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Peggio dell’embargo di Washington per Cuba c’è soltanto il suo regime
Díaz-Canel (Ansa)
Gli isolani non stanno certo con Díaz-Canel: rideranno della ridicola gita di Salis e Cgil.

Nei continui sommovimenti tellurici che il ridestato vulcano della geopolitica ha provocato, è probabile che la prossima scossa riguarderà L’Avana. A oltre sessant’anni dalla rivoluzione del 1959, Cuba vive oggi intrappolata in una doppia gabbia: da un lato la pressione economica degli Stati Uniti, dall’altro un sistema politico che continua a reprimere il dissenso e a rimandare riforme profonde.

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