{{ subpage.title }}

Omofobia, Pro Vita & Famiglia: «A Treviso odio e illegalità degli Lgbt contro la nostra manifestazione»

Omofobia, Pro Vita & Famiglia: «A Treviso odio e illegalità degli Lgbt contro la nostra manifestazione»

«Volete vedere l'odio e l'illegalità in azione? Ieri, a Treviso, persone legate alla battaglia Lgbt hanno violentemente cercato di impedire lo svolgimento della nostra pacifica manifestazione, regolarmente autorizzata dalle autorità, contro il Pdl Zan-Scalfarotto sull'omotransfobia» hanno dichiarato il presidente e il vice presidente di Pro Vita onlus Toni Brandi e Jacopo Coghe, dopo essere stati avvertiti dagli organizzatori locali.

«Nel video, pubblicato sul nostro profilo Facebook (clicca qui per vederlo), si vede come la nostra veglia, rispettosa della legge, non si sia potuta svolgere pacificamente a causa dell'intolleranza e della violenta dittatura in atto degli sbandieratori dell'anti omotransfobia, i veri odiatori seriali che minacciano ogni giorno di più la libertà di opinione e di espressione! Altro che clausola salva idee di Zan, aggiunta in un secondo tempo solo per gettare fumo degli occhi, ecco il loro odio e la loro violenza dove arrivano» hanno continuato Brandi e Coghe.

«Noi non rappresentiamo solo la libertà di opinione ma anche la legalità, mentre la loro protesta al contrario non era stata autorizzata dalle autorità. Averci denigrato e schernito con offese e ingiurie, è una prevaricazione gravissima e una violenza totalitaria compiuta dai cosiddetti difensori della democrazia e dei diritti civili» prosegue la nota.

«Come si vede nel video preoccupa che le forze dell'ordine, deputate a far rispettare la legalità, non siano intervenute per far rispettare la legge, subendo la condotta illegale di chi ci urlava contro. Vedere poliziotti inermi limitarsi unicamente a presenziare una piazza non allontanando i contestatori irregolari la dice lunga sul futuro che spetta a chi come noi vive nel rispetto della Costituzione e degli altri» hanno concluso Brandi e Coghe.

Scarseggiano i carburanti e la ricetta Ue è: «State a casa»
iStock
Il commissario Dan Jorgensen ai ministri: riducete la domanda nei trasporti. Ma il Patto di stabilità non si può cambiare.

Mentre sul piano politico e diplomatico gli annunci contraddittori di Donald Trump provocano l’effetto montagne russe sui mercati, la crisi energetica incombente sta diventando sempre più evidente. In Asia già diversi Paesi hanno attuato alcune misure per contenere i consumi e a quanto pare il rimedio si avvicina anche in Europa. Ieri il commissario europeo per l’energia Dan Jorgensen ha inviato una lettera ai ministri dell'energia dell’Ue, invitandoli a valutare la promozione di misure di riduzione della domanda, con particolare attenzione al settore dei trasporti. In altre parole, il commissario chiede che gli Stati attuino una riduzione dei consumi. Inoltre, «gli Stati membri dovrebbero evitare misure che possano aumentare il consumo di carburante».

Continua a leggereRiduci
Il Papa: «Ho detto a Trump di fare la pace»
Papa Leone XIV (Ansa)
L’«ultimatum» di Leone: «Troppi morti, le ostilità cessino entro Pasqua». Intanto replica a Israele, assegnando all’ex custode di Terra Santa le meditazioni del Venerdì. Pizzaballa: «Ci sono state delle incomprensioni con le autorità, ora si guardi avanti».

Stavolta, l’ultimatum lo dà il Papa: pace entro Pasqua. «Ho parlato con il presidente Trump», ha svelato ieri il pontefice alla Rai, mentre era fuori la residenza di Castel Gandolfo. «Recentemente ha detto che vorrebbe porre fine alla guerra», che «sta cercando una via per ridurre la violenza.

Continua a leggereRiduci
Sempre meno figli costano lo 0,9% di Pil l’anno
iStock
Nuovo calo record delle nascite nel 2025: -3,9% dal 2024. Solo 335.000 bebè. Bankitalia vede nero: con questo trend demografico la performance economica italiana parte con l’handicap fino al 2050. L’Abi va oltre: -30% nel 2080 a causa della perdita di lavoratori
Continua a leggereRiduci
Ora Schlein può mettere Sala in fuorigioco
Elly Schlein e Beppe Sala (Imagoeconomica)
L’ennesima mattonata giudiziaria sulla giunta milanese è un assist a Elly per escludere «Mr Expo», con cui ha poco feeling, dallo sbarco in Parlamento via Pd alle prossime Politiche. Il centrodestra a Palazzo Marino: «Città con troppe zone d’ombra».

Le vicende di San Siro stravolgono ancora una volta i piani del sindaco di Milano Beppe Sala. Da tempo è chiara la sua volontà di candidarsi alle elezioni politiche del 2027, ma i risvolti giudiziari che stanno coinvolgendo alcuni dei suoi fedelissimi potrebbero fornire alla segretaria del Pd, Elly Schlein, un’arma in più per negargli la candidatura che andrebbe a rinforzare le file dei riformisti.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy