L’Afd guarda a Mosca. Secondo Reuters, l’inviato economico di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, avrebbe avviato i preparativi per incontrare i leader del partito nazionalista tedesco, Alice Weidel e Tino Chrupalla. In particolare, il meeting – che potrebbe aver luogo a marzo in India, Israele o Emirati – si svolgerebbe soltanto nel quadro di un eventuale accordo di pace o di tregua, mediato da Washington, tra Russia e Ucraina.
Sempre secondo Reuters, l’Afd, attraverso questo possibile vertice, avrebbe intenzione di favorire una ripresa dell’import di gas russo, promuovendo una distensione tra Berlino e Mosca: una linea che, se attuata, risulterebbe in aperta contraddizione con quella del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, il quale ha notoriamente optato per un approccio severo nei confronti del Cremlino. Sotto questo aspetto, non va trascurato che Dmitriev ha svolto un ruolo significativo nei negoziati tra Mosca e Washington. Fu lui, per esempio, a recarsi in Florida a marzo, per incontrare l’inviato speciale statunitense, Steve Witkoff, e il genero di Donald Trump, Jared Kushner.
Non è al contempo un mistero che l’attuale Casa Bianca guardi con simpatia ad Afd. Era febbraio 2025, quando JD Vance incontrò la Weidel a Monaco. Non solo. In occasione delle elezioni federali di quell’anno, il vicepresidente statunitense auspicò che Merz formasse il proprio governo in alleanza con i nazionalisti tedeschi: una linea che l’attuale cancelliere tuttavia non assecondò, preferendo formare una coalizione con la Spd. È infine noto come Trump abbia esultato per la recente vittoria elettorale di Afd in Sassonia-Anhalt: una presa di posizione, la sua, che ha irritato notevolmente Merz.
Insomma, l’eventuale incontro tra Dmitriev e i leader dell’Afd potrebbe rientrare in una cornice più ampia delle sole relazioni bilaterali tra Berlino e Mosca. I nazionalisti tedeschi sono attualmente all’opposizione ma, secondo i sondaggi, risultano, a livello nazionale, il primo partito in Germania con il 28% dei consensi virtuali. A questo si aggiunga che, nelle ultime settimane, l’amministrazione Trump ha avviato un nuovo tentativo volto a rilanciare la diplomazia tra Ucraina e Russia.
È in questo quadro che, a inizio settembre, Witkoff e Kushner si sono recati a Mosca e Kiev. Ecco, non è escludibile che, nella mente di Trump, l’Afd possa avere un ruolo in questo processo. Un ruolo che, in caso, il partito della Weidel giocherebbe nel suo (ancora eventuale) incontro di Dmitriev. E infatti Reuters ha riferito che il meeting potrebbe «riunire l’Afd, la Russia e gli Stati Uniti».
Certo, non si sa ancora se gli americani parteciperanno all’incontro. Non è inoltre del tutto chiaro come vedano il progetto di una Germania che tornerebbe a importare gas russo (ricordiamo infatti che la prima amministrazione Trump impose delle sanzioni al Nord Stream 2 e che il presidente americano punta a tutelare gli Stati produttori di gas naturale, come la Pennsylvania). Resta però un fatto: e cioè che sembra sempre più emergere una sorta di triangolazione tra Casa Bianca, Cremlino e Afd. Un Afd che guarda anche al consenso interno. I nazionalisti tedeschi vedono nel ritorno al gas russo una soluzione all’alto costo dell’energia. Senza considerare che la loro storica roccaforte è quella Germania orientale che nutre sentimenti non poi così ostili nei confronti di Mosca.
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