{{ subpage.title }}

True

Con il vincolo di mandato addio ai voltagabbana

Con il vincolo di mandato addio ai voltagabbana
Ansa

Uno dei problemi con cui i parlamentari devono fare i conti è la scarsa credibilità di molti di loro. Dopo una legislatura in cui si sono visti onorevoli cambiare casacca per due o tre volte, saltabeccando da un partito all'altro, gli italiani infatti credono assai poco alle loro promesse. Cinquecento voltagabbana su mille (questo il dato registrato nel periodo fra il 2013 e il 2018) sono un numero che dovrebbe far riflettere e spingere la stessa classe politica a intervenire per impedire che si registrino altre transumanze. E invece no: parlare di porre un argine al fenomeno, imponendo un vincolo di mandato, ora viene considerata una misura fascista.Di questo pensiero si sono fatti interpreti alcuni dissidenti del Movimento 5 stelle. I quali dicono che vincolarli alle scelte fatte dal gruppo farebbe non solo venir meno la loro indipendenza, ma addirittura farebbe ritornare nell'aula di Montecitorio lo spettro mussoliniano. Guarda caso, tra chi si fa interprete di tutto ciò e si dichiara contrario (...)

Continua a leggereRiduci
Promossi e bocciati: le pagelle della A
Lautaro Martinez e Francesco Pio Esposito (Ansa)
  • Il Milan si gode Modric splendido quarantenne, ma l’asso è Pulisic. Lautaro tiene l’Inter sulle spalle, a Napoli McTominay sempre più leader. Gli emergenti: oltre al «solito» Paz, Ramon, Palestra e Atta. Fra i pali vola Svilar.
  • Gudmundsson, Fagioli e Comuzzo: mezza Viola è da cestinare. Gimenez puntero triste per il Diavolo, Tavares non è più la locomotiva della Lazio. Koopmeiners ancora trasparente ma il peggiore è Morata: naufragato nel Lario.
Continua a leggereRiduci
La vera prevenzione al di là di Big Pharma
iStock

Quattro esperti indicano la via per aggiustare le derive nefaste della medicina: si è ridotto tutto a farmaci ed esami strumentali (spesso sbagliati o inutili), dicono, ignorando fattori decisivi come lo stile di vita, l’alimentazione e l’infiammazione cronica.

Continua a leggereRiduci
La Ue ha spalancato le porte e adesso la Tunisia produrrà più olio d’oliva dell’Italia
iStock
Dopo i dazi zero per aiutare i contadini di Tunisi, ecco la beffa: lo Stato nordafricano sale al secondo posto, dietro la Spagna, ed è pronto a invaderci di alimenti low cost.

Non è petrolio, ma gli assomiglia: è l’oro verde e sta scatenando una «guerra» commerciale nel Mediterraneo innescata dalla miopia dell’Ue e dalla concorrenza sleale che è tollerata dalla Commissione europea. A cui si aggiunge un cinismo di corto respiro dei nostri operatori. Nei governatorati di Sidi Buzid e Karuian dove è stata implementata sull’esempio e con capitale spagnolo la coltura iperintensiva, nella zona di Djerba e Sfax dove ancora lavorano gli antichi frantoi è tempo di raccolta delle olive. La Tunisia diventa il secondo produttore mondiale di olio d’oliva: mezzo milione di tonnellate spremute dalla raccolta di cento milioni di alberi piantati su due milioni di ettari. È olivicoltura di pianura a costi molto bassi. La Tunisia ha deciso di fare dell’olio il suo petrolio. Due settimane fa i ministri del Turismo e dell’agricoltura hanno varato un piano per creare a Chaâl, Enfidha e Biserta itinerari e ospitalità legate all’oleo-turismo. Nonostante questo boom l’Ue mantiene intatto l’accordo che consente alla Tunisia di esportare in Europa a dazio zero il 12% della sua produzione fino a 57.000 tonnellate. Ma è un limite facilmente aggirabile perché se l’olio che entra in Europa è destinato alla riesportazione non ci sono limiti.

Continua a leggereRiduci
Dimmi La Verità | Santomartino: «Il punto sulla situazione internazionale a partire dall'Ucraina»

Ecco #DimmiLaVerità del 2 gennaio 2026. Con il generale Giuseppe Santomartino facciamo il punto sulla situazione internazionale a partire dall'Ucraina.

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy