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Scuola-omofobia, Pro Vita e Famiglia: «Vogliono rieducare gli insegnanti all’ideologia gender»

Scuola-omofobia, Pro Vita e Famiglia: «Vogliono rieducare gli insegnanti all’ideologia gender»
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«La scuola italiana ai tempi del Covid ha rinunciato anche alla didattica ordinaria ma, a dispetto del momento delicato che il nostro Paese sta attraversando, è arrivata ieri sera la notizia che gli insegnanti di nidi e scuole dell'infanzia della Città di Torino dovranno essere "rieducati" e andare a "scuola di genere" e che alla Camera sono appena state approvate iniziative educative "contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia" che dovranno essere svolte nelle scuole di ogni ordine e grado.Non è altro che un vergognoso tentativo di entrare e "convertire" il pensiero di libere persone e anche minorenni con la scusa di combattere il bullismo» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Questo indottrinamento alla teoria gender è aberrante. Rimaniamo esterrefatti dall'utilizzo di questa violenza ideologica contro i bambini e difenderemo insegnanti e figli anche a rischio di finire in carcere, visto che Ddl su l'omotransfobia prevede anche la reclusione per chi crede nelle nostre idee al di là della commedia degli inganni messa in atto da Zan & Co» ha concluso il vice presidente Jacopo Coghe.

«Il fatto che si sia voluto escludere il voto segreto, che su temi che attengono alle coscienze sarebbe stato legittimo e consono, spiega meglio di molte parole la debolezza di dell'ideologia LGBTQIA+ che si mostra forte ma che in realtà non è altro che un castello di sabbia che cadrà al primo soffio di realtà. Questa maggioranza non ha avuto rispetto neanche dei bambini delle scuole elementari e medie che invece andrebbero tutelati e la cui educazione spetta esclusivamente ai genitori. Questa maggioranza può star certa che la nostra resistenza sarà tenace e costante» ha concluso la nota di Pro Vita e Famiglia Onlus.

Robert Mapplethorpe in mostra a Palazzo Reale di Milano
Lise, 1983 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission
13.

Sono le sale di Palazzo Reale di Milano ad ospitare (sino al 17 maggio 2026) una grande monografica dedicata a Robert Mapplethorpe, tra i fotografi più originali e controversi del Novecento. Fra scatti noti e immagini inedite, esposte oltre 200 opere, dai primi collage ai famosissimi nudi.

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Lotta sui rimborsi per il caro piste
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Il garante della concorrenza apre un’istruttoria sulle politiche di prezzo dei vari gestori degli impianti, che offrono 30 milioni. I consumatori: «Non è abbastanza».

Un dato certo: andare a sciare costa un occhio della testa. I motivi sono tanti, e tra questi, il sospetto che i prezzi degli skipass nei Consorzi di zona e i limiti sulla vendita degli stessi attraverso soggetti terzi siano frutto di un’intesa anticoncorrenziale volta a fare cartello.

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Siglò il contratto con l’uomo di Conte. Il «pasticcio» finisce in commissione
Luca Di Donna e Francesco Alcaro
Dopo il nostro scoop sul 5%, audito l’imprenditore che stipulò (e poi risolse) un accordo con Di Donna, ex collega di Giuseppi presentatosi come «facilitatore» di affari con Invitalia. Il quale in Aula conferma i fatti.

E siamo a tre. È la terza volta, infatti, che un imprenditore sfila davanti ai membri della commissione Covid confermando sotto giuramento di essere stato avvicinato dall’avvocato Luca Di Donna, ex collega di studio del leader dei 5 stelle Giuseppe Conte, che insieme con il collega professor Gianluca Esposito si proponeva come «facilitatore» di finanziamenti pubblici e affari in cambio di sostanziose provvigioni.

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Patrocinio gratuito per immigrati: servono maglie più strette
Ansa
Occorre intervenire sui criteri base dell’assistenza legale: dalla verifica rigorosa dei redditi prodotti all’estero allo stop ai costi per i ricorsi presentati da chi proviene da «Paesi sicuri».

Il convulso bailamme suscitato dalla previsione, nel decreto legge «sicurezza bis», convertito «in extremis», il 24 aprile scorso, nella legge numero 54/2026, dell’incentivo economico a favore dei difensori che si siano adoperati per il rimpatrio volontario di stranieri irregolarmente presenti in Italia, ha lasciato un po’ in ombra tutte le altre disposizioni in materia di immigrazione contenute nel medesimo decreto.

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