La Schlein si mette a parlare di gas ed è subito sproloquio
Elly Schlein (Imagoeconomica)

La segretaria del Pd deve credere che nel lago di Lugano dov’è nata zampillino fontane di metano e sorgenti di petrolio. Nel suo afflato umanitario a Treviso ha risposto piccatissima all’ad di Eni Claudio Descalzi, che aveva detto alla convention di Forza Italia: «L’Egitto ci ha aiutato rinunciando ai suoi carichi (di gas) per inviarli in Italia e riempire gli stoccaggi. Questi sono Paesi che se dai ricevi».

La Schlein sospetta e denuncia l’ignobile baratto: «Voglio chiedere al governo se tra le cose da “dare per ricevere” è considerata anche l’impunità dei torturatori e degli assassini di Giulio Regeni». Descalzi, per la Schlein, ha il demerito di essere stato riconfermato al vertice dell’Eni da Giorgia Meloni. Ma la segretaria Pd ignora che lì ce lo aveva messo nel 2014 il suo predecessore Matteo Renzi. Anche su gas e Regeni ha idee fumose. Il mega giacimento Zhor davanti alle coste egiziane è stato trovato da Eni – che fa bene il suo mestiere, darci energia – nel luglio del 2015. Giulio Regeni fu ucciso nel febbraio del 2016. Da allora a oggi sono trascorsi 98 mesi, per 76 il Pd è stato al governo e i colpevoli non sono saltati fuori. Chiusi i rubinetti dalla Russia abbiamo cercato gas in Algeria, in Azerbaigian, in Congo, nel Golfo. Per le rinnovabili servono i pannelli solari fatti in Cina che, come gli altri produttori d’energia, Egitto compreso, rispetto alla democrazia è un ossimoro. L’unica petrol-democrazia vicina a noi è la Norvegia, ma non ha greggio per tutti e comprare gas liquefatto dall’America costa: ha presente i salari? L’Inflazione per cui la Schlein va in piazza col maggiore sindacato dei pensionati? Una soluzione c’è: se riesce ad aumentare gli iscritti del Pd li metta a pedalare; con le dinamo delle biciclette si fa piena luce sul povero Giulio. Sia detto per inciso: il blu petrolio, come il caso Regeni, sta bene su tutto. Non gliel’ha detto l’armocromista?

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