«Ucraini gambizzano i prigionieri». Disastro a Mariupol, liberata Irpin
  • Un video mostra soldati dell’esercito di Kiev che sparano alle ginocchia dei russi: ma è lite sull’attendibilità. Il sindaco della città: bisogna evacuare 160.000 persone. Ex calciatore ucciso in combattimento nel Donbass.
  • In Europa passa la linea che interessa a Germania e Polonia per la ridistribuzione dei profughi. Luciana Lamorgese incassa e l’Italia perde l’occasione di rinegoziare i patti di accoglienza.

Lo speciale contiene due articoli.

Nella diatriba su chi siano i buoni e chi i cattivi in guerra e su quale delle parti in campo leda con maggiore frequenza la convenzione di Ginevra, spunta un video che ha già sollevato molti interrogativi. Nelle riprese si vedono quelli che sembrano essere soldati ucraini che sparano alle ginocchia di uomini – apparentemente prigionieri russi – durante un’operazione nella regione di Kharkiv. Sono quasi sei minuti di girato in cui i presunti soldati ucraini affermano di aver catturato un gruppo di ricognizione russo basato a Olkhovka, una cittadina vicino a Kharkiv, a una trentina di chilometri dal confine russo.

I soldati, a giudicare dall’audio, parlerebbero in un misto di ucraino e russo con forte accento ucraino. Il filmato non è ancora stato verificato da una fonte indipendente ma di certo ha sollevato un polverone ed è stato preso in considerazione da entrambi gli Stati belligeranti. Kiev vuole che non si gettino sospetti sul suo operato e dunque ha annunciato approfondimenti sulle immagini. «Il governo sta prendendo questo video molto seriamente e ci sarà un’indagine immediata. Siamo un esercito europeo e non deridiamo i nostri prigionieri. Se questo fosse vero, sarebbe un comportamento assolutamente inaccettabile», queste le parole di Oleksiy Arestovych, alto consigliere del presidente Zelensky. Arestovych ha dichiarato: «Trattiamo i prigionieri in conformità con la convenzione di Ginevra, qualunque siano le motivazioni emotive personali».Anche il capo delle forze armate, Valerii Zaluzhnyi, tenta di respingere le accuse piovute sull’esercito ucraino. «Per screditare le forze di difesa ucraine, il nemico filma e distribuisce video che mostrano il trattamento disumano da parte di presunti soldati ucraini nei confronti dei prigionieri russi. I militari delle forze armate ucraine e di altre legittime formazioni militari aderiscono rigorosamente alle norme del diritto umanitario internazionale», afferma Zaluzhnyi.

Ovviamente il Cremlino, da parte sua, respinge questa ricostruzione e descrive le immagini come «mostruose» prove di torture ai danni dei russi. Dunque, anche i russi hanno promesso che indagheranno a fondo. Proprio il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato che gli investigatori russi esamineranno il video e che coloro che hanno preso parte alla gambizzazione dei soldati catturati verranno individuati e ritenuti responsabili di tortura. Mentre le accuse reciproche si fanno sempre più pesanti, la situazione sul campo di battaglia non sembra essere molto favorevole per i russi.

Il ministero della Difesa ucraino ha comunicato la morte del generale russo Yakov Rezantsev, in un attacco vicino alla città di Kherson. Tra l’altro, sempre stando alle fonti ucraine, la città di Irpin, teatro di scontri serrati alle porte di Kiev, sarebbe stata completamente liberata dalla presenza dei militari russi. Nel suo ultimo rapporto operativo l’esercito dell’Ucraina sostiene, inoltre, che la Russia abbia ritirato le truppe che circondavano Kiev. Questo, dopo aver subito perdite che Mosca non si aspettava. Il ritiro avrebbe «significativamente ridotto» l’intensità dell’avanzata russa: Mosca, stando alle dichiarazioni del viceministro delle Difesa ucraino, Hanna Malyar, non avrebbe alcuna speranza di catturare la capitale. Ciò non toglie che Kiev sia stata sottoposta ad oltre quaranta bombardamenti nelle ultime 24 ore.

E l’allerta resta comunque alta intorno alla capitale, perché funzionari militari affermano che la Russia stia trasportando missili Iskander a Kalinkavichy, nel sudest della Bielorussia, non lontano quindi da Kiev. Mentre gli ucraini affermano di poter segnare dei punti a proprio favore, rimane sempre a un passo dalla catastrofe umanitaria Mariupol, la cui situazione attuale viene descritta dal sindaco, Vadym Boichenko: «La città deve essere completamente evacuata. Circa 160.000 persone sono intrappolate e senza energia elettrica». Secondo il primo cittadino, ci sono ventisei bus in attesa di evacuare i civili, ma le forze russe non avrebbero accettato di garantire loro un passaggio sicuro e dunque resta impossibile prendere dei provvedimenti per aiutarle. Insieme a Mariupol, a subire i combattimenti più pesanti sono le regioni di Donestk e Lugansk. «La Russia non smette di svolgere operazioni offensive in quel territorio, che costituisce l’obiettivo strategico di Putin», dice senza mezzi termini il portavoce della Difesa ucraino. Marinka e altre città vengono difese strenuamente, ma ci sarebbero centri già caduti in mano russa. Proprio nei combattimenti in Donbass ha perso la vita Volodymyr Kolesnyk, ex giocatore della squadra di calcio del Kryvbas. In questa situazione il governo insiste sulla legge marziale che impone agli ucraini dai 18 ai 60 anni di combattere per il Paese. Più di 1700 cittadini in età da combattimento sono stati fermati alla frontiera perché volevano lasciare l’Ucraina. Ad oggi sono già 340 i procedimenti penali in atto contro i disertori, di cui cento per tradimento e collaborazione.


Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».