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Sgarbi insiste: «Il padiglione della Russia sia riaperto»
Elisabetta e Vittorio Sgarbi (Ansa)
Il critico, arrivato a Venezia, non ha dubbi sulla polemica che ha investito il padiglione di Mosca: «Deve riaprire, la creatività non va vincolata al potere e agli Stati». Intanto, nello spazio giapponese spuntano delle bambole per celebrare la pratica dell’utero in affitto.

Vittorio Sgarbi, fresco di compleanno, arriva in un elegante hotel veneziano per incontrare Le Hu Hieu, artista del Vietnam tra i più importanti dell’Asia, sbarcato a sua volta in Laguna per la Biennale. Sgarbi ne celebra il legame con la tradizione, l’uso del legno e delle lacche. Il vietnamita, con sorriso timido, si fa fotografare a fianco al critico. È una occasione rara, dopo tutto. Sgarbi si sta riprendendo dai fin troppo noti problemi di salute. La sua voce talvolta è incerta, ma il guizzo sgarbiano, quello c’è sempre. Talvolta si manifesta sulle sue labbra persino un sorriso innocente e feroce, mentre commenta l’ultima polemica. Del resto che polemica sarebbe, senza Sgarbi a entrarci dentro?

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