Clamorosamente sconfitti il procuratore generale e il capo della Procura meneghina, che volevano trasferire il pm «ribelle». La rivolta dei colleghi, fatto senza precedenti, ha stoppato l'operazione capro espiatorio. E ora le cose possono davvero cambiare.
La rivolta dei colleghi accorsi in difesa del pm del caso Eni segna uno spartiacque della storia italiana. Chi lavora per istruire processi seri non ne può più di chi, da Mani pulite, li usa per carriera e potere. Venerdì al Csm la prima vera resa dei conti.
L'aggiunto Laura Pedio accusa il collega Paolo Storari di «infedeltà e oltraggio» e giura: ho indagato sulla loggia Ungheria. Ma agli atti risultano pochi interrogatori e un'unica trasferta che coincide con la gara di nuoto del compagno.