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App Immuni, P&F: «Ma quelli che si stracciano le vesti sono quelli che facevano l’aperitivo coi cinesi?»

App Immuni, P&F: «Ma quelli che si stracciano le vesti sono quelli che facevano l’aperitivo coi cinesi?»
Ansa

«Una bufera per nulla. Politici che si stracciano le vesti per un'immagine innocente ma che viene accusata di essere "stereotipata". Lasciando da parte il mezzo, ossia l'app Immuni utile solo a tracciare degli italiani e a violare la loro privacy, come è possibile che oggi mostrare una donna con un bambino in braccio e il papà che lavora in smart-working diventi una colpa di cui chiedere scusa? L'immagine, prontamente rimossa, spiega questo Paese meglio di molte parole» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Che il ministro delle Pari Opportunità Elena Bonetti risponda e si scusi via twitter promettendo una modifica entro breve dopo l'attacco di Anna Paola Concia, ex politica e attivista Lgbt, la dice lunga su chi oggi rappresenta le donne e le loro istanze secondo il governo» hanno attaccato.

«Ci preme sottolineare - hanno poi proseguito - che alle donne non fa impressione essere dipinte con un bimbo in braccio, ma non aver avuto sostegno dal governo, solo annunci e bonus vuoti e ridicoli. Quello che fa letteralmente schifo e che sarebbe da rimuovere, è sapere che i propri figli, tra i pochissimi in Europa, non sono potuti tornare in sicurezza a scuola e che molte mamme o papà si trovano in questi giorni a gestire lavoro e bambini senza alcun aiuto. Per tutto questo chi chiederà scusa a tante mamme e papà?» hanno continuato Brandi e Coghe. Poi Pro Vita & Famiglia chiude la nota con una domanda: «Ma quelli che oggi si stracciano le vesti, sono quelli che facevano l'aperitivo con i cinesi?».

Spari contro il generale-spia russo. Stillicidio Ue infinito: nuove sanzioni
Il generale russo Vladimir Alekseyev (Ansa)
Ferito a Mosca Alekseyev, vice capo dell’intelligence militare. Bruxelles propone il 20° pacchetto: ipotesi stretta all’elusione. Il Cremlino agli States: «Coinvolgere pure Francia e Uk nei negoziati sul trattato nucleare Start».

All’indomani dei colloqui trilaterali di Abu Dhabi, definiti dal Cremlino «costruttivi e complessi», un attentato contro il numero due dei servizi di intelligence militare russa ha rischiato di incrinare l’attività diplomatica.

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Vannacci arruola pure due (ex) leghisti e la spunta sul logo registrato nel 2010
Roberto Vannacci. Nel riquadro, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello (Ansa)
Sasso e Ziello migrano in Futuro nazionale, il cui simbolo venne depositato già 16 anni fa. I diritti di proprietà, però, sono scaduti.

Il carro è pronto, i buoi pure. Il progetto politico di Roberto Vannacci, pare prendere forma. «Non voglio far vincere la sinistra. Futuro Nazionale è uno squillo di tromba, una sveglia per una destra che ha perso radici e identità», sostiene il generale. Arianna Meloni è tranquilla: «Vannacci toglie voti alla premier? Siamo ancora all’inizio, non ci preoccupiamo». L’umore nero di Matteo Salvini, invece, riecheggia su Radio24: «Mi sono fidato della parola di un uomo, evidentemente è stata fiducia mal riposta».

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Maratona Meloni: da Rogoredo ai bilaterali
Il saluto di Giorgia Meloni alle forze dell'ordine a Milano Rogoredo (Ansa)
Nel capoluogo che luccica per i Giochi, il premier ha dato priorità ai militari impegnati nella lotta allo spaccio nel «boschetto». Poi l’incontro con Vance: «Valori comuni tra Italia e Usa». Strade sicure: Crosetto punta ad assumere 12.000 carabinieri ausiliari.

È in una Milano blindata e sospesa, divisa tra la dimensione internazionale delle Olimpiadi invernali e la quotidianità caratterizzata da zone rosse e transenne, che si svolge la giornata del presidente del Consiglio Giorgia Meloni: una sequenza di tappe che si presenta come cronaca, ma che letta in controluce assume un significato politico più ampio. L’inizio non è olimpico ma molto più urbano, legato alla città reale e alle sue emergenze irrisolte.

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Si accende la fiamma delle Olimpiadi diffuse senza spettacolini queer
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali allo stadio di San Siro (Ansa)
La cerimonia d’apertura è un inno all’italianità. Coinvolte tutte le località. Canzoni e citazioni di grandi poeti. Ma che tristezza i fischi all’ingresso della squadra israeliana.

Dopo aver visto Roberto Fico andare in autobus a Montecitorio e Carlo Cottarelli salire al Quirinale con lo zainetto, Sergio Mattarella aveva un sogno: farsi portare a un evento istituzionale in tram. Il presidente della Repubblica ci riesce nella notte olimpica, sul vecchio «gamba de legn» giallo guidato da Valentino Rossi che si ferma davanti a San Siro in nerazzurro (lui è interista). Il tricolore sale sul pennone, Laura Pausini intona l’inno di Mameli tarpato del sì finale. E la Cerimonia d’apertura dei XXV Giochi invernali può cominciare. Per 14 giorni l’Italia sarà al centro del mondo dello Sport mondiale.

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