Scuola-omofobia, Pro Vita e Famiglia: «Vogliono rieducare gli insegnanti all’ideologia gender»

«La scuola italiana ai tempi del Covid ha rinunciato anche alla didattica ordinaria ma, a dispetto del momento delicato che il nostro Paese sta attraversando, è arrivata ieri sera la notizia che gli insegnanti di nidi e scuole dell'infanzia della Città di Torino dovranno essere "rieducati" e andare a "scuola di genere" e che alla Camera sono appena state approvate iniziative educative "contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia" che dovranno essere svolte nelle scuole di ogni ordine e grado.Non è altro che un vergognoso tentativo di entrare e "convertire" il pensiero di libere persone e anche minorenni con la scusa di combattere il bullismo» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Questo indottrinamento alla teoria gender è aberrante. Rimaniamo esterrefatti dall'utilizzo di questa violenza ideologica contro i bambini e difenderemo insegnanti e figli anche a rischio di finire in carcere, visto che Ddl su l'omotransfobia prevede anche la reclusione per chi crede nelle nostre idee al di là della commedia degli inganni messa in atto da Zan & Co» ha concluso il vice presidente Jacopo Coghe.

«Il fatto che si sia voluto escludere il voto segreto, che su temi che attengono alle coscienze sarebbe stato legittimo e consono, spiega meglio di molte parole la debolezza di dell'ideologia LGBTQIA+ che si mostra forte ma che in realtà non è altro che un castello di sabbia che cadrà al primo soffio di realtà. Questa maggioranza non ha avuto rispetto neanche dei bambini delle scuole elementari e medie che invece andrebbero tutelati e la cui educazione spetta esclusivamente ai genitori. Questa maggioranza può star certa che la nostra resistenza sarà tenace e costante» ha concluso la nota di Pro Vita e Famiglia Onlus.

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