Papa Leone XIV e il presidente Emmanuel Macron
Papa Leone XIV e il presidente Emmanuel Macron (Ansa)

Appena atterrato a Parigi-Orly, papa Leone XIV ha ricevuto subito un caloroso benvenuto. Nello stesso istante, le campane delle chiese di tutta la Francia hanno suonato per dare il benvenuto al Vicario di Cristo sulla terra.

Ad accogliere il Pontefice sulla pista dell’aeroporto c’erano il presidente francese, Emmanuel Macron, e la moglie Brigitte, un gruppo di bambini e giovani cattolici, nonché vari cardinali e vescovi transalpini.

L’incontro all’Eliseo con Macron

Il convoglio papale ha lasciato poi Orly in direzione dell’Eliseo, per l’incontro bilaterale con il capo dello Stato francese, durato circa 45 minuti. Poi i due si sono espressi davanti ad una platea di circa 500 persone riunita nel salone delle feste del palazzo presidenziale.

Il primo a prendere la parola è stato Macron che ha ringraziato il Papa per essere venuto in Francia dichiarando che «la laicità alla francese non è assolutamente una negazione della religione» poi ha parlato di vari temi come l’ecologia e i conflitti attuali.

Il discorso, in francese, di Leone XIV è stato più politico e non ha mancato di toccare certe scelte compiute dalle istituzioni francesi, lontane dagli insegnamenti della Chiesa. È il caso, in particolare, della difesa della vita e della politica da quella degli armamenti (prodotti anche dalla Francia, che è anche una potenza nucleare, ndr). Anche il Pontefice ha parlato delle guerre che insanguinano vari paesi e ricordato che la Francia è un paese «dalle radici cristiane». In conclusione, ha invocato la benedizione divina sulla «Francia e i francesi».

Il discorso all’Unesco

Dopo la colazione alla nunziatura apostolica, verso le 15:00, Leone XIV è andato all’ Unesco dove è stato accolto dal direttore generale, il diplomatico egiziano Khaled El-Enany. Dal palco dell’Auditorium dell’Unesco, il Santo Padre ha toccato diversi temi, in primis quello dell’educazione ricordando che «la Chiesa cattolica possiede un’esperienza molto antica».

In seguito, il pontefice è tornato a sottolineare il valore della vita, chiedendosi « che cosa significa essere umani, oggi, nel XXI secolo?» per poi affermare che «la persona umana è prima di tutto qualcuno che nasce, un bambino, senza aver scelto né il momento né il luogo della sua nascita» e che questo dovrebbe essere una «fonte di una fratellanza universale tra tutti gli esseri umani».

Tecnologia, fraternità e guerra

Il 267° successore di Pietro ha anche allertato sull’importanza di mantenere la tecnologia « al servizio della persona umana, piuttosto che farla diventare uno strumento di dominazione e di ingiustizia» e ricordato come la storia insegni che «molti imperi hanno celebrato la loro prepotenza, prima di consumarsi e crollare come una torre […]. La presunzione di rendersi simili a Dio e di sottomettere le genti a un unico giogo ha per esito la confusione delle lingue e l’incomprensione generale».

Per il Papa «oggi, la tentazione di Babele si ripresenta in una globalizzazione perseguita senza fraternità». Leone XIV si è rammaricato del fatto che « la peggiore “opera umana” è la guerra» e poi ha richiamato il racconto biblico di Babele in un confronto tra la famosa torre e la piazza della  Pentecoste. Secondo lui, la torre di Babele rappresenta «un’unità imposta attraverso la dominazione», mentre la piazza della Pentecoste è un luogo in cui «si celebra la pace che guarisce ogni offesa contro la persona umana», dove «la comunione non sopprime la diversità» ma, al contrario, «permette alla diversità di fiorire nell’armonia delle voci e dei visi».

I vespri a Notre-Dame

Dopo aver lasciato l’Unesco, la papamobile ha condotto Leone XIV nelle vie di Parigi  fino alla cattedrale di Notre-Dame dove ha celebrato i vespri insieme a vescovi, preti, consacrati, diaconi con le loro mogli e seminaristi. La cattedrale e il sagrato erano gremiti. Qui il Papa ha dapprima salutato l’eccezionale ricostruzione della cattedrale distrutta dalle fiamme nel 2019 ed esortato preti, vescovi e consacrati a «coltivare un amore autentico per la liturgia» ma anche a non dimenticare «la preghiera personale, fondamento essenziale di tutte le vocazioni» e li ha spronati a continuare l’annuncio del Vangelo in tutto il paese.

Da non perdere

L’ultima sparata: «Putin sta per attaccare Roma»
Mondo

L’ultima sparata: «Putin sta per attaccare Roma»

L’ombra della guerra sembra più artificiosa che concreta, ma serve alla narrazione europea per legittimare i miliardi spesi. Con le stesse scuse, Burnham annuncia «il Centro nazionale per la difesa dell’informazione». Ma così protegge solo il pensiero unico.

Tedeschi con Afd, islamici tesoro di sinistra
Mondo

Tedeschi con Afd, islamici tesoro di sinistra

Le recenti elezioni regionali mostrano un Paese polarizzato sul piano identitario. Mentre la destra vince perché espressione degli «indigeni» cattolici, l’exploit della Linke a Berlino parla turco e passa dalla cittadinanza facile: musulmano il 50% dei voti.