Leone XIV «invade» una Francia ormai stufa del reuccio Macron

Ci siamo, papa Leone XIV arriverà stamattina in Francia, 18 anni dopo l’ultima visita di un pontefice nella terra definita come la «figlia prediletta della Chiesa». Prima di lui, nel 2008, era venuto papa Benedetto XVI.

Il ritorno di un Pontefice in terra francese

Il suo predecessore, san Giovanni Paolo II, era andato al di là delle Alpi nel 1980 in una visita che è rimasta impressa nella memoria di molti, in particolare per la celebre frase pronunciata dal pontefice polacco all’aeroporto di Bourget : «Francia, figlia primogenita della Chiesa, sei fedele alle promesse del tuo battesimo?». Lo stesso pontefice si è recato altre sette volte in Francia.

Papa Francesco, non è mai andato al di là delle Alpi in visita ufficiale ma si è limitato a visite con motivazioni pastorali o europee. Non è un mistero che per Bergoglio la Francia, e più in generale l’Europa, non figurassero tra le priorità del suo pontificato.

Ora l’aria sembra essere cambiata, ma per averne la conferma bisognerà attendere la fine della tre giorni in questa terra di antica evangelizzazione che non è quasi più cristiana, e se ne vanta.

L’ostacolo del laicismo e le tensioni politiche

Leone XIV troverà un Paese complesso che tra pochi mesi eleggerà il suo prossimo presidente. Da un lato sarà accolto dall’attuale inquilino dell’Eliseo, Emmanuel Macron che, nel corso dei suoi due mandati ha promosso la costituzionalizzazione della «libertà» di abortire, nonché la nuova legge sulla fine vita.

Il Santo padre incontrerà anche vari rappresentanti della società civile. Tra questi dovrebbe esserci anche il sindaco di Parigi, il socialista Emmanuel Grégoire, già vice del suo predecessore, Anne Hidalgo. Proprio durante il suo mandato, il comune di Parigi aveva pensato un modo per costringere i proprietari di grandi immobili a rispettare un obbligo di costruzione di alloggi popolari, in caso di lavori di ampliamento. Peccato che, tra questi grandi immobili, ci fossero anche delle scuole, cattoliche.

Sempre il comune di Parigi, nel 2024, aveva sospeso l’erogazione della sovvenzione (prevista dalla legge) al prestigioso istituto cattolico equiparato Stanislas. Insomma, anche le scuole cattoliche non sono al riparo dagli strali laicisti di vari esponenti o amministrazioni locali di sinistra.

Va anche detto che, per alcuni di questi politici e amministratori locali, la laicité vale spesso solo per i cristiani. In occasione di Natale o Pasqua, non dicono una parola per augurare buone feste ai loro concittadini che credono in Gesù Cristo. Invece, per alcuni di loro, non è assolutamente un problema porgere gli auguri ai concittadini musulmani per le loro feste religiose.

La Chiesa francese tra scandali e assenze

Leone XIV incontrerà esponenti di tutto questo variegato mondo. D’altra parte il Papa è il vicario di Cristo sulla terra. Quel Cristo che diceva: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati».

Ad accogliere il 267° successore dell’apostolo Pietro non mancheranno i vertici della Chiesa cattolica francese: vescovi e cardinali che, negli ultimi anni non hanno sempre dato prova di presenza. Certo, in occasione del dibattito sulla legge sulla fine vita, alcuni di loro hanno fatto dichiarazioni anche forti, uno su tutti, l’arcivescovo di Parigi. Ma, in altri casi, non hanno emesso nemmeno un pigolio.

Poi non va dimenticato che, al di là delle Alpi, le cronache registrano, purtroppo, ancora troppi episodi di abusi sessuali, spirituali o di potere da parte di uomini e donne di Chiesa.

Neofiti e influencer: la rinascita dei giovani cattolici

Eppure in questa Chiesa d’Oltralpe, guidata da pastori un po’ lontani dai loro greggi, negli ultimi anni, c’è stato un rinnovamento e un ringiovanimento. In primis c’è il boom dei battesimi di adulti, con circa 21.400 neofiti a Pasqua 2026.

Novità anche nei seminari. Il quotidiano cattolico La Croix, ha scritto che, dal 2023 a oggi, il numero di giovani entrati nell’anno propedeutico è passato da 99 a 170.
E poi ci sono i numerosi influencer cattolici, come il prete domenicano, frère Paul-Adrien, i giovani Victor Dubois de Montreynaud, Corentin Dugast, Albertine Debacker, conosciuti con gli alias: «Le catho de service», «Un homme catholique» e «Soeur Albertine».

Le priorità di Macron alla vigilia dell’arrivo

Ieri sera, a poche ore dall’arrivo del papa, Macron è stato intervistato dalle tue principali reti francesi, ma invece di parlare del pontefice ha deciso che invierà mezzi militari per proteggere i sauditi, mentre la Francia è alla prese con «penuria» di benzina.

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