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Torna su Netflix la «ragazza talpa», parodia perfetta dell'America moderna

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Si guardi dall'accendere la televisione chi voglia serietà, perché Unbreakable Kimmy Schimdt di profondo ha ben poco. La produzione, di ritorno su Netflix il 30 maggio, è la parodia scanzonata dell'era moderna e, in quanto tale, si porta appresso una lunga sequela di stereotipi. Realistici, certo. Posati, per nulla. Kimmy Schmidt è una «ragazza talpa», scappata dopo 15 anni di prigionia alle grinfie di un reverendo pazzo che, urlando all'apocalisse, l'ha segregata in un bunker sotterraneo. Libera, s'è trasferita a New York. Nel Bronx, con un coinquilino afroamericano, gay ed eccentrico, una padrona di casa ossessionata dal «Si stava meglio quando si stava peggio», un ex fidanzato, clandestino, e una prima datrice di lavoro diventata, suo malgrado, una ex moglie trofeo.
Serietà, come detto, ce n'è poca. Si ride, e ridendo, con ferocia, si fanno le pulci all'America del 2018. Perché la vecchia lectio freudiana, dello scherzo che è verità, ancora tiene bene.

Varato il nuovo piano pandemico. Mai più lockdown e vaccini per tutti
(Imagoeconomica)
Ok della Conferenza Stato-Regioni. Restrizioni da valutare in base a gravità dei virus e impatto economico. Per i farmaci sarà richiesta «appropriatezza prescrittiva».

Orazio Schillaci ha battuto un colpo: il nuovo piano pandemico 2025-2029, approvato ieri dalla Conferenza Stato-Regioni, dovrebbe aver archiviato i lockdown alla Conte e le vaccinazioni forzate alla Speranza.

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L’Ue segue Roma sui controlli al cibo
Il Commissario alla Salute Oliver Varhely (Ansa)
Ieri la visita del responsabile alla Salute, Varhely: l’Italia vuole l’etichetta d’origine anti-frodi. Coldiretti gli consegna 1 milione di firme. Lollobrigida: servono più verifiche.

O l’Europa garantisce controlli severi alle frontiere oppure liberi tutti: non si può stare sul ring mondiale con una mano legata dietro la schiena.

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Lagarde da paura: «Abbiamo discusso l’aumento dei tassi. Prezzi ancora su»
Christine Lagarde (Ansa)
Per ora resta invariato il costo del denaro, ma per giugno si prevede una stretta. Anche la politica monetaria rema contro.

La scena, a volerla guardare senza fretta, sembra girata a teatro: la Bce lascia i tassi al 2% e apparentemente non succede nulla. Sipario immobile, orchestra in silenzio. Pubblico che aspetta senza tossire. Ma dietro le quinte si intravede il vero spettacolo. Perché dietro il voto «all’unanimità» rassicurante come un semaforo in piena notte, si è consumato dell’altro.

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Gianluigi Paragone smaschera il paradosso del fronte del No: un giorno difende l'autonomia dei giudici come fosse sacra e il giorno dopo, sul caso di Nicole Minetti, si arrabbia perché il Ministero non ha dato ordini ai magistrati o non ha inseguito i colpevoli in Uruguay.

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