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L'ultima moda per un fine settimana fuori porta? Dormire al ristorante

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L'ultima moda per un fine settimana fuori porta? Dormire al ristorante
Giphy
  • Con circa 100 euro si può acquistare un pacchetto «dine and sleep» con cui si può trascorrere la notte nel locale in cui si è scelto di cenare. Esportata dagli Stati Uniti, questa formula nasce in Giappone nel 1600 con i viaggiatori che si fermavano in locande tipiche per rifocillarsi e finivano per rimanerci fino al mattino successivo.
  • Ad Hakone, a meno di un'ora di treno da Tokyo, il Kai Hakone è uno dei ryokan che ha mantenute intatte le antiche usanze di ospitalità. All'interno si gira indossando uno yukata, la cena viene servita in camera o in una sala comune, prima di dormire si svolgono attività di gruppo o ci si concede un bagno caldo nelle onsen.
  • A due ore da Manchester, The Impeccable Pig offre una cucina semplice fatta con prodotti di alta qualità. Le dieci stanze di cui è composta la piccola struttura raccontano una storia diversa, da ascoltare tra un bicchiere e l'altro nel loro pub.
  • Il giovane chef stellato Magnus Nilsson vi invita nel ristorante più sperduto al mondo. Un'esperienza gastronomica unica nel suo genere, nel mezzo di una riserva naturale di 20.000 acri.
  • Un aperitivo con un Franciacorta, un rosso con il secondo e un whisky a fine pasto. L'hotel Hanswirt in Alto Adige apre le porte alla sua cantina con oltre 300 etichette.
  • Pandenus inaugura due locande nel centro di Milano, dove vivere l'esperienza meneghina sentendosi come a casa.

Lo speciale comprende cinque articoli e gallery fotografiche.

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Perù nel caos: destituito Jeri, Balcázar presidente ad interim
Il nuovo presidente ad interim del Perù José María Balcázar (Getty Images)
Il Parlamento di Perù rimuove José Enrique Jeri dopo quattro mesi e sceglie José Maria Balcázar, 83 anni, come nuovo capo di Stato ad interim. Tra scandali, inchieste, narcotraffico e proteste, il Paese arriva alle elezioni del 12 aprile in piena instabilità politica.
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Inizia la Quaresima e la chiesa diventa una moschea aperta per il Ramadan
Nel riquadro le Stalle Rosse, di proprietà della parrocchia di Staranzano in provincia di Gorizia (IStock)
  • Decisione choc della diocesi di Gorizia per Monfalcone, città in cui gli stranieri rappresentano oltre il 30 per cento degli abitanti.
  • A Genova una dirigente chiede maggior inclusione per il mese sacro degli islamici.

Lo speciale contiene due articoli.

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Ci tocca pure pagare Carola Rackete
Carola Rackete (Ansa)
Il tribunale di Palermo dà ragione a Sea Watch che ha contestato i mesi di stop dopo che Carola forzò il blocco italiano. Meloni furiosa: «I magistrati premiano chi si vanta di non rispettare la legge?».

Oltre 76.000 euro di risarcimento per il fermo disposto nei confronti della nave Ong che nel giugno 2019 forzò un divieto del governo gialloverde ed entrò in porto a Lampedusa con 43 migranti a bordo, speronando una nave da guerra della Guardia di finanza. Nel caso della Sea Watch 3 la magistratura riconosce alla nave del comandante Carola Rackete le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre 2019: costi portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva (per 76.181 euro, più rivalutazione e interessi) e spese legali (quantificate in 14.103 euro). È il conto presentato dai giudici del tribunale civile di Palermo alla prefettura di Agrigento, al ministero dell’Interno, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e al ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Risarcimento da 76.000 Euro alla Ong di Carola Rackete, cancellato il fermo di un'altra nave per il recupero dei migranti. E, come se non bastasse, si condanna l'Italia a risarcire un clandestino con 23 precedenti penali. La giustizia sta rivelando il suo volto più ideologico.

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