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Torna su Netflix la «ragazza talpa», parodia perfetta dell'America moderna

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Si guardi dall'accendere la televisione chi voglia serietà, perché Unbreakable Kimmy Schimdt di profondo ha ben poco. La produzione, di ritorno su Netflix il 30 maggio, è la parodia scanzonata dell'era moderna e, in quanto tale, si porta appresso una lunga sequela di stereotipi. Realistici, certo. Posati, per nulla. Kimmy Schmidt è una «ragazza talpa», scappata dopo 15 anni di prigionia alle grinfie di un reverendo pazzo che, urlando all'apocalisse, l'ha segregata in un bunker sotterraneo. Libera, s'è trasferita a New York. Nel Bronx, con un coinquilino afroamericano, gay ed eccentrico, una padrona di casa ossessionata dal «Si stava meglio quando si stava peggio», un ex fidanzato, clandestino, e una prima datrice di lavoro diventata, suo malgrado, una ex moglie trofeo.
Serietà, come detto, ce n'è poca. Si ride, e ridendo, con ferocia, si fanno le pulci all'America del 2018. Perché la vecchia lectio freudiana, dello scherzo che è verità, ancora tiene bene.

«Salgono i rimpatri, calano gli arrivi Via alla vigilanza anti caporalato»
Matteo Piantedosi (Ansa)
I numeri del ministro dell’Interno Piantedosi: «Abbiamo un -77% di sbarchi rispetto al 2023 e un - 52% rispetto al 2025. La strage di Amendolara dimostra che l’immigrazione va gestita: subito controlli straordinari».

Si potrebbe definire la polizia 4.0. L’intelligenza artificiale entra a far parte anche delle forze dell’ordine grazie ai decreti legislativi del governo per l’adeguamento alle normative europee. A darne l’annuncio, ieri in question time alla Camera, è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che proietta così le forze di polizia in una nuova galassia.

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«No a due Leghe». Si lavora a quella nuova
Luca Zaia (Ansa)
Nessuna nomina eclatante nel Consiglio federale di ieri: Zaia e Fedriga rimangono senza incarichi. Almeno per ora. Il modello caldeggiato dal Doge resta quello «bavarese» autonomista e legato alle imprese. Ma serve un cambio di statuto per il Carroccio.

Da qualche parte bisogna pur partire. È iniziato il dialogo, ma la soluzione non è a portata di mano. Ieri l’atteso Consiglio federale della Lega, convocato a Roma dal segretario Matteo Salvini, è stato interlocutorio. Nel senso: chi si aspettava nomine di vice o novità eclatanti, è rimasto deluso.

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Meloni: «La sinistra vuole la patrimoniale, noi ridurre le tasse»
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier a Confcommercio: «Altri tagli per il ceto medio». Ok in cdm alle nuove norme per un’IA a servizio dell’uomo.

«L’Italia non è la repubblica delle banane». Non le manda a dire il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’assemblea di Confcommercio che si è tenuta ieri all’auditorium della Conciliazione di Roma. «Qui si rispettano le regole: come ricordava il presidente Sangalli, non c’è mercato senza regole, e senza regole non ci sono imprese sane e non c’è crescita».

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Edicola Verità | la rassegna stampa dell'11 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'11 giugno con Carlo Cambi

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