Maurizio Caverzan
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Quei profeti del calcio giovani e incoscienti. L’Ajax divulga il verbo del match perfetto

Ansa

  • Dalla rivoluzione di Johan Cruijff al tiki taka, fino ai ragazzi terribili di Erik Ten Hag: la scuola olandese vive il suo ennesimo trionfo.
  • Dopo l'uscita dalla coppa, il titolo bianconero lascia sul terreno della Borsa fino al 25%. Tante le incognite tecniche sul futuro: dalla conferma di Massimiliano Allegri all'investimento su Cr7.

Lo speciale contiene due articoli.

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«I padroni del calcio controllano la critica»

L'ex moviolista Mediaset Maurizio Pistocchi: «Grazie alla pubblicità della Fiat è difficile attaccare la Juventus. In Italia amiamo il gioco sporco, avaro e speculativo, che punta al risultato basandosi sugli errori dell'avversario e sulle situazioni. Io preferisco lo spettacolo».
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«Politicamente corretto, religione che vieta la dialettica e il dissenso»

Eugenio Capozzi, docente universitario, ha scritto un libro su quello che definisce un sistema molto pervasivo e pericoloso: «Chi non ne accetta dogmi e precetti non ha diritto alla discussione e va scomunicato perché è pazzo o finge».
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«I grandi libri penalizzati dai sacerdoti laici»

L'editore errante Ferruccio Mazzariol: «Nei media domina la cultura radicale. Siamo sempre fermi alla discriminante di “Uomini e no" di Vittorini, dove i primi sono quelli di sinistra e i no tutti gli altri. Unisco tradizione orale veneta a letteratura ispirata dall'umanesimo cristiano».
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«Pulire i cessi mi ha salvato dall’alcolismo»

Il poeta, romanziere ed editor Rai Daniele Mencarelli: «Lavorare al Bambino Gesù mi ha avvicinato alla fede in modo animalesco. Raccontare il dolore per me è una missione. Oggi si cercano sempre le responsabilità fuori di noi, c'è una mentalità buonista fondata sulle attenuanti».
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«Il Pd? Se un partito vive solo per le primarie è una tribù primitiva»

Ansa

Enzo Carra è stato tra i fondatori della Margherita poi confluita nei dem: «Fui l'unico a votare contro. Me ne andai perché ci si era chiusi in una élite benpensante».
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«Io difendo “Adrian”. Teocoli e Hunziker sono stati scorretti»

Ansa

L'artista figlio d'arte Giacomo Celentano: «Il cartoon non è stato capito, c'erano poesia e stile di papà. Ma lui piace di più da cantante e showman».
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«La Rai sia coraggiosa e investa su Dante»

Ansa

A colloquio con Pupi Avati, che da tempo coltiva il progetto di portare su grande e piccolo schermo la vita del poeta fiorentino. «Spero che nelle assegnazioni non conti solo la forza contrattuale, ma anche la passione. “Il nome della rosa"? Resto dubbioso».