Il nuovo regolamento all’ateneo di Trento trasforma in donne tutti i maschi
La «rettrice» Flavio Deflorian: «Mi sento escluso ma va bene». L’università di Tommaso Montanari: «Chiusi per Ramadan e poi Kippur».
La «rettrice» Flavio Deflorian: «Mi sento escluso ma va bene». L’università di Tommaso Montanari: «Chiusi per Ramadan e poi Kippur».
Una delle derive più squallide della postmodernità è la criminalizzazione della virilità. Showmen in gonnella e parole artificiali come «femminicidio» insinuano l’idea che avere il testosterone sia di per sé una colpa. E pensare che senza ci saremmo già estinti.
Anche gli uomini sono vittime di violenze nella coppia, ma sostenerlo crea imbarazzo. Sminuire il valore delle statistiche significa solo impedire una corretta prevenzione
La frase del presidente della Cei («Il ddl Zan andrebbe corretto più che affossato») viene subito strumentalizzata dalla sinistra. Ma nelle sue parole al Corriere non c'è traccia di endorsement: «Il testo è scritto male. La differenza uomo-donna esiste».
L'ansia di dominare la procreazione, strappandola al legame uomo-donna, è una fantasia antica rinnovata da stregoni moderni.
Al di là della retorica esaltazione della diversità, le relazioni omo sono sempre incomplete: in realtà mancano dell'apertura a ciò che è altro da sé stessi. Ma un'autentica maturazione psicologica può nascere soltanto dal confronto con la differenza.
Sempre più giovani esprimono il desiderio di assumere un'identità femminile. Non per una inclinazione intima, ma solo perché gli uomini attirano su di sé troppe accuse, a cominciare da quelle dei prof in classe.
Mauro Giacca, direttore del Centro internazionale di ingegneria genetica, nega il sesso biologico: non si nasce uomo o donna, uno su 100 ha problemi di identificazione. Ma un altro genetista, Maurizio Genuardi, fa pace con il buon senso: «Il terzo…
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