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Facebook decide anche chi si può odiare. Indovinato: i russi
Mark Zuckerberg (Ansa)
Il social network cambia le regole e consente discorsi violenti contro Mosca, perfino l’esaltazione dei nazisti del battaglione Azov. È la prova che la neutralità dei social è una favola. E la libertà di pensiero un optional.
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