Ad Amsterdam è stato fatto un esperimento che è andato storto: 125 rifugiati sono stati ospitati insieme a 125 studenti e studentesse olandesi in un complesso residenziale in un posto che si chiama Stek Oost. Risultato: sono state segnalate decine di aggressioni sessuali, molestie e stalking attraverso un programma di documentari investigativi olandese che si chiama Zembla. Negli ultimi 18 mesi gli ex residenti di questi immobili hanno sporto denuncia per 20 aggressioni e violenze sessuali, ma si presume che i reati siano avvenuti già nel 2022.
E meno male che l’idea è stata venduta nel 2016 come una forma pionieristica di edilizia abitativa definita dal The Sun orribile. Specificamente ha destato particolare turbamento un caso scioccante nel quale una donna ha dichiarato di essere stata violentata da un rifugiato siriano che l’aveva invitata nella sua stanza per guardare un film nel 2019. Si era presentato come un agnello che «voleva imparare l’olandese e studiare», questo ci dice Amanda, che nella stanza ci è entrata e invece dell’agnello ha trovato un lupo il quale, dopo averla intrappolata nella medesima stanza, ha iniziato l’aggressione. La giovane che ha subito l’aggressione si è rivolta alla polizia, ma le è stato detto che non c’erano prove sufficienti per avviare un’indagine. E fin qui non è che da noi si brilli da questo punto di vista. Se non fosse che alcuni mesi dopo un’altra donna espose i suoi timori circa questo siriano, ma le autorità locali dichiararono che sarebbe stato impossibile sfrattare l’uomo. Finalmente, nel 2024, il signor Mohammed Ra è stato condannato per due capi di imputazione, per stupro contro Amanda e contro un’altra residente.
Fu segnalato, inoltre, traffico di droga, scoppiarono risse e l’associazione per l’edilizia popolare, che gestisce questi edifici, sospettò che in uno degli appartamenti si fosse verificato uno stupro di gruppo. Insomma, questo siriano, avendo commesso quello che aveva commesso, ha potuto continuare a vivere in quel quartiere di edilizia popolare con il rischio, evidente a chiunque, che avrebbe potuto violentare molte altre ragazze nelle loro case.
Nonostante tutto ciò, il Comune si è rifiutato di interrompere questo progetto edilizio con intenti popolari e di inclusione sociale perché la presidente del distretto, tale Carolien de Heer, tratta evidentemente e resa persona in carne e ossa da Alice nel paese delle meraviglie, avrebbe detto a chi l’ha intervistata e le ha chiesto conto dell’accaduto: «Dove dovrebbero andare allora le persone?». La risposta la diamo noi qui da Milano, in Italia, cara la signora Alice in Wonderland de Heer. Ma lei, quanti parenti, amici, sostenitori politici, amiche e conoscenti di fiducia ha? Io penso che una signora come lei, presidente di un distretto di una città così importante, ne abbia molti. Le stiamo inviando un taccuino e una penna di dimensioni piccole in modo che se lo possa mettere nella tasca della giacca o nella borsetta. Lo porti sempre con sé e ogni qualvolta che le viene il nome di una famiglia che appartenga a una delle categorie descritte poco sopra, prenda un appunto e vedrà che in pochi giorni stilerà un elenco di centinaia di persone. Mandi loro una lettera e gli suggerisca di accogliere questi 125 rifugiati per fare, a casa loro, l’esperimento di inclusione sociale. Dimenticavo, qualcuno se lo prenda anche lei signora Alice de Heer e poi, magari, ne riparliamo; dopo andiamo noi direttamente dall’Italia a intervistare gli ospitanti e gli ospitati e vediamo quel che succede, magari incrementa anche le nascite e diminuisce l’età della popolazione. Nel frattempo, l’esperimento andrà avanti fino all’aprile del 2028. Le diamo un suggerimento amichevole. Glielo diamo solo perché siamo amanti dello Stregatto, della Regina di cuori, del Cappellaio Matto, del Bianconiglio, di Bill la lucertola e della Lepre Marzolina, usciti dalla fantasia di Lewis Carroll. Questo romanzo è considerato uno dei maggiori esempi del genere letterario del nonsenso. Ecco un motivo in più per dedicarglielo, cara signora Alice de Heer.
Secondo me, lei nel mondo del nonsenso ci sta a pennello, e le sue frasi in risposta a chi l’ha intervistata potrebbero essere messe in bocca al Cappellaio Matto o anche al Bianconiglio perché fare un’affermazione come quella che lei ha fatto in risposta all’intervistatore olandese è roba da conigli, cioè gente che anche di fronte a un evidente errore, pericolo, disastro, alza le orecchie e scappa come il simpatico animale.
L’ideologia procura disastri. E una posizione diciamo «ideale» che è talmente rigida e dogmatica che funziona come una di quelle lenti distorte che, nel primo caso, non ti fa vedere la realtà perché è troppo distorta e, in un secondo caso, te la fa vedere male perché è meno distorta. Si compri un paio di occhiali anti ideologici, non so se ad Amsterdam li producono, qui purtroppo no. Se no, più semplicemente, si ponga davanti al lavandino nel suo ufficio o a casa, si dia un’insaponata al viso e poi si dia una bella sciacquata prolungata con acqua fredda (da quelle parti non manca), può usare anche del ghiaccio tritato, così si sveglia e vedrà che quest’azione ha determinato una sua inclusione nell’insieme delle persone ragionevoli.
Quanti danni ha fatto l’ideologia dell’immigrazione e quanti ne continua a fare. Ci mancava solo di mettere in pericolo 125 studenti e studentesse universitari. Che competenze avevano questi studenti e queste studentesse per accogliere e integrare rifugiati che hanno commesso questi reati? Gli avevate fatto fare un corso di assistenti sociali per immigrati? Nel caso avete sbagliato perché quel corso lo dovevate fare voi. Se decidete di farlo avvisateci e vi mandiamo anche qualcuno dall’Italia che ne ha tanto bisogno.



