C’è un altro colpo di scena nell’intricata trama che riguarda l’origine del virus Sars Cov-2, la rapida creazione dei vaccini anti Covid Pfizer e l’indifferenza delle istituzioni verso l’operato quantomeno equivoco del colosso farmaceutico Usa. Lo ha scatenato Project veritas (Pv), think tank conservatore non esattamente super partes, che ha sganciato la bomba: un’intervista carpita di nascosto a un presunto alto funzionario Pfizer, presentato come direttore della ricerca e dello sviluppo per le operazioni strategiche e la pianificazione scientifica dell’mRna. Nel video, Jordon T. Walker, questo il nome del funzionario, dichiara con disinvoltura che il colosso farmaceutico pianifica mutazioni intenzionali del virus per sviluppare un mercato per nuovi vaccini. Secondo le rivelazioni di Walker, dunque, Pfizer creerebbe malattie a tavolino (in laboratorio) per vendere più vaccini.
Il video, che è passato in un solo giorno da 12 a 29 milioni di visualizzazioni solo su Twitter, è stato girato in un locale pubblico di New York. La telecamera nascosta di Pv riprende Walker che, tra una risata e l’altra, confessa: «Sai perché il virus continua a mutare? Beh, è una delle cose su cui facciamo esperimenti. Ci siamo chiesti: perché non creiamo le mutazioni noi stessi? Così possiamo sviluppare nuovi vaccini, capito?». «Quindi Pfizer sta pensando di mutare il Covid?», chiede il giornalista. «Beh, questo non lo diciamo in pubblico», risponde Walker, abbozzando una risata. Il giornalista chiede quindi se il tipo di ricerca condotta da Pfizer sia «gain-of-function (GoF)». La GoF è un controverso metodo di ricerca scientifica, che consente di potenziare i virus per renderli più trasmissibili o pericolosi per l’uomo. In America è stata vietata dal 2014 al 2017, e poi definanziata da Donald Trump. La risposta dell’uomo è disarmante: «Non è “gain-of-function”: è “evoluzione diretta” (“directed evolution”). Sono mutazioni strutturali selezionate che rendono il virus più potente (che poi è un concetto simile al GoF, ndr)». Il Covid è una “mucca da mungere” per la nostra compagnia. Non è il miglior modello di business?». Tra una risata e l’altra, Walker ha anche modo di definire «ottimo per l’industria, anche se pessimo per chiunque altro in America» il sistema delle «porte scorrevoli» tra istituzioni e aziende: sono molti gli ex funzionari di governo a essere poi assunti dai colossi farmaceutici, e viceversa.
Ciò che è successo dopo la pubblicazione del video è ancora più oscuro. Project veritas è tornata da Walker con le telecamere visibili e l’uomo ha aggredito la troupe, rinchiudendo nel locale tutti gli avventori, per poi chiamare la polizia. «Se volete davvero capire quanto sia potente Big pharma», ha scritto il giornalista di Fox News, Tucker Carlson, «questa è una storia enorme e, a rigore, ogni giornalista ci si dovrebbe fiondare: non sta succedendo». In effetti, Msnbc e Cnn hanno totalmente ignorato il Pfizergate, «forse perché ricevono enormi introiti pubblicitari da Pfizer», osserva Carlson. Anche Google sembra aver fatto di tutto per rendere impossibile reperire notizie su Walker: «C’è un blackout quasi totale dei media su questa storia».
Subito dopo la diffusione del video, ogni traccia di Walker è stata completamente oscurata. I colleghi indicati nell’organigramma Pfizer pubblicato da Pv (in cui è visibile che Walker ha soltanto un supervisore tra lui e Albert Bourla, Ceo di Pfizer, ndr) esistono, ma le loro biografie sono state rimosse da LinkedIn. Fox news ha incalzato Pfizer più volte per chiedere conferma che Walker lavorasse per loro, ma l’azienda non ha mai risposto. Tuttavia, grazie a qualche «topo informatico», qualcosa di più è emerso, sebbene alcuni dati non tornino. Il senatore repubblicano Marco Rubio ha scritto una lettera a Bourla in cui chiede conto delle notizie uscite, ma la risposta dell’ad di Pfizer si fa attendere. Non è una novità: Bourla è abituato a ignorare le istituzioni e ha già dato forfait per ben due volte alla commissione Covid dell’Europarlamento, che lo aveva invitato per chiedere conto dei contratti stipulati con la Commissione Ue.



