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Unioni civili, Pro Vita & Famiglia: «Un fallimento. La sconfitta della “premiata" Cirinnà»

Unioni civili, Pro Vita & Famiglia: «Un fallimento. La sconfitta della “premiata" Cirinnà»
Ansa

«È la sconfitta della 'premiata' Cirinnà. In tre anni di unioni civili, dopo il picco avutosi subito dopo l'entrata in vigore della nuova legge, il fenomeno si sta arrestando. Valeva la pena fare una legge per 2.808 unioni civili in un anno in tutta Italia? Alla Cirinnà non resta che ritirare il Premio Ipazia per il suo attivismo a favore della disciplina delle convivenze e per il diritto, un riconoscimento lobbistico perché gli italiani invece non l'hanno premiata affatto" hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente della Onlus Pro Vita & Famiglia.

«È invece positivo il dato che informa come nel 2018 siano stati celebrati in Italia 195.778 matrimoni, circa 4.500 in più rispetto all'anno precedente (+2,3%). Questo ci conforta e ci sprona a batterci sempre di più per la famiglia e per le coppie che vogliono dare stabilità alla loro unione» hanno concluso Brandi e Coghe.

Dopo la reprimenda della procuratrice all’«area grigia» della borghesia, parte l’autocritica tra prof e vertici dell’ateneo (imbrattato con slogan contro la polizia). E Marco Revelli smonta la favola degli «infiltrati» al corteo.

Tutto comincia con l’intervento della procuratrice generale di Torino all’inaugurazione dell’anno giudiziario: sabato, Lucia Musti randella l’«area grigia», «di matrice colta e borghese», che in città mantiene una «benevola tolleranza» verso i violenti di Askatasuna e diffonde una «lettura compiacente di condotte che altro non sono che gravi reati».

Intanto, la rettrice dell’università, Cristina Prandi, ha deciso che non si può più tollerare l’occupazione di Palazzo Nuovo. Un conto è concedere uno spazio del campus Luigi Einaudi per un’assemblea, come ha già fatto, un conto è aver trasformato delle aule in un bivacco. Presenta un esposto in Procura e, in vista della manifestazione, poi degenerata in «guerriglia urbana organizzata» (l’ha scritto la gip Irene Giani), dispone la serrata dell’ateneo. I collettivi s’infuriano. Ma il dibattito sulle connivenze della «upper class» si è ormai allargato agli ambienti accademici. E ne dà prontamente conto La Stampa.

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La solita sinistra torna compatta solo per nascondere le violenze di «Aska»
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M5s, Avs, Iv e Pd ignorano l’invito all’unità e votano contro Matteo Piantedosi che vuole indebolire i gruppi organizzati di facinorosi.

Passa con 88 voti favorevoli la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riguardanti i disordini di Torino. Parere contrario di M5s, Avs Iv e Pd.

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Quando il fedelissimo di Hannoun ringraziava l’Italia: «Ci lascia liberi»
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Ryad Albustanji, estremista di Hamas, elogiava le autorità per il fatto di disinteressarsi di lui.

Ryad Albustanji. Il nome può dire poco. Ma la sua foto, invece, parla chiaro. Si tratta del braccio destro di Hannoun, quel barbuto immortalato con il lanciarazzi Rpg in mano e il ghigno fiero, circondato da un gruppo di jihadisti dell’ala militare di Hamas. Ecco, parliamo di lui.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 5 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 5 febbraio con Carlo Cambi

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