«Se proprio dobbiamo dedicare delle nuove vie, preferiamo dedicarle a figure femminili». Il succo della discussione è stato su per giù questo e così, a Calcinaia (Pisa), la maggioranza di centrosinistra ha «scaricato» il povero San Carlo Acutis, l’influencer di Dio. I fatti risalgono a pochi giorni fa quando in consiglio comunale si discuteva la mozione della minoranza sull’intitolazione di una strada al giovane morto di leucemia fulminante, recentemente proclamato santo da papa Leone XIV.
Carlo, il santo dei millennial innamorato del Vangelo e votato alla predicazione attraverso il Web e i social, tanto da essere considerato il patrono di Internet, si è visto respingere dal sindaco, dall’assessore e dal centrosinistra. Con motivazioni assurde.
«L’indirizzo di questa amministrazione è quello di dare priorità a figure femminili di riconosciuto valore storico, politico, istituzionale, culturale e sociale», era scritto nella nota letta in consiglio, con cui si rigettava la proposta avanzata dalla minoranza e con cui si sottolineavano i «principi di laicità e parità di genere». In poche parole non è sufficiente essere giovane, santo e un esempio di carità per meritare una via, una piazza o un giardino; quel che conta per l’amministrazione pare essere un’idiota gara donna/uomo anche rispetto alla toponomastica.
La decisione ovviamente ha diviso il consiglio, toccando persino una punta di retorica berlusconiana quando un giovane consigliere vicino a Fdi si è preso beffe del sindaco e dell’assessore con una citazione dal sapore berlusconiano: «La mozione era per unire questo consiglio, che sarebbe dovuto uscire con un atto all’unanimità, in ricordo di un ragazzo portatore di valori sani. Invece voi, con la vostra visione materialista, avete deciso di bocciare (la mozione, ndr). Sono esterrefatto. Voglio concludere questo intervento con parole non mie, ma di un grande: siete come sempre dei poveri comunisti». Apriti cielo.
Al di là delle polemiche, resta una riflessione amara: perché l’amministrazione di centrosinistra non ha avuto il coraggio di scegliere una figura dal grande valore educativo, facendosi scudo di fantomatiche priorità di genere come se scegliendo Acutis si vietasse in automatico un profilo di donna per il futuro? Colui che oggi è considerato a tutti gli effetti il patrono di Internet e contestualmente il primo santo millennial, ha un grande valore laico e civico, proprio in questo tempo in cui gli adolescenti finiscono in prima pagina per fatti di cronaca gravi e destabilizzanti. Continuiamo a chiedere interventi educativi e richiami ai valori come controsterzata al dilagare di violenze e menefreghismo, poi si ha paura di regalare alla città l’esempio di un ragazzo solo perché era un maschio e di grande fede. Lo trovo un errore politico e una sottovalutazione civica: un giovane che ha parlato ai giovani, con l’esempio del servizio e del volontariato, facendo propri gli strumenti della contemporaneità. Un ragazzo concreto che la Chiesa ha saputo restituire alla collettività con un veloce percorso di canonizzazione; peccato che un’amministrazione comunale si sia invece chiusa a riccio respingendo il primo santo millennial e schermandosi dietro una disparità di genere da riequilibrare (e allora perché non colmare il gap generazionale?). Oppure sostenendo che le scelte toponomastiche «rappresentano una scelta di lungo periodo, che incide sulla memoria collettiva e sull’identità civile della comunità»: aver glorificato nella santificazione sarebbe una scelta di corto periodo? Cari amministratori di Calcinaia, lasciatevelo dire con il linguaggio dei giovani: la vostra scelta politica è «buggata». O forse è viziata dal virus ideologico.



