La Raggi e Toninelli soccorrono Grillo. Lite pure sul sito Web
Danilo Toninelli e Virginia Raggi (Ansa)
  • Continua la guerra di Conte. Caustica la ex Lombardi: «Il M5s è biodegradabile». Veleni sulle mosse degli «infiltrati» online.
  • Luigi Marattin è contrario ai piani per entrare nel campo largo. Via anche quattro dirigenti locali. Voci pure sull’addio di Nobili.

Lo speciale contiene due articoli.

Passano i giorni, ma la crepa tra il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, e il fondatore e oggi «garante», Beppe Grillo, si allarga sempre di più. Vecchi e nuovi esponenti si posizionano su una barricata o sull’altra.

L’ex parlamentare ed ex ministro Danilo Toninelli è tornato a prendere le parti di Grillo, commentando la definizione del comico genovese come «sopraelevato», coniata appunto dall’ex premier. «Grillo si definisce ironicamente “Elevato”, ma lo fa in contraddizione rispetto ai partiti tradizionali, dove il leader si attacca al potere e nomina i propri uomini. Grillo non ha mai chiesto incarichi, non ha fatto il ministro, né è entrato in parlamento o in una partecipata. Ha sempre rappresentato l’esempio più altruistico e generoso della politica italiana». Secondo Toninelli «quello di Conte è un attacco personale. Beppe ha sempre sostenuto due principi fondamentali: il limite dei due mandati e la democrazia diretta, mentre Conte, rispondendo con l’ironia del “sopraelevato”, si allontana da questi valori. Questa è una dialettica che vediamo più spesso nei partiti tradizionali, come in Renzi, piuttosto che nel Movimento 5 stelle».

Per Grillo si schierano le truppe cammellate. Anche l’ex sindaco di Roma, Virginia Raggi, difende il suo padre padrino. «Il Movimento nasce come idea, come metodo, come possibilità e io credo che oggi ci sia bisogno di tornare a quel metodo e a quel laboratorio, altrimenti si diventa solo la brutta copia degli altri partiti». E aggiunge: «Con Grillo ci sentiamo più o meno regolarmente, ci siamo fatti gli auguri per le vacanze», ha aggiunto. «Oggi il M5s ha uno statuto che è una sorta di regolamento che disciplina cosa si può fare e cosa non si può fare nel M5s. Se questo statuto dà a Beppe Grillo dei poteri e lui li esercita, fa bene. La cosa più brutta è trasformarsi in quello che si è sempre detto di voler combattere, è terribile». E alla domanda: «Se ci fosse una questione legale, a colpi di carte bollate tra Grillo e Conte?», risponde: «Sicuramente non sarei io l’avvocato, la questione mi lascia un po’ scossa, turbata. Mi dispiace molto, da persona che ha creduto molto e crede nel Movimento. Se si arriverà alle carte bollate se la vedranno gli avvocati». Per Roberta Lombardi, altra ex storica, è l’ora di voltare pagina: «Il M5s era un progetto biodegradabile», sostiene, «è ora di accettare la sua dissoluzione». E c’è chi, come Alessandro di Battista, raggiunto dalla Verità, proprio non vuole commentare.

Il vicepresidente del Movimento, Michele Gubitosa, è arrivato a mettere in dubbio la consulenza da 300.000 euro di Grillo per «inadempienza». La vicenda dalle parole è pronta a giocarsi tra statuti e regolamenti. della questione Grillo «se ne occuperanno gli avvocati», ha tuonato Conte dal palco della festa del Fatto Quotidiano. «Grillo non può fermare le votazioni degli iscritti», ancora Gubitosa, «al massimo può esprimere delle raccomandazioni».

Intanto da Campo Marzio esprimono soddisfazione per i numeri che stanno portando verso la costituente. Sono arrivati 22.000 contributi, di cui circa 3.000 da non iscritti al Movimento 5 stelle alla mezzanotte del 6 settembre, in cui si concludeva la prima fase. Loro vanno avanti senza tentennamenti. «Un grandissimo risultato», ha commentato Conte. E come prevedibile tra le idee prodotte dai grillini ci sono anche alcuni contributi che hanno a che vedere con nome, simbolo e regola dei due mandati. A dimostrazione, secondo l’ex premier, che sono temi caldi.

«Noi vogliamo guardare avanti, parlare di temi e partecipazione: c’è un’intera comunità che non si fa mettere il bavaglio e non vuole censure, ma vuole discutere di temi e partecipazione». Questo, apprende l’Adnkronos, l’umore che filtra dal quartier generale del M5S a Campo Marzio.

Ora ci saranno seconda e terza fase. Documenti preparatori per informare i partecipanti sui temi all’ordine del giorno; discussione tra gli iscritti; assemblea a Roma. All’orizzonte, sempre più vicino, c’è lo scontro finale. Conte o Grillo, insomma, c’è da scegliere da che parte stare. Sempre più probabile una scissione. Pochi giorni fa una circolare del Movimento invitava gli iscritti inattivi a rinnovare l’iscrizione con un clic entro cinque giorni, pena la disattivazione dell’account. Un modo secondo alcuni per evitare infiltrazioni di seguaci di Grillo, che potrebbero boicottare l’operazione di rinnovamento. «Siccome Beppe può chiedere di ripetere un voto e, nella seconda votazione, c’è il vincolo di raggiungere almeno il 50% più uno affinché il risultato sia valido», i vertici starebbero cercando di «portarsi avanti» per «diminuire la base votanti, applicando la regola del rinnovo che però nelle scorse votazioni non hanno mai applicato», fanno sapere alcune fonti. «Illazioni», replicano da Campo Marzio: lo statuto – viene spiegato – prevede la cancellazione degli utenti inattivi, che non hanno mai fatto un accesso e non hanno partecipato a votazioni.

Quella del Movimento 5 stelle rischia di diventare una breve storia triste, insomma. La fine di una parabola discendente inaugurato da Luigi Di Maio, che dal giugno 2023 serenamente ricopre la carica di rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico.

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