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Scuola-omofobia, Pro Vita e Famiglia: «Vogliono rieducare gli insegnanti all’ideologia gender»

Scuola-omofobia, Pro Vita e Famiglia: «Vogliono rieducare gli insegnanti all’ideologia gender»
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«La scuola italiana ai tempi del Covid ha rinunciato anche alla didattica ordinaria ma, a dispetto del momento delicato che il nostro Paese sta attraversando, è arrivata ieri sera la notizia che gli insegnanti di nidi e scuole dell'infanzia della Città di Torino dovranno essere "rieducati" e andare a "scuola di genere" e che alla Camera sono appena state approvate iniziative educative "contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia" che dovranno essere svolte nelle scuole di ogni ordine e grado.Non è altro che un vergognoso tentativo di entrare e "convertire" il pensiero di libere persone e anche minorenni con la scusa di combattere il bullismo» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Questo indottrinamento alla teoria gender è aberrante. Rimaniamo esterrefatti dall'utilizzo di questa violenza ideologica contro i bambini e difenderemo insegnanti e figli anche a rischio di finire in carcere, visto che Ddl su l'omotransfobia prevede anche la reclusione per chi crede nelle nostre idee al di là della commedia degli inganni messa in atto da Zan & Co» ha concluso il vice presidente Jacopo Coghe.

«Il fatto che si sia voluto escludere il voto segreto, che su temi che attengono alle coscienze sarebbe stato legittimo e consono, spiega meglio di molte parole la debolezza di dell'ideologia LGBTQIA+ che si mostra forte ma che in realtà non è altro che un castello di sabbia che cadrà al primo soffio di realtà. Questa maggioranza non ha avuto rispetto neanche dei bambini delle scuole elementari e medie che invece andrebbero tutelati e la cui educazione spetta esclusivamente ai genitori. Questa maggioranza può star certa che la nostra resistenza sarà tenace e costante» ha concluso la nota di Pro Vita e Famiglia Onlus.

Attimi di panico nei pressi della Casa Bianca: un uomo armato ha aperto il fuoco contro gli agenti del Secret Service prima di essere ucciso. Ferita gravemente una persona presente nella zona. Giornalisti costretti a interrompere le dirette e a mettersi al riparo.
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A Milano sono 35 le aule a maggioranza extracomunitaria. Va peggio a Monfalcone: le percentuali sono oltre il 70%. Gli islamici in Italia, nel 2050, saranno il doppio.

I dati parlano chiaro: entro il 2050, i musulmani in Europa rappresenteranno almeno l’11 per cento della popolazione. Questo lo scenario ipotizzato dal centro studi americano Pew research nel caso in cui non si dovessero intensificare gli sbarchi di migranti da Paesi islamici. Nello stesso studio, inoltre, si immagina anche quale sarà la situazione in Italia. Anche in questo scenario, i dati non sono confortanti: entro il 2050, la popolazione musulmana, nel caso di alti tassi di sbarchi, dovrebbe superare il 14%. Sono trend, sia chiaro. Ipotesi che si potrebbero verificare, in meglio o in peggio, oppure no. Ma se ci guardiamo attorno possiamo già notare che, nel giro di qualche decennio, gli italiani potrebbero ritrovarsi a essere una minoranza.

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Ciriani dà una scossa sui reattori: «Nucleare, referendum inevitabile»
Luca Ciriani (Ansa)
Il ministro al Festival dell’economia: «Chiusura frettolosa, puntiamo ad avviare centrali di ultima generazione». E sulla riforma elettorale: «Serve maggioranza certa ma che non elegga da sola il presidente della Repubblica».

Nonostante quello che dicono le opposizioni, la maggioranza non sembra affatto aver paura di parlare ancora di referendum. Anzi. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in occasione del Festival dell’economia di Trento, ha spiegato che «inevitabilmente» ci sarà un referendum sul nucleare in Italia.

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