4 novembre, la cerimonia all’Altare della Patria
Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Sergio Mattarella depongono la corona d'alloro sulla tomba del Milite Ignoto in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Sergio Mattarella depongono la corona d'alloro sulla tomba del Milite Ignoto in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Il primo cittadino di Merano può, se crede, non amare la nostra bandiera. Ma nelle occasioni formali, quando rappresenta le istituzioni è suo dovere onorarla. Tuttavia l’ideale sarebbe la gente come Benvenuti, che esibiva il patriottismo con fierezza.
Edmondo De Amicis fu autore di un popolare saggio sulla lingua italiana, L’idioma gentile, in cui l’elogio della comunicazione corretta faceva tutt’uno con la difesa della Patria.
Tra i brani più noti del Risorgimento, il «Canto degli italiani» ha dovuto aspettare il 1946 per diventare inno ufficiale. E addirittura il 2017 per l’approvazione definitiva.
Il regista e scrittore: «Per la sinistra la parola patria era una parolaccia: l’orgoglio di pronunciarla è un segno della sua sconfitta. Con il mio festival valorizzo chi non si accoda al mainstream come Giancarlo Giannini».
Dal Risorgimento al fascismo, le attiviste per l’emancipazione della donna hanno sposato la causa patriottica. È solo dopo il 1945 che il movimento assume una dimensione anti identitaria.
Parla il presidente della fondazione dedicata allo scrittore: «Era un mazziniano, ha fatto due guerre di indipendenza. Le bugie del burattino? Solo quattro: noi siamo peggio di lui. Per non parlare dei politici».
La vittoria nella Grande guerra viene oggi celebrata con una festa «mobile» e con timidezza politica, a causa di anni di retorica anti nazionale. È il momento di cambiare le cose.
Il giornalista: «L'Occidente ha perso slancio, ne è prova l'inverno demografico. Hai voglia a incentivare le nascite: abbiamo cresciuto generazioni di edonisti irresponsabili. La speranza sono le piccole comunità».
Ciò che abbiamo sempre creduto giusto e bello, il riconoscimento delle nostre identità, storia e cultura, è diventato una patologia psichica o un delitto. Il nazionalismo non è odio ma amore per la propria patria.
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