La Cambogia come punto d’arrivo? Sia mai! Tutto è partito dall’Italia, la grande bellezza di un paese unico al mondo. Ma a Stefano Ricci non bastava, i confini gli stavano stretti. E l’esplorazione è così iniziata. È partito dall’Egitto per onorare e festeggiare i 50 anni del marchio fondato a Firenze nel 1972. «Deserto di Luxor, primo shooting dentro la tomba di Nefertari per raccontare le meraviglie del mondo», racconta Filippo Ricci, direttore creativo del brand. Nasce così Stefano Ricci Explorer, giunto alla quinta spedizione.
«Dalla sabbia del deserto siamo arrivati nell’Islanda dei grandi ghiacciai, per passare alle immensità delle Galapagos, poi la Mongolia e ora il grande sogno della Cambogia. E la possibilità di coinvolgere un mostro sacro del mondo della fotografia: da qui è nato il rapporto con Steve McCurry. Aver lavorato con lui nei templi Khmer, nella giungla e sulle acque che confluiscono nel Mekong rappresenta molto più di un’esperienza, è un capitolo principale della vita». Le foto straordinarie di McCurry, destinate alla prossima campagna primavera estate 2025, dicono quanto quel luogo sia indimenticabile e da salvaguardare. Non un caso che, anche questa volta, Stefano Ricci abbia deciso di essere al fianco delle istituzioni internazionali nei Paesi dove vengono realizzate le campagne d’immagine e comunicazione. Dopo l’accordo con Charles Darwin Foundation per la salvaguardia delle tartarughe giganti delle Galapagos, e facendo seguito all’impegno raggiunto con la Kazakh Falconry Association per il reinserimento dell’aquila reale nella catena dell’Altai in Mongolia, anche in occasione di SR Explorer mission Cambodia il brand fiorentino ha annunciato l’accordo con Wild Earth Allies, il progetto che prevede il reinserimento degli elefanti asiatici nel loro habitat naturale, la formazione del personale dedicato al monitoraggio di questi esemplari e la riforestazione di aree degradate piantando 5.000 alberi.
«Come in ogni lavoro di ricerca, abbiamo esteso le nostre esplorazioni dal lago Bong Chhouk fino alla Kulen Elephant Forest dove i pachidermi si ritirano dopo una vita di lavoro e lungo il leggendario Mekong per raggiungere un’oasi di luxury lifestyle come lo Shinta Mani Wild. La Cambogia è una terra che regala emozioni ancestrali, quasi fossimo già stati in questi luoghi in un periodo lontano della nostra vita sul pianeta terra». Portare qui un team di persone per allestire il palcoscenico di una collezione di alta moda maschile non è stata certo cosa facile. Ma ne è valsa la pena. Il video emozionale, trasmesso in quella bomboniera milanese del Teatro Gerolamo, ha espresso appieno quello che è stato il faticoso lavoro ma anche la bellezza dell’immergersi in un luogo incantato. Da lì sono uscite immagini uniche che rimarranno sia nel cuore di chi c’era ma anche di chi le ha viste una volta scattate e messe su carta. La collezione non poteva che ispirarsi allo spirito dell’esplorazione: ecco la giacca sahariana in cotone e lino, la camicia di lino trattato all’aloe, la field jacket in cotone e nylon, un capo simbolo come la giacca-camicia realizzata con maestria artigianale dalla maison fiorentina. E poi il blouson di cocco nabuccato e il giubbotto in cocco gommato, leggerissimi. Bianco la sera coi tessuti esclusivi dell’Antico Setificio Fiorentino, altro gioiello del Gruppo, e spezzati super eleganti di giacche color pesca o salvia. Per sentirsi come Steve McCurry, incantato davanti alle danzatrici Apsara vestite d’oro come dee della terra o davanti alla serenità dei monaci nei santuari nascosti. I toni sono quelli naturali della terra, i verdi della foresta, i grigi dei templi di Angkor e il blu del cielo cambogiano che si riflette nel Mekong. Tutti i look sono realizzati in fibre naturali: «Per noi la sostenibilità è anche questo», sottolinea Niccolò Ricci, ceo di Stefano Ricci Spa, «tutti i nostri capi rispettano l’ambiente e sono pensati per durare anni e anni, per passare di padre in figlio». I numeri del marchio raccontano il successo. «Dopo aver registrato il record di ricavi, nel 2023, a 215 milioni di euro (+43% rispetto all’esercizio precedente) e con 50 nuove assunzioni dirette In Italia, guardiamo al futuro aumentando gli investimenti legati alla produzione». È stata da poco conclusa l’acquisizione di due società aretine, Petrarca Confezioni Srl e Pantalonificio Chimera Srl, con in dote un centinaio di lavoratori specializzati nel confezionamento di pantaloni e capospalla, che portano così a 800 il numero di dipendenti del Gruppo, divisi tra la produzione rigorosamente italiana e la rete retail internazionale. Nel breve periodo è poi prevista l’entrata in funzione del nuovo stabilimento di logistica, 4.000 mq nell’area di Peretola, e il conseguente trasferimento della Sartoria dalla sede originaria di Firenze al complesso di Fiesole per un miglior efficientamento del ciclo produttivo. «Abbiamo deciso di consolidare questa crescita con una visione strategica a 360 gradi sull’intero segmento Luxury Lifestyle, che ha registrato, nel primo trimestre appena concluso, un ulteriore progresso del 10% al netto di una situazione geopolitica particolarmente complessa - conclude Niccolò Ricci - continuiamo, cioè, a investire, come dimostrano le nuove acquisizioni per una produzione di qualità assoluta, e confermiamo il piano delle prossime aperture che riguarda Hong Kong, al piano 103 del Ritz Carlton, Ho Chi Minh City e Houston».



