La Procura stringe il cerchio sull’autista del tram 9 deragliato il 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, schiantatosi contro l’edificio all’angolo con via Lazzaretto e costato la vita a due passeggeri, con una cinquantina di feriti. Nel decreto di sequestro firmato dalla pm Elisa Calanducci, che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola e l’aggiunta Alessandra Dolci, viene contestato a titolo colposo il disastro ferroviario, oltre all’omicidio e alle lesioni. Nel decreto viene richiamato anche l’articolo 116 sul «concorso anomalo», ipotesi che potrebbe portare all’iscrizione di altri indagati tra i dirigenti Atm. Una scelta legata agli accertamenti tecnici, dalla scatola nera alla ricostruzione della dinamica e all’analisi dei documenti aziendali.
Al momento l’unico indagato è Pietro Montemurro, 60 anni, tranviere con una lunga esperienza alle spalle (dal 1991). Secondo quanto emerso nelle prime ore dopo l’incidente, era in servizio da circa un’ora al momento del deragliamento e non stava effettuando straordinari. Nel decreto si legge che, alla guida del Tramlink numero 7707 della linea 9 proveniente da piazza della Repubblica e diretto verso piazza Oberdan, avrebbe omesso «di regolare adeguatamente la velocità del mezzo condotto mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell’intersezione stradale fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto». Con «negligenza, imprudenza e imperizia» non si sarebbe avveduto che «lo scambio ferroviario» era «azionato in direzione “sinistra”» e avrebbe omesso di attivare la direzione «diritto». Così «svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura», che «si schiantava contro l’edificio posto all’angolo fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, cagionando un disastro ferroviario». Nel provvedimento viene richiamata la violazione dell’articolo 141 del Codice della strada: la velocità era troppo elevata in quel tratto. La Procura, tuttavia, precisa che «sono attualmente in corso tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica» e «individuare le cause», perché allo stato «non è possibile escludere alcuna delle ipotesi relative alle cause dell’evento, siano esse [...] errori umani o eventuali malfunzionamenti tecnici». Non vi sono, al momento, ipotesi privilegiate. Si sta valutando se vi sia stato realmente un malore del conducente e se sia o meno scattato il sistema frenante di sicurezza «a uomo morto». Nel decreto si dispone appunto di «verificare le condizioni di salute» del tranviere e di accertare se abbia segnalato anomalie alla sala operativa Atm. Montemurro è stato dimesso dal Policlinico con dieci giorni di prognosi per trauma cranico e sincope vasovagale (una breve perdita di coscienza che può essere causata da stress, dolore o altri fattori) dopo aver riferito di essersi sentito male prima di perdere il controllo. Saranno gli accertamenti medico-legali a stabilire se il malore sia compatibile con la dinamica. Intanto la polizia locale ha sequestrato le registrazioni delle comunicazioni tra la Sala operativa e il conducente, insieme ai brogliacci, che - come si legge nel decreto - «risultano registrate e archiviate» e sono ritenute «necessarie al fine di accertare i fatti accaduti nei momenti antecedenti al verificarsi del sinistro». Sequestrate anche informazioni cartacee sulle specifiche tecniche del Tramlink, oltre ai filmati delle telecamere interne ed esterne e ai dati della «scatola nera». Gli accertamenti dovranno spiegare perché il sistema di sicurezza non sia intervenuto e perché, pur a una velocità indicata come sostenuta ma inferiore ai 50 chilometri orari, non sia «scattata» la deviazione. È stato chiarito poi lo scambio di persona: Karim Touré è ricoverato, le vittime sono Ferdinando Favia e Lucky Okon Johnson. Atm ha annunciato un primo indennizzo di 5.000 euro per ciascun coinvolto. Riccardo De Corato (Fdi) accusa il Comune di scarsa manutenzione negli ultimi 15 anni, mentre i comitati chiedono la sospensione dei Tramlink: secondo l’assessore Arianna Censi eventuali provvedimenti li prenderà la magistratura.



