attacco russo Zaporizhzhia
soccorritori ucraini lavorano sul luogo di un attacco russo contro una zona residenziale a Zaporizhzhia (Ansa)

Negli attacchi di ieri sulla città di Zaporizhzhia i russi avrebbero usato «missili balistici nordcoreani», come ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Gli ordigni sarebbero stati impiegati insieme a bombe guidate Fab sganciate dai caccia Sukhoi e missili ipersonici russi Zircon. Il raid ha causato 7 morti e secondo i russi ha colpito l’acciaieria Zaporizhstal, in cui i veicoli blindati ucraini vengono dotati di protezioni aggiuntive anti-drone.

Se a Zaporizhzhia i missili nordcoreani miravano a un’acciaieria, a Kiev sono stati colpiti da missili e droni russi due importanti centri logistici, il Kyiv-3 San-Park, in cui erano stoccati «15.000 droni d’attacco», e il terminal Nova Poshta, presso cui erano conservate merci a duplice uso, civile e militare, tra cui componenti per la produzione di droni.

Già nel 2024 soldati del regime di Kim Jong Un avevano aiutato i russi a riconquistare la regione di Kursk invasa da una vana incursione ucraina. Ma nelle ultime settimane si sono moltiplicati i segnali di un rinnovo degli aiuti nordcoreani alla Russia.

Russia e Corea del Nord rafforzano la cooperazione militare

Il 26 luglio l’intelligence ucraina dava imminente l’arrivo di soldati di Pyongyang nella regione russa di Voronez. Il 28 luglio il Guardian segnalava il completamento, confermato da foto satellitari, del primo collegamento stradale diretto fra Russia e Corea del Nord, a fianco della preesistente ferrovia, un ponte camionabile sul fiume Tumen, fra la russa Khasan e la nordcoreana Tumangang.

Ponte che, a detta degli esperti, renderebbe più facile ai nordcoreani inviare ai russi truppe e munizioni senza farsi scoprire dai satelliti, poiché i cassoni dei camion sono chiusi, a differenza dei vagoni ferroviari. E il 5 agosto l’agenzia Reuters «sussurrava» che la Corea del Nord stesse inviando in Russia una brigata missilistica equipaggiata con 120 vettori balistici KN-23 e KN-24, dalle gittate di 900 e 410 km. La rivalità fra Corea del Nord e del Sud, tuttavia, non causerà uno speculare flusso di armi da Seul a Kiev, dato che il ministero degli Esteri sudcoreano ha chiarito che la Corea del Sud «continuerà a fornire all’Ucraina solo aiuti umanitari e non prevede di fornire armi letali o sistemi di difesa aerea».

Kiev colpisce le raffinerie russe

Gli ucraini colpiscono ancora la Russia in profondità. Ieri hanno attaccato la raffineria Orsknefteorgsintez a Orsk, nella regione di Orenburg, causando un incendio nel grande impianto che tratta 6 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. Colpiti anche gli impianti di gas Sibur Zapsibneftekhim a Tobolsk, nella regione di Tyumen, e il magazzino Wildberries di Novaja Usman, nella zona di Voronez.

Vienna scopre la rete russa per aggirare le sanzioni

Intanto, il controspionaggio austriaco Dsn ha sgominato una rete clandestina che consentiva alla Russia di aggirare le sanzioni. Faceva capo a una società di Vienna il cui titolare era un ventottenne bielorusso che faceva figurare l’esportazione di macchinari di precisione, utili anche a fabbricare armamenti, in paesi come Turchia, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Bielorussia, Kirghizistan, Corea del Sud, Polonia e Lituania. In realtà il destinatario era il consorzio statale russo Rostec.

Se non altro, un segno di distensione fra Russia e Stati Uniti è arrivato ieri con il rimpatrio del cittadino americano Robert Gilman, ex-marine, incarcerato in Russia nel 2022 per aver colpito un poliziotto. Il presidente Usa Donald Trump ha ringraziato il collega russo Vladimir Putin: «Dopo i miei colloqui col presidente Putin, la Russia ha accettato di rilasciarlo, per motivi umanitari. Apprezziamo questa decisione e il fatto che la Russia non abbia chiesto nulla in cambio».

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