«Chi non è di sinistra da giovane è senza cuore, ma chi non è di destra da adulto è senza cervello». Per decenni questa frase, falsamente attribuita al primo ministro britannico Winston Churchill, ha perfettamente descritto la realtà. Oggi, in Occidente, non è più così, perché sempre più giovani della Generazione Z decidono di votare per partiti conservatori o di estrema destra, rompendo gli schemi tradizionali che vedono nei giovani un fertile terreno elettorale per i progressisti.
Prendiamo ad esempio le europee del 2024: in Germania l'AfD (Alternativa per la Germania) ha triplicato i consensi nella fascia d’età che va dai 16 ai 24 anni, arrivando al 16%, migliorando poi il dato nelle elezioni federali dello scorso anno (21%). Sempre alle europee, in Francia, il Rassemblement National di Jordan Bardella ha conquistato il 23% nella fascia 18-24 anni, con il leader che è diventato il politico più seguito su TikTok dai giovani francesi. Lo stesso sensibile spostamento verso posizioni più conservatrici si è registrato anche negli Stati Uniti, dove secondo i dati pubblicati dal Pew Research Center alle elezioni presidenziali i voti per Donald Trump nella fascia 18-29 anni sono passati dal modesto 28% del 2016 al 39% del 2024.
Il trend appare dunque chiaro e consolidato, ma perché avviene? La risposta è naturalmente molteplice. Cominciano col dire che i leader della destra occidentale hanno sicuramente saputo impiegare meglio il principale mezzo di comunicazione della Generazione Z: i social network, riuscendo al contempo a sposare l’utilizzo degli ormai famosi «meme» e più in generale a cavalcare i trend del momento.
Oltre alla capacità comunicativa sui social, un fattore determinante in questo riposizionamento ideologico risiede nel trauma collettivo della pandemia Covid 19. Secondo il Trust Barometer 2025, un report pubblicato dall’Istituto Edelman, la gestione dell'emergenza sanitaria ha agito da catalizzatore per una profonda erosione della fiducia nelle istituzioni tradizionali. Le restrizioni prolungate, l’obbligo vaccinale e la chiusura delle scuole hanno alimentato un senso di risentimento verso i governi e le autorità scientifiche. Questo effetto è stato particolarmente dirompente sulla Generazione Z, con un certo grado di differenza. Secondo un sondaggio effettuato nel 2025 dal Yale Institute for Social and Policy Studies, infatti, i più «anziani» membri della Gen Z (nati tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila) tendono a preferire il partito democratico, con un distacco di 6,4 punti percentuali, un valore comunque inferiore ai «millenials» (la generazione precedente). I più «giovani» appartenenti alla Generazione Z, al contrario, preferiscono nettamente i repubblicani, con un distacco di 11,7 punti. Coloro che hanno vissuto la pandemia durante gli anni formativi non vedono più l'autorità come sinonimo di protezione, ma di imposizione, spingendoli verso movimenti che contestano apertamente l'establishment e le narrazioni ufficiali.
Un altro elemento cruciale, evidenziato da un paper pubblicato dal Brookings Institution, è l'emergere di una faglia ideologica senza precedenti tra i due generi. Mentre le giovani donne sono tendenzialmente rimaste verso posizioni liberali e di sinistra, i giovani uomini mostrano una tendenza opposta. In Europa, i dati dell'European Consortium for Political Research (ECPR) del 2024 rivelano che il supporto per la destra estrema tra i giovani uomini ha raggiunto il 21%, contro il 14% delle coetanee, un divario quasi raddoppiato rispetto alle generazioni precedenti. Sembra quindi che i continui attacchi al «patriarcato» e alla figura maschile in generale, portati avanti in nome delle politiche woke, abbiano avuto un effetto controproducente sui giovani maschi, spingendoli a sposare la causa di chi tali politiche le aborrisce e combatte.
Tale risvolto era in fin dei conti prevedibile, presentandosi come l'unica forza capace di difendere i valori tradizionali e di offrire un senso di appartenenza a una categoria che si sente sempre più isolata, i partiti di destra hanno naturalmente intercettato il consenso dei più giovani. D’altra parte, l’odio per sé stessi non può certo essere la massima aspirazione dell’uomo.



