L’Ucraina potrebbe aprire un negoziato con la Russia sulla Crimea. Queste le parole pronunciate ieri al Financial Times da Andrii Sybiha, vicecapo dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi strategici sul campo di battaglia e quando saremo al confine amministrativo con la Crimea, saremo pronti ad aprire una pagina diplomatica per discutere di questo tema». Poi l’alto funzionario ucraino quasi a voler raffreddare gli entusiasmi ha aggiunto che «comunque noi non escludiamo la possibilità di liberare la Crimea con il nostro esercito». Secondo il quotidiano britannico quanto affermato da Andrii Sybiha «è la prova più esplicita dell’interesse dell’Ucraina nei negoziati con Mosca». Nemmeno il tempo di registrare la notizia che è arrivata su Twitter la presa di posizione di Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino: «La base per un vero negoziato con la Federazione russa è il ritiro completo dei gruppi armati russi oltre i confini riconosciuti internazionalmente dall’Ucraina nel 1991. Compresa la Crimea. Non c’è alcuna questione di concessioni territoriali o di contrattazione dei nostri diritti sovrani». Intanto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov è da ieri in Turchia in visita ufficiale e secondo la Tass «avrà una serie di colloqui su un’ampia gamma di questioni, comprese le questioni energetiche, la situazione in Ucraina, l’attuazione dell’accordo sul grano, nonché le misure per normalizzare la situazione nel Nagorno-Karabakh e nel dialogo di Ankara con Damasco». Poco prima di partire Lavrov al giornalista Pavel Zarubin aveva detto: «Siamo davvero in una fase calda di una guerra perché i nazisti ucraini stanno combattendo principalmente con armi statunitensi». A proposito di munizioni: è di ieri la notizia che Ucraina e Polonia produrranno insieme proiettili da 125 millimetri per carri armati e a deciderlo sono stati il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo omologo polacco Andrzej Duda durante un incontro a Varsavia. Le munizioni verranno prodotte dalla società di difesa statale ucraina Ukroboronprom in partnership con la società polacca Polska Grupa Zbrojeniowa, presso l’impianto di produzione in Polonia. Secondo i media polacchi «saranno implementate nuove linee di produzione in diverse città della Polonia mentre l’Ucraina fornirà le sue tecnologie e i suoi specialisti». Nel frattempo, la guerra prosegue e non si fermerà nemmeno per la Santa Pasqua e di questo ne è convinto Yuriy Malashko, responsabile dell’amministrazione regionale di Zaporizhzhia: «Non dovremmo sperare in una tregua dei combattimenti per la Pasqua, perché non sono fuori discussione nuovi attacchi nemici». Si combatte ancora a Bakhmut (Donetsk), la città che da mesi è teatro di feroci combattimenti e di questo ha parlato ieri sul suo canale Telegram Yevgeny Prigozhin, il capo dei mercenari della Compagnia militare privata Wagner, secondo il quale «non ci sono segni di un ritiro delle forze ucraine da Bakhmut ma va detto chiaramente che il nemico non va da nessuna parte». Solo l’altro ieri Zelensky aveva aperto alla possibilità di un ritiro delle truppe dalla città ridotta in macerie, vista la difficile situazione nella quale si trovano specie nella parte occidentale della città. Che la cosiddetta «operazione speciale» in Ucraina non stia andando bene è ormai noto e ieri è stato licenziato il colonnello generale Rustam Muradov, comandante del Gruppo delle forze orientali in Ucraina (Egf). Secondo l’aggiornamento quotidiano dell’intelligence britannica «sotto il comando di Muradov l’Egf ha subito perdite eccezionalmente pesanti negli ultimi mesi dopo assalti concepiti male che hanno più volte fallito nel tentativo di conquistare Vuhledar nel Donetsk. Operazioni che hanno attirato forti critiche, anche dalle truppe di Muradov».
{{ subpage.title }}
Le Firme

Scopri La Verità
Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
La Verità nella tua casella di posta
La Verità settimanaleInchieste, approfondimenti, notizie e opinioni. Ricevi gli
aggiornamenti speciali, iscriviti alla nostra newsletter gratuita.
Nuove storie


