Il caso dell’estate Ranucci–Lavitola continua a infiammare il dibattito politico, con il centrodestra all’assalto del metodo Report, il Movimento 5 stelle in difesa di uno dei suoi giornalisti di riferimento e il Partito democratico in evidente imbarazzo per tutto quello che sta emergendo, giorno dopo giorno.
Gasparri e Salvini attaccano duramente Ranucci
E proprio su quello che sta venendo fuori dall’inchiesta, ieri è arrivato l’attacco del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della Vigilanza Rai. «Quella di Ranucci alla fine diventa quasi la tragedia di un uomo ridicolo. Tronfio nell’attacco a tanti. Diffusore di tesi troppe volte infondate, finisce per affondare in frequentazioni improbabili, che potrebbero aver condizionato anche alcuni contenuti del suo lavoro. Aspettiamo l’autocritica dell’Anm che accolse Ranucci come un eroe. E quella della Schlein, che accusò la destra per la responsabilità della bomba. Tacciono per la vergogna? E si scusi anche chi aveva fatto di Ranucci un esempio di giornalismo».
Anche il capo della Lega, Matteo Salvini, riserva una stoccata all’anchorman: «Un dirigente pubblico dovrebbe avere più cautele. La sua credibilità adesso è limitata».
Roberto Zaccaria difende la conduzione di Report
A difendere il giornalista ieri ci ha pensato Roberto Zaccaria, già presidente della Rai, che in un’intervista ha detto che confermerebbe Ranucci alla guida di Report: «Io sì, gli darei fiducia. La Rai ha il dovere di difendere i suoi giornalisti, specie quelli come Ranucci, a capo di una trasmissione che fa giornalismo d’inchiesta. Le misure cautelari le adotta il magistrato, semmai».
Secondo Zaccaria, peraltro, non ci sarebbe alcun problema sull’amicizia tra Ranucci e Lavitola: «Un giornalista non è un magistrato che ha l’obbligo di essere attentissimo alle frequentazioni. A un giornalista, lo dico in astratto, non è richiesta questa cautela: può frequentare anche persone di varia natura, per ricavarne delle notizie».
E intanto Ranucci continua a lavorare al programma
Nel frattempo pare che Ranucci non si voglia proprio rassegnare a mollare Report e continui a lavorare al nuovo ciclo. Ne avrebbe anche parlato nella riunione di venerdì con il direttore dell’approfondimento Rai, Paolo Corsini, in uno degli incontri di lavoro che vanno avanti anche dopo che è scoppiato l’affaire Lavitola.
Non ci sarebbe al momento, a quanto si apprende da diverse fonti, l’ipotesi di un passo indietro del conduttore, né trovano riscontro le indiscrezioni sull’intenzione del giornalista di chiedere un risarcimento alla Rai in caso di allontanamento dal programma.
I tre scenari per sostituire Ranucci
Da alcuni giorni però si parla del futuro di Report e si erano aperti tre possibili scenari: sostituire Ranucci con un altro conduttore, affidare il programma a una coppia alla guida (per garantire un maggiore equilibrio), oppure mandare in onda Report come sequenza di servizi senza una conduzione fissa.
Per la scelta ci sarebbe anche chi pensa al precedente di Chi l’ha visto?, dove la Rai ha lasciato alla redazione la scelta del sostituto dopo l’addio di Federica Sciarelli.
Tutti i nomi per raccogliere l’eredità a Report
E un nome che prende piede, benché outsider, potrebbe essere quello di Alberto Nerazzini, già al fianco di Milena Gabanelli e più di recente di Corrado Formigli, a La7. Il modenese è anche cofondatore e direttore di Dig Festival 2026 Bella Ciao, manifestazione a cui il Comune di Modena ha destinato 100.000 euro, in virtù di una convenzione triennale.
Tra i nomi fatti nei giorni scorsi, gli inviati storici Giorgio Mottola e Giulio Valesini, magari in coppia, che garantirebbero continuità al programma. Oppure Federico Ruffo o ancora Alessio Zucchini, volto del Tg1, Maria Cuffaro, giornalista del Tg3 e Sabrina Giannini, conduttrice di Indovina chi viene a cena?, ma anche Peter Gomez, il direttore de ilfattoquotidiano.it.
Per la decisione bisognerà aspettare, ma la ripresa del programma resta fissata per l’8 novembre.
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