Soldati ucraini: «Aiuto, serve acqua»

Un pesante attacco ucraino ha colpito ieri Novorossysk, nella regione di Krasnodar, che ospita un grande porto civile e militare russo sul Mar Nero, causando tre morti, fra cui un bambino di 8 anni.

L’attacco combinato a Novorossijsk e nella regione di Krasnodar

Secondo il presidente ucraino Volodymir Zelensky, la zona è stata investita da un attacco combinato di vari ordigni: «I nostri droni Palanytsia, i missili antinave Neptune e i sistemi navali senza pilota hanno colpito con precisione i bersagli. Sono stati confermati i colpi su postazioni di difesa aerea, banchine e infrastrutture portuali».

Stando al governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, «centinaia di droni ucraini, oltre a Novorossijsk hanno colpito anche Anapa, Gelendzhik e Temryuk» e «la ricaduta dei droni abbattuti ha coinvolto 21 edifici residenziali e quattro impianti industriali». A Novorossysk, oltre alla base navale hanno sede un terminal petrolifero e il complesso di trasbordo di Grushovaya.

Risparmiato il terminal Cpc e l’impatto sul grano

Ma il terminal, appartenente alla Caspian pipeline consortium (Cpc), è stato risparmiato. Proprio ieri s’è appreso dal Financial Times che il vicepresidente americano JD Vance ha chiesto a Zelensky di non colpire il terminal allo scopo di «non sconvolgere il mercato petrolifero e non danneggiare aziende americane», ossia i colossi Chevron ed Exxon mobil, che hanno interessi nella regione. Lì avviene l’imbarco su petroliere del greggio che arriva dai giacimenti del Kazakhstan.

Gli ucraini hanno acconsentito a non attaccare le strutture del Cpc né le navi non russe, purché non soggette a sanzioni ucraine e prive di petrolio russo o di carichi provenienti dalla Russia. L’attacco a Novorossysk ha però interrotto le operazioni carico di grano russo per le esportazioni. È seguito il subitaneo aumento del 3% dei prezzi del grano.

Le minacce di ritorsione di Putin e Medvedev

Di fronte ai sequestri di navi commerciali della flotta ombra russa che aggira le sanzioni occidentali, il presidente russo Vladimir Putin ha minacciato ritorsioni. Lo zar ha detto: «I sequestri di navi commerciali russe sono atti di pirateria e rapina. Se si procederà in questo modo, saremo costretti a rispondere allo stesso modo, non solo nelle stesse acque, ma in ogni area».

Ha rincarato la dose il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev: «La maggioranza delle navi dell’Europa occidentale batte bandiera di comodo. Seguendo un approccio simmetrico, la Russia ha diritto di attaccare ogni nave mercantile di Paesi nemici, nelle nostre acque e in acque neutrali, se v’è sospetto che trasporti merci per il nemico».

Tra l’altro, dall’altra parte, Klaus Wittmann, generale di brigata in pensione della Bundeswehr, ha dichiarato a Ukrinform che l’attacco a Nord Stream, per il quale sono imputati alcuni cittadini ucraini, può essere considerato «un obiettivo legittimo» a livello «strategico-militare e morale».

Risposta russa nei porti ucraini e blitz dell’Sbu

Sul campo di battaglia, i russi hanno colpito il porto di Odessa, danneggiando, secondo Mosca, «una nave cargo che portava materiale militare ed era equipaggiata con sistemi di guerra elettronica e una petroliera con carburante destinato alle truppe ucraine».

I russi hanno anche martellato cisterne e infrastrutture portuali per lo scarico e stoccaggio di materiali militari nel porto di Chernomorsk, oltre a distruggere una motovedetta ucraina nel porto di Ochakov, vicino Mykolaiv.

Il servizio segreto ucraino Sbu ha annunciato di aver «smantellato una rete di agenti del servizio di sicurezza russo Fsb». Erano quattro spie di nazionalità ucraina che trasmettevano informazioni utili a «coordinare gli attacchi aerei russi contro i militari ucraini nelle regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk e Kirovohrad».

Intanto, i soldati ucraini al fronte hanno lanciato un disperato appello al capo dell’esercito, Mykhailo Drapaty: sono rimasti di nuovo senza cibo e acqua, trascorrendo oltre quattro mesi senza rotazione. A confermare lo stato in cui versano un video, confermato essere autentico dal comando della 121ª brigata.

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