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App Immuni, P&F: «Ma quelli che si stracciano le vesti sono quelli che facevano l’aperitivo coi cinesi?»

App Immuni, P&F: «Ma quelli che si stracciano le vesti sono quelli che facevano l’aperitivo coi cinesi?»
Ansa

«Una bufera per nulla. Politici che si stracciano le vesti per un'immagine innocente ma che viene accusata di essere "stereotipata". Lasciando da parte il mezzo, ossia l'app Immuni utile solo a tracciare degli italiani e a violare la loro privacy, come è possibile che oggi mostrare una donna con un bambino in braccio e il papà che lavora in smart-working diventi una colpa di cui chiedere scusa? L'immagine, prontamente rimossa, spiega questo Paese meglio di molte parole» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Che il ministro delle Pari Opportunità Elena Bonetti risponda e si scusi via twitter promettendo una modifica entro breve dopo l'attacco di Anna Paola Concia, ex politica e attivista Lgbt, la dice lunga su chi oggi rappresenta le donne e le loro istanze secondo il governo» hanno attaccato.

«Ci preme sottolineare - hanno poi proseguito - che alle donne non fa impressione essere dipinte con un bimbo in braccio, ma non aver avuto sostegno dal governo, solo annunci e bonus vuoti e ridicoli. Quello che fa letteralmente schifo e che sarebbe da rimuovere, è sapere che i propri figli, tra i pochissimi in Europa, non sono potuti tornare in sicurezza a scuola e che molte mamme o papà si trovano in questi giorni a gestire lavoro e bambini senza alcun aiuto. Per tutto questo chi chiederà scusa a tante mamme e papà?» hanno continuato Brandi e Coghe. Poi Pro Vita & Famiglia chiude la nota con una domanda: «Ma quelli che oggi si stracciano le vesti, sono quelli che facevano l'aperitivo con i cinesi?».

Keith Kellog: «Trump va capito, non temuto. In Ucraina la pace è lontana»
Donald Trump e Keith Kellog (Youtube)
L’ex inviato della Casa bianca: «Il fulcro degli accordi sono le garanzie di sicurezza L’Europa vuole sostenere Kiev ma non è unita. La Groenlandia? Necessaria per noi».

Parla dalla sua casa di Alexandria, a pochi chilometri da Washington, mentre la città è ricoperta da una coltre di neve di due metri e fuori la tempesta non accenna a calmarsi. Il generale Keith Kellog è stato inviato speciale per la Casa Bianca in Ucraina fino al 31 dicembre 2025. Lui conosce bene Trump e, prima di iniziare questa intervista, ci tiene a sottolineare che il presidente degli Stati Uniti non va temuto, ma capito.

Generale, è appena tornato da un’altra città innevata, Davos. Dopo il forum, c’è stato il primo trilaterale Usa-Russia-Ucraina. Trump ha detto: “Ho risolto otto guerre. Un’altra arriverà presto”: la pace in Ucraina è vicina?

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Fi corteggia Calenda. Con la benedizione del fratello del Cav
Carlo Calenda (Ansa)
Dialogo aperto tra Forza Italia e il leader di Azione. Antonio Tajani: «Se son rose...». Paolo Berlusconi: «È un ottimo politico».

La politica riserva sempre colpi di scena inaspettati. Tra i più interessanti degli ultimi giorni c’è l’intesa tra Carlo Calenda e Forza Italia. La strana coppia.

All’evento di ieri organizzato al teatro Manzoni di Milano, dal titolo «Più libertà, più crescita», che segna l’avvio della campagna referendaria sulla riforma della giustizia, promosso da Forza Italia per il 32° anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi, sono presenti tutti i colonnelli azzurri: il presidente del Piemonte e vice segretario Alberto Cirio, il vice segretario Stefano Benigni, il ministro Paolo Zangrillo, la presidente della Consulta nazionale Letizia Moratti, il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, Paolo Berlusconi.

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Enzo Bianco: «Su giustizia e Ponte la Schlein sbaglia»
Enzo Bianco (Ansa)
L’ex ministro, tra i fondatori del Pd: «Molti nel partito hanno cambiato idea sulla separazione delle carriere perché temono di non essere ricandidati. L’infrastruttura sullo Stretto di Messina riunificherà davvero l’Italia».

Enzo Bianco, tra i fondatori del Partito democratico e due volte ministro dell’Interno, lei è uno dei pochi dem favorevoli alla riforma della giustizia.

«Non dalla prima all’ultima virgola, chiaramente. Però, la reputo necessaria. E condivido parte dei cambiamenti proposti dal governo».

Per esempio?

«Accentuare una differenziazione tra magistratura requirente e giudicante».

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 26 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 26 gennaio con Carlo Cambi

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