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La rettifica di Unicef Italia: «Nessun doppio binario sulle indagini. Da parte nostra massima trasparenza»

Nell'articolo del 23 maggio 2019 si sostiene sin dal titolo, che il Comitato Italiano per l'Unicef Onlus «ha chiuso gli occhi sui soldi maneggiati dai Conticini», i quali, benché «ritenuti inaffidabili dalla casa madre, non sono mai stati querelati da Roma».

Nel testo si legge inoltre: «Grazie alle carte trovate dal settimanale Panorama (che dedica al caso un ampio servizio del numero in edicola), è possibile ricostruire gli ultimi passaggi di questa storia, che viaggia su due binari differenti: negli Usa, Unicef ha querelato; in Italia, invece, il Comitato (…) ha chiuso gli occhi e non ha intrapreso azioni giudiziarie».

Si precisa invece:

- che l'affermazione «Unicef ha querelato» è del tutto inveritiera, così come peraltro si legge nell'articolo di Panorama: «L'Unicef non ha ancora sporto denuncia».

- che non esistono affatto, con riguardo alle indagini della Procura di Firenze, «due diversi binari», poiché la detta Procura sta indagando in ordine ad un contratto sottoscritto fra la Pta, società riferibile ai Conticini, e la sola Unicef Internazionale, unico soggetto potenzialmente leso nelle dette indagini e dunque legittimato a sporgere una denunzia nei confronti di Pta.

Si precisa inoltre che:

- l'articolista ha quindi utilizzato, a preteso sostegno di detta inveritiera affermazione, le dichiarazioni che Paolo Rozera, direttore del Comitato, aveva invece a suo tempo reso a chiarimento dei motivi per i quali l'Unicef Internazionale non aveva all'epoca presentato una querela nei confronti dei sigg.ri Conticini;

- che le dette dichiarazioni sono state in articolo invece e falsamente attribuite a motivazioni specificamente proprie del Comitato.

Genova ripulita per il sopralluogo, finita la visita torna subito il degrado
Nel riquadro, scene di degrado alla Darsena di Genova (Ansa)
Per l’arrivo delle autorità, Salis sgombera la Darsena e mostra alle telecamere un molo in ordine. Qualche ora dopo rispuntano pusher africani, tossici e clochard. I leghisti: «Allora chiediamo un’ispezione a settimana».
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Oggi la sinistra marcia su Roma contro  Pro vita e remigrazione
(Ansa)
  • L’allarme contro l’estrema destra, vera o presunta, compatta centri sociali, dem e Cgil. Askatasuna manda messaggi al partito della Schlein: con noi o sono guai.
  • Sedicesima volta in strada per il mondo dell’attivismo cattolico che combatte la «cultura della morte».

Lo speciale contiene due articoli.

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Caso Garlasco, ennesimo colpo di scena: Stasi libero. Finalmente
Alberto Stasi (Ansa)
L’unico condannato per l’omicidio Poggi, dopo 11 anni, non dovrà più rientrare in carcere la sera, come accadeva con la semilibertà. Finirà di scontare la pena in affidamento nello studio dove già fa il contabile.

Dopo dieci anni e sei mesi, Alberto Stasi non dovrà più tornare la sera in carcere: il Tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto l'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, avanzata dalla difesa e su cui la Procura generale aveva già dato parere favorevole.

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Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno
Nel riquadro Guido Oppido, il cardiochirurgo che operò, e secondo l’accusa condannò il piccolo Domenico Caliendo, bambino di due anni morto il 21 febbraio scorso in seguito a un intervento di trapianto di cuore (Ansa)
Il professionista che trapiantò un cuore congelato al bimbo di Napoli, morto a 2 anni, ricomincerà l’anno prossimo. Una pausa che potrebbe non bastare ai magistrati per emettere la sentenza. Eppure il presunto luminare viene definito un «prevaricatore».

Ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Il principio giuridico è sancito nella Costituzione, che con l’articolo 27 stabilisce come la «prova contraria» consista nella condanna definitiva. Dunque, fino a quando la Cassazione non abbia «validato» il giudizio espresso dalla Corte d’Appello, una sentenza che riconosca la colpevolezza di una persona non può essere considerata risolutiva.

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