La Verità

Niente di personale

Antonio Ingroia, l’ex pm re dei flop verso una nuova batosta

Dai teoremi crollati in Aula nella telenovela sulla trattativa Stato-mafia, alle cantonate prese in politica, fino alle tesi sul Covid e la ’ndrangheta: il già procuratore siciliano, che non ne ha azzeccata una, ora ci riprova con Controcorrente di La Vardera.

Gli influencer del pensiero a convenienza

Albanese sparita dai radar, ora che il «genocidio» a Gaza ha perso centralità: scialuppa Avs in arrivo? Lerner ingrato: affonda (a parole) i padroni dei giornali ma non i loro yacht. Barbero fa la «storia» con Heather Parisi. E il complottista Saviano scarica Ranucci.

Quelli del Pd: i primi a non credere nel Pd

Tante anime affannate a conservare il potere, disposte (come Franceschini) anche a «tradire» la Schlein con Conte alle primarie pur di salire al Colle. Risorge Amato. Bettini benedice Onorato nel campo largo. Ma oggi l’unica figura «originale» resta De Luca.

Fassino, il grissino sabaudo re delle profezie toppate

Tra buste paga mostrate alla Camera, sviste al duty-free e gufate leggendarie, Piero Fassino, l’ultimo segretario dei Ds, è diventato suo malgrado un meme vivente. Oltre alla fama da playboy, gli va dato atto di non essersi (sempre) piegato ai dogmi della sinistra.

Marco Rizzo, il kompagno passato da Marx a Vannacci

Ex comunista di ferro, ha la tendenza al «rovesciamento del tavolo». Dopo il Pci andò in Rifondazione, poi seguì Cossutta nel Pdci e, infine, strappò pure con quest’ultimo. Oggi, a chi gli chiede perché parli con il Generale, risponde evocando la «realpolitik».

Il compagno finito scomunicato per eresia

La nemesi dello scrittore: da Lotta continua all’essere censurato per aver sfidato l’ortodossia di sinistra. Quando incitò al vandalismo contro la Tav, fu assolto. Per sua fortuna, a processarlo non fu il «tribunale del popolo» a cui inneggiava durante gli anni di piombo.

Il sindacalista-Tafazzi innamorato della tv

Il capo della Cgil chiede il boicottaggio di un’azienda farmaceutica israeliana, poi si accorge che i dipendenti degli stabilimenti italiani sono in crisi per il crollo degli ordinativi. È l’ultima delle sue contraddizioni, dagli accordi salariali al ribasso ai voucher.

Il dittatore del tennis, senza palle e racchette

Giocatore mancato, guida la Fitp dal 2001. A Panatta non ha mai perdonato di aver sottolineato il suo poco talento. Da quando c’è Sinner si sente Napoleone. E grazie all’inconsapevole Mattarella si è vendicato, levando la premiazione all’Adriano nazionale.

Per capire Fedez servono speranza e carità

Da rapper tamarro di periferia a principe venale di cause Lgbt per valorizzare il matrimonio (di follower) con il brand Ferragni. Tornato «bimbominkia» dopo il divorzio, anche dal M5s, ora fattura grazie a un podcast dove sfrutta persino i «cattivi» della destra.