Aborto, Pro Vita & Famiglia: «Al via i camion vela per la nuova campagna #StopAborto»

«Il corpo di mio figlio non é il mio corpo, sopprimerlo non é la mia scelta #stopaborto". Torna con questo messaggio la campagna in difesa della vita nascente di Pro Vita e Famiglia, che parte oggi mercoledì 20 gennaio da Roma mediante numerosi camion vela e a seguire in tutta Italia. Con questi cartelloni si vuole mandare un messaggio chiaro: non esiste il diritto di uccidere una persona umana!». Così la nota della onlus prolife già promotrice della campagna #dallapartedelledonne contro la pillola abortiva Ru486 che tanto ha fatto scalpore e sollevato diverse polemiche da parte di chi non vuole accettare la scienza e la verità.

«Ogni anno vengono praticati in Italia circa 80.000 aborti. Ma l'aborto danneggia le donne. Il danno può essere a livello mentale, emotivo, psichico, ma anche gravemente fisico con infezioni ed emorragie e persino la morte. Il tutto avviene in un quadro dove cresce la percentuale di medici che aderiscono allo strumento dell'obiezione di coscienza, oggetto di ricorrenti attacchi. Come ha dichiarato l'ex presidente della SIGO, il dott. Nicola Surico, 'far abortire una donna è un lavoro che non piace a nessuno e si tratta pur sempre di interrompere una vita, e questo pesa'. Una questione che mai è stata affrontata seriamente. E che è ora di rendere nota e pubblica» ha dichiarato il presidente Toni Brandi.

«L'aborto è l'uccisione di un bambino. Sia pur piccolo, allo stato embrionale, fin dal momento del concepimento c'è un essere umano unico e irripetibile, nel grembo della madre» ha concluso il vice presidente Jacopo Coghe.

Roberto Cingolani (Ansa)

Creare dal nulla un nuovo ministero non è una cosa semplice. Anche per questo motivo è ancora in fase di studio lo spostamento delle deleghe sull'energia dal ministero dello Sviluppo Economico. Per di più i 5 Stelle continuano a voler contare sulla gestione del Gse tramite l'ex sottosegretario Davide Crippa.

Le Frecce Tricolori in volo rovesciato sopra il circuito del Bahrein (Aeronautica Militare)

Il 1° marzo 1961 sei North American F-86E "Sabre" toccavano la pista di Rivolto (Udine) provenienti da Grosseto, sede della Quarta Aerobrigata, quella del mitico cavallino rampante ereditato dalla coccarda dell'asso degli assi Francesco Baracca. Quella livrea sarà destinata a generare un altro mito nei cieli di tutto il mondo: erano nate le Frecce Tricolori.

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