«Hai sposato una bambina di 13 anni. Bene, hai fatto una cosa molto bella. Adesso è tua moglie, è proprietà tua». Siamo a Brescia, in una delle tante moschee abusive di quella che viene considerata la capitale islamica d’Italia. A parlare, con tanta naturalezza, è l’imam di una di queste moschee, pienamente convinto della sua tesi: «Nel nostro Islam dopo i nove anni una ragazza diventa adulta e può sposarsi, nel Corano si dice che si può fare. Che sia di nove, 10 o 12 anni... quando c’è il primo ciclo è adulta e nel Corano si dice che può sposare anche un uomo di 30 o 40 anni se i genitori sono d’accodo. Si può fare perchè l’Islam dice che la ragazza deve essere giovane...» .
A raccogliere questa sconcertante testimonianza è stato Francesco Leone, giornalista della trasmissione Fuori dal Coro, che ieri sera ha mandato in onda un ampio servizio proprio sul tema delle spose bambine. Leone si è finto un italiano interessato a conoscere la tradizione islamica e, grazie alla mediazione di un complice, bussando alla porta di una delle moschee della periferia della città, ha trovato subito terreno fertile. L’imam, giovane e da poco alla guida di quella comunità islamica, ha ricordato che «anche il profeta a suo tempo ha sposato una bambina» (Aisha la moglie favorita di Maometto promessa a lui quando aveva appena 9 anni) e, dunque, in sostanza, se lo ha fatto lui, non si capisce per quale motivo dovrebbe essere vietato.
«Quello che più colpisce - spiega Leone - è che questi discorsi arrivano da un imam che predica in Italia. Un semplice viaggio negli ambienti musulmani di casa nostra ha svelato che non si tratta affatto di un fenomeno lontano, ma di un principio ritenuto valido da persone che, ogni giorno, portano avanti queste tesi in luoghi, come sono le moschee, frequentati da tanti fedeli e anche da tanti bambini, visto che all’interno di queste strutture c’è sempre la scuola coranica». Quello che emerge inoltre «è che si tratta di una usanza ancora diffusa - spiega ancora Leone - nei Paesi musulmani e di una tradizione che viene perpetrata anche attraverso uno scambio di denaro tra il futuro marito e la famiglia di origine, in moschea alcuni fedeli ci hanno detto che per il Corano tutto questo è consentito e che, quando la moglie bambina compie 18 anni, può essere portata in Italia con ricongiungimento familiare». Secondo la piattaforma Child marriage ogni anno 12 milioni di ragazze diventano mogli prima di diventare diciottenni, di queste una su 9 ha meno di 15 anni e in alcuni casi ne ha solo 8 o 9. Per l’Italia non esistono rilevazioni statistiche recenti. Le ultime, risalenti al 2018, sono quelle dell’Associazione 21 luglio che aveva rilevato numerosi casi di matrimoni precoci forzati nelle baraccopoli delle periferie romane. Nel nostro Paese i matrimoni precoci hanno un profilo giuridico penale e la cessione di un minore ai fini del matrimonio da parte della famiglia è un reato. Nelle ultime settimane, tuttavia, due casi di cronaca hanno riportato l’attenzione sul tema. Il primo è stato il ritrovamento di una giovane di appena 14 anni soccorsa da una donna, nelle campagne del ferrarese, mentre fuggiva disperata dal «marito» di 25 anni che regolarmente le usava violenza e che è stato arrestato. Il secondo è quello di un bengalese di 29 anni che aveva abusato e messo incinta una bimba di appena 10 anni, ospite del centro migranti di San Colombano a Collio, proprio in provincia di Brescia. L’uomo, finito a processo, si è avvalso del rito abbreviato e ne è uscito con una condanna ad appena 5 anni di carcere. Per il giudice infatti non si è trattato di «violenza sessuale» bensì di «atti sessuali con minore», valutazione basata sul fatto che l’imputato ha spiegato come tra lui e la bimba ci fosse, da tempo, «una sorta di relazione».



