La Verità

Niente di personale

Fassino, il grissino sabaudo re delle profezie toppate

Tra buste paga mostrate alla Camera, sviste al duty-free e gufate leggendarie, Piero Fassino, l’ultimo segretario dei Ds, è diventato suo malgrado un meme vivente. Oltre alla fama da playboy, gli va dato atto di non essersi (sempre) piegato ai dogmi della sinistra.

Marco Rizzo, il kompagno passato da Marx a Vannacci

Ex comunista di ferro, ha la tendenza al «rovesciamento del tavolo». Dopo il Pci andò in Rifondazione, poi seguì Cossutta nel Pdci e, infine, strappò pure con quest’ultimo. Oggi, a chi gli chiede perché parli con il Generale, risponde evocando la «realpolitik».

Il compagno finito scomunicato per eresia

La nemesi dello scrittore: da Lotta continua all’essere censurato per aver sfidato l’ortodossia di sinistra. Quando incitò al vandalismo contro la Tav, fu assolto. Per sua fortuna, a processarlo non fu il «tribunale del popolo» a cui inneggiava durante gli anni di piombo.

Il sindacalista-Tafazzi innamorato della tv

Il capo della Cgil chiede il boicottaggio di un’azienda farmaceutica israeliana, poi si accorge che i dipendenti degli stabilimenti italiani sono in crisi per il crollo degli ordinativi. È l’ultima delle sue contraddizioni, dagli accordi salariali al ribasso ai voucher.

Il dittatore del tennis, senza palle e racchette

Giocatore mancato, guida la Fitp dal 2001. A Panatta non ha mai perdonato di aver sottolineato il suo poco talento. Da quando c’è Sinner si sente Napoleone. E grazie all’inconsapevole Mattarella si è vendicato, levando la premiazione all’Adriano nazionale.

Per capire Fedez servono speranza e carità

Da rapper tamarro di periferia a principe venale di cause Lgbt per valorizzare il matrimonio (di follower) con il brand Ferragni. Tornato «bimbominkia» dopo il divorzio, anche dal M5s, ora fattura grazie a un podcast dove sfrutta persino i «cattivi» della destra.

Maestro progressista con le idee degli altri

È uno degli intellettuali più osannati a sinistra, molto amato dalle donne. Con l’appurato vizietto, però, di appropriarsi spesso di pensieri non suoi, perfino per l’abilitazione a ordinario. Eppure, conformismo e pigrizia l’hanno trasformato in un intoccabile.

Lo scarrafone trasformista mai più povero

Luigi Di Maio Re delle gaffe ed ex campione di proclami populisti, ha saputo «lisciare» il potente di turno per collezionare incarichi a 5 stelle. Un camaleonte sempre in poltrona anche se trombato dagli elettori, a cui diceva: «Se mi vedete a bordo di un’auto blu, linciatemi».

L’ex magistrato che ama il potere (e le cozze)

Sindaco di Bari per dieci anni e governatore pugliese per altri dieci, ha fatto della spregiudicatezza nelle frequentazioni e nelle parole il suo marchio di fabbrica. Come quando ricevette chili e chili di pesce dal discusso imprenditore Degennaro.

Come Star Wars ha ispirato l’11 settembre

Star Wars ha dato i natali a una (non)religione, il jedismo e a una festa, il «may the 4th be with you» celebrata ogni 4 maggio. Ma non solo. La saga di George Lucas ha infatti ispirato molteplici sketch comici,…