Le elezioni regionali di Berlino si sono chiuse con il successo del partito della sinistra, Linke, che ha ottenuto 468.000 voti, pari al 25,7% dei suffragi, risultando il partito di maggioranza relativa.
Elif Eralp, vincitrice delle elezioni berlinesi e candidata di punta della Linke, chiede ora che il Municipio rosso diventi «veramente rosso». Nel frattempo, i festeggiamenti per il successo elettorale si sono svolti domenica sera all’insegna di danze e canti in curdo, il coro «Viva viva Palestina», il grido «Jin, jiyan, azadì» (Donna, vita, libertà in curdo) e la Eralp che si è rivolta in turco agli elettori.
Linke e voto musulmano: il dato dei sondaggi all’uscita
Stando a un’analisi del gruppo di ricerca Wahlen, che ha condotto alcuni sondaggi all’uscita dai seggi, la Linke ha ottenuto il 51% dei consensi tra gli elettori musulmani, mentre hanno votato per il partito di sinistra solo il 17% tra gli elettori cattolici e il 16% tra i protestanti. Al contrario l’Afd, che ha avuto il 16,3% dei voti, ha ottenuto solo il 4% tra i musulmani.
Si tratta di un voto la cui composizione merita di essere analizzata. Intanto, dal 2024 ottenere la cittadinanza tedesca è diventato molto più semplice, soprattutto per i turchi che vivono in Germania da decenni. Per tutti gli immigrati, la cittadinanza si può ottenere con una residenza di almeno 5 anni di soggiorno legale, rispetto ai precedenti 8 anni, e con una conoscenza della lingua a livello B1, dopo un esame e in assenza di condanne ostative.
Naturalizzazioni record a Berlino: oltre 39.000 nel 2025
La novità, introdotta due anni fa, è che i turchi non devono più rinunciare alla cittadinanza originaria. Prima del giugno 2024, un cittadino turco che volesse naturalizzarsi tedesco doveva generalmente rinunciare alla cittadinanza originaria, salvo eccezioni. Con la nuova legge sulla cittadinanza, oggi può mantenerle entrambe e il cambiamento ha avuto effetti immediati. Per capire il peso politico di questa riforma, i numeri delle naturalizzazioni a Berlino sono particolarmente interessanti.
Naturalizzazioni record a Berlino: oltre 39.000 nel 2025
Secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2025 le naturalizzazioni in Germania sono state 332.000, di cui 34.000 ottenute da turchi. Nella sola Berlino le naturalizzazioni da tutte le nazionalità sono state 39.000, circa 4.000 turchi. Ma nel biennio 2024-2025 Berlino ha registrato ben 60.852 nuove naturalizzazioni complessive, contro le 9.041 del 2023.
In più, molti cittadini tedeschi di origine turca non hanno avuto bisogno di naturalizzarsi. Dal 2000, un bambino nato in Germania da genitori stranieri può acquisire automaticamente la cittadinanza tedesca se almeno un genitore soddisfa determinati requisiti di residenza e soggiorno permanente. Si tratta di uno ius soli condizionato. In pratica, dal 2000 è cittadino tedesco chi ha uno dei genitori residente da almeno 8 anni in Germania e che possiede un diritto di soggiorno permanente.
Ovviamente i figli di un genitore già cittadino tedesco acquisiscono la cittadinanza a loro volta. Questo significa che il bacino elettorale di Berlino comprende persone naturalizzate negli ultimi anni, naturalizzate in passato e giovani cittadini tedeschi dalla nascita. A Berlino, infatti, per le elezioni regionali si è potuto votare per la prima volta già a 16 anni compiuti, grazie a una riforma del 2023 che ha abbassato l’età per l’elettorato attivo.
La campagna multilingue della Linke per il voto degli immigrati
La campagna elettorale della Linke è del resto stata mirata decisamente agli immigrati. I volantini della Eralp erano disponibili in tedesco, turco, inglese e arabo, dunque la mobilitazione di questo elettorato era una scelta precisa. Il profilo del partito della sinistra a Berlino è diventato anche, se non prevalentemente, etnico. La Linke ha costruito e cercato un consenso che puntava a un forte coinvolgimento degli elettori musulmani e una attenzione esplicita alle comunità di origine immigrata. Hanno votato per la Eralp anche molti giovani, ex astenuti ed ex elettori di altri partiti, ma il profilo etnico era particolarmente evidente nella campagna elettorale.
Berlino e Meclemburgo, due risultati elettorali molto diversi
Che a Berlino siamo in presenza di un laboratorio elettorale rilevante è testimoniato dal fatto che nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove si è votato contemporaneamente, il partito è invece sceso a un misero 6,5%. L’Afd ha ottenuto il 38,2%, la Spd della presidente regionale Manuela Schwesig il 35,5%, i Verdi il 5,7%. La Cdu si è fermata al 4,9% e non è entrata nel Parlamento regionale.
A Berlino, la Linke ha rivolto una campagna multilingue a gruppi di elettori cui altri partiti si indirizzavano meno. L’offerta politica della Linke si è orientata verso un elettorato attratto dall’intreccio tra classe sociale, origine migratoria, appartenenza etnica e religione. La casa, ad esempio, è stata uno degli elementi più battuti dalla Linke in campagna elettorale.
Il dato che emerge dalle elezioni berlinesi è dunque la formazione di due poli politici con posizioni fortemente contrapposte su immigrazione e identità. Adesso il rischio è quello di una crescente polarizzazione identitaria, nel momento in cui le appartenenze etniche e religiose diventassero sempre più determinanti nella lotta politica.
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