una guerra di posizione, con pochi aggiustamenti del fronte, a terra e su uno stillicidio di incursioni incrociate nei cieli, con droni e missili, l’Ucraina batte cassa con gli europei per crescenti finanziamenti.

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Trump avvisa l’Iran: «Vi colpiremo duro». Poi il colpo di scena: «L’accordo è vicino»
Donald Trump (Ansa)
Dopo aver messo nel mirino l’isola di Kharg, il tycoon annuncia: «Non attaccheremo, a breve si saprà luogo e data della firma».

La crisi tra Stati Uniti e Iran sembrava aver compiuto un nuovo e pericoloso salto di qualità. Poi, l’ennesimo colpo di teatro di Donald Trump, che ha annullato gli attacchi minacciati per la serata di ieri, giurando che l’accordo diplomatico era a un passo.

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