I golpisti nominano il nuovo premier. Dialogo interrotto, Usa in difficoltà
Sostenitori del golpe per le vie di Niamey (Ansa)
  • Il generale Tchiani ha scelto l’ex ministro delle Finanze, sospettato di corruzione in un affare petrolifero con la Cina. Annullato il summit diplomatico con l’Onu. E Prigozhin mobilita la Wagner: «Siamo pronti».
  • Ucraina: in arrivo da Washington una maxi fornitura di armi, tra cui 31 carri armati Abrams. Attacco russo nel Donetsk, 8 morti e 90 feriti. L’esercito ucraino: «Sono tutti civili».

Lo speciale contiene due articoli.

A quindici giorni dal golpe nel Niger nel quale è stato rimosso il presidente Mohamed Bazoum la situazione non si sblocca. L’uomo forte della giunta nigerina, il generale Abdourahmane Tchiani, non mostra alcun segnale di ripensamento: nonostante sia scaduto l’ultimatum della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas) ha nominato il suo nuovo premier, l’ex ministro delle Finanze Ali Mahaman Lamine Zeine. La nomina è stata annunciata in una dichiarazione letta sul canale televisivo statale Télé Sahel da un portavoce della giunta. Zeine sostituisce Mahamadou Ouhoumoudou, che al momento del golpe era in Italia per partecipare al vertice della Fao di Roma. Chi è il nuovo premier? Zeine, 58 anni, è stato direttore di gabinetto e ministro delle Finanze dal 2001 fino al rovesciamento del defunto ex presidente Mamadou Tandja nel 2010. Nel 2009 era stato accusato dal quotidiano L’Action di aver rubato dei soldi nell’ambito di un contratto petrolifero tra il Niger e la Cina ma a finire in carcere fu il caporedattore del quotidiano, Boussada Ben Ali, condannato a tre mesi «per aver diffuso informazioni false suscettibili di turbare l’ordine pubblico». Poi negli ultimi anni Zeine figura molto rispettata in Niger, ha lavorato anche per la Banca africana di sviluppo in Ciad, Costa d’Avorio e Gabon.

Oltre al nuovo premier la giunta golpista ha fatto altri cambiamenti. il generale di brigata Amadou Didilli è il nuovo capo dell’Alta autorità per il consolidamento della pace, mentre il generale di brigata Abou Tague Mahamadou è il nuovo ispettore generale dell’esercito. Il colonnello Ibro Amadou Bachirou è invece il nuovo capo di Stato maggiore privato del leader della giunta Tchiani, infine il tenente colonnello Habibou Assoumane è il nuovo comandante della guardia presidenziale (il posto che occupava Abdourahmane Tchiani).

La giunta ha reso noto ieri che non riceverà la delegazione di rappresentanti dell’Unione africana, delle Nazioni Unite e dell’Ecowas attesa a Niamey nella giornata di oggi, una missione organizzata per trovare una soluzione diplomatica alla crisi. La decisione viene attribuita, in una lettera, a «ragioni di sicurezza». Inoltre nella missiva si legge che «l’attuale contesto di collera pubblica e di rivolta dopo le sanzioni imposte dall’Ecowas non permette di accogliere la delegazione nelle necessarie condizioni di serenità e sicurezza». Anche gli Usa, che hanno sospeso aiuti al Niger per oltre 100 milioni di dollari, sono stati respinti tanto che al vicesegretario di Stato Usa, Victoria Nuland, arrivata nelle scorse ore a Niamey, è stato impedito di incontrare il presidente democraticamente eletto del Paese, Mohamed Bazoum. «Sono stati piuttosto inflessibili in merito a come intendono procedere, e non intendono farlo a sostegno della costituzione del Niger», ha dichiarato Nuland. Il vicesegretario ha poi aggiunto «di aver messo assolutamente in chiaro il tipo di supporto (al Paese africano) che dovremo legalmente interrompere se l’ordine democratico non verrà ripristinato».

Il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sul suo canale Telegram ha scritto: «Victoria Nuland pensava che in Niger fosse possibile lo stesso che in Ucraina: mettergli pezzi di pane in un sacchetto di plastica e ingannarli. Ma lì non c’è una repubblica delle banane come a Kiev». Dagli Stati Uniti il segretario di Stato Antony Blinken ha risposto affermando che «il golpe rappresenta una distruzione dell’ordine costituzionale e gli Stati Uniti sono intenzionati a ripristinarlo». Poi nel corso di una intervista a Radio France Internationale Blinken ha precisato: «È certo che la diplomazia è il mezzo preferibile per risolvere questa situazione. Questo è l’approccio dell’Ecowas e noi sosteniamo gli sforzi dell’Ecowas per ristabilire l’ordine costituzionale». Aldilà delle dichiarazioni a Washington crescono le preoccupazioni per quanto sta accadendo in Niger che fino al 26 luglio scorso era considerato l’ultimo bastione per la lotta allo jihadismo nel Sahel. Inoltre, il timore è che la Compagnia militare privata russa Wagner apra i suoi uffici anche qui dopo Mali e Burkina Faso, oltretutto tra il consenso popolare che Yevgeny Prigozhin continua a cavalcare sui suoi canali Telegram con Mosca spettatore interessato.

Secondo il Centro nazionale della resistenza ucraino «un nuovo volo con mercenari della milizia Wagner è recentemente decollato dalla Bielorussia verso l’Africa occidentale, per dirigersi nella regione del Niger» ma si tratta di notizie non verificate. E mentre Peter Stano, portavoce della Commissione europea, affermava che «fino a giovedì c’è spazio di mediazione in Niger» (riferendosi alla riunione dell’Ecowas), le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo allarme: già prima del golpe quattro milioni di persone necessitavano di assistenza umanitaria d’emergenza in Niger. Ora che anche lo spazio aereo è stato chiuso dalla giunta golpista la situazione non potrà che peggiorare e qui si vedrà chi potrà davvero aiutare il Niger che non potrà certo reggere a lungo viste anche le dure sanzioni in vigore.

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