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Unioni civili, Pro Vita & Famiglia: «Un fallimento. La sconfitta della “premiata" Cirinnà»

Unioni civili, Pro Vita & Famiglia: «Un fallimento. La sconfitta della “premiata" Cirinnà»
Ansa

«È la sconfitta della 'premiata' Cirinnà. In tre anni di unioni civili, dopo il picco avutosi subito dopo l'entrata in vigore della nuova legge, il fenomeno si sta arrestando. Valeva la pena fare una legge per 2.808 unioni civili in un anno in tutta Italia? Alla Cirinnà non resta che ritirare il Premio Ipazia per il suo attivismo a favore della disciplina delle convivenze e per il diritto, un riconoscimento lobbistico perché gli italiani invece non l'hanno premiata affatto" hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente della Onlus Pro Vita & Famiglia.

«È invece positivo il dato che informa come nel 2018 siano stati celebrati in Italia 195.778 matrimoni, circa 4.500 in più rispetto all'anno precedente (+2,3%). Questo ci conforta e ci sprona a batterci sempre di più per la famiglia e per le coppie che vogliono dare stabilità alla loro unione» hanno concluso Brandi e Coghe.

Ordine da Palazzo Chigi: «Pedalare»
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari (Ansa)
Mentre il premier va ad Algeri, Fazzolari dà la linea: «Ora la legge elettorale, senza rinunciare al premierato». Ma l’esecutivo punta tutto su una Manovra espansiva.

«Vogliamo portare a termine tutti i punti del programma». A Palazzo Chigi si ricomincia a pedalare. Il referendum non viene considerato solo un incidente di percorso, e il terremoto in via Arenula sta a dimostrarlo. Ma il centrodestra è convinto di poter tornare in sintonia con la maggioranza del Paese «solo lavorando».

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Mps licenzia Lovaglio. Andrà a Palermo la guida della banca
Luigi Lovaglio (Imagoeconomica)
Il cda è pronto a ritirare le deleghe all’ad che correrà con Tortora. Il consiglio propone al suo posto il capo di Acea.

A Siena, più che un consiglio di amministrazione, sembra andare in scena un conclave senza fumata bianca. Non sono bastati due giorni di riunioni, porte chiuse, pareri legali richiesti con l’urgenza di un referto medico. Alla fine il risultato è uno solo: nessuno ha ancora trovato la formula magica per accompagnare alla porta l’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

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Gino Paoli cambiò la musica italiana usando il pennello
Gino Paoli (Getty Images)
Fu uno dei massimi esponenti della scuola genovese, firmando pietre miliari come «Il cielo in una stanza». Ma uno dei risvolti meno noti è che partì dalla pittura, esperienza che donò ai suoi testi la potenza delle immagini: fissava i piccoli dettagli di vita e amore.
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«Siamo un Paese di bastardi: quando hai un problema finisci emarginato»
Giovanni Scialpi
Il cantante è stato nove anni senza musica per curare la madre con l’Alzheimer: «Campavo grazie alla pensione dei genitori».

«Tutte le volte che vado in televisione mi fanno piangere, sono sempre cose strappalacrime». «Il discorso è che ci sono argomenti che, nonostante siano passati anni, sono sempre…». Certo, sensibili, come lo è Giovanni Scialpi, classe 1962, in arte Scialpi, mito della generazione dei giovani degli anni Ottanta. A un certo punto della sua vita il cantautore ha lasciato il mondo della canzone per stare vicino alla madre, Giuseppina, colpita dalla malattia di Alzheimer, per darle presenza e cure. Ciò l’ha fatto per molti anni, rinunciando a esibirsi e mettendosi a repentaglio dal punto di vista economico. Gesto nobile, verrebbe da dire, ma ha ragione lui. Che c’è da stupirsi? Si tratta di un atto che dovrebbe essere vissuto come normale e dovuto. Un gesto permanente di cura.

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