Schlein: «Dalla destra una totale mancanza di senso delle istituzioni»
Elly Schlein (Ansa)
Ma Matteo Salvini contrattacca: «Chi manifesta seguendo le regole non rischia nulla».

«Totale mancanza di senso delle istituzioni da parte di chi governa», che sta «strumentalizzando in modo becero» i recenti casi di cronaca che hanno viste protagoniste le forze dell’ordine. È la risposta del segretario del Pd, Elly Schlein, alle parole di Giorgia Meloni. Intervenendo mercoledì sera al Tg2 Post, infatti, il presidente del Consiglio aveva così commentato le recenti polemiche dopo i fatti di Pisa: «Penso che sia molto pericoloso togliere il sostegno delle istituzioni a chi ogni giorno rischia la sua incolumità per garantire la nostra: è un gioco che può diventare molto pericoloso». Parole che sono apparse a molti una risposta indiretta a Sergio Mattarella, che aveva definito l’uso dei manganelli come «un fallimento» da parte dello Stato. Per la Meloni «non si può parlare delle forze dell’ordine solo quando qualcosa non funziona».

Ma, sul punto, destra e sinistra non potrebbero essere più distanti. La Schlein attacca il premier e il ministro Matteo Piantedosi, che ieri ha riferito alla Camera: «Ho trovato inaccettabile che mancasse una parola di solidarietà verso gli studenti feriti negli scontri di Pisa e una parola manca da giorni da parte del presidente del Consiglio Meloni che vediamo fare battute alla stampa estera, questo le riesce sempre bene, ma non ha speso una parola per quei ragazzi, molti dei quali minori. Non vogliamo più vedere immagini come quelle. Basta manganellate sugli studenti», ha scandito la leader dem. Che poi, citando la nota di Fdi in cui si incolpava la sinistra di soffiare sul fuoco, ha rispedito al mittente le accuse, parlando appunto di una «totale mancanza di senso delle istituzioni da parte di chi governa», e spiegando che sarebbe invece la destra che «sta strumentalizzando in modo becero» tali fatti. Anche il leader del M5s, Giuseppe Conte, in visita all’Aquila per la campagna elettorale per le regionali del 10 marzo, ha polemizzato con la Meloni: «Quando si parla di stato di diritto, e a differenza anche di quello che è stato scritto nel mattinale di Meloni e Fazzolari, significa sicuramente che ci sono dei principi costituzionali da rispettare, come la libertà di manifestazione e del pensiero. Quindi il fatto che siano studenti che vogliono dimostrare ed esprimere le loro preoccupazioni di fronte a questo massacro che si sta realizzando a Gaza io lo trovo fatto assolutamente democratico e positivo».

Di tutt’altro tenore, ovviamente, le parole del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: «Quando la gente manifesta, chiedendo l’autorizzazione, non insultando i poliziotti, non rischia nulla. Se si va in piazza chiedendo i permessi, senza dire “sbirro infame co****ne di me**a”, sicuramente non succede niente. Se non ci fossero stati quei poliziotti vorrei sapere dove sarebbero andati quei manifestanti, a fare che cosa, e con quale grado di civiltà», ha detto il segretario della Lega, «io non sono più ministro dell’Interno, però alle prossime manifestazioni dei centri sociali non mettiamo poliziotti e carabinieri, e vediamo se si imbattono in una sinagoga, in una chiesa o in un negozio che a loro non piace che cosa succede. In Italia se tu rispetti le regole non devi aver paura di niente».

Nel frattempo, a proposito del dibattito su chi strumentalizza cosa, non risultano provvedimenti, o anche solo reazioni politiche degne di nota, alla dichiarazione di Silvia Noferi, consigliera regionale grillina in Toscana, secondo cui i poliziotti «si sono meritati gli sputi».

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