rivoluzione green

Lobby green, chi finanzia la rivolta
Ansa
  • Non solo Ultima generazione: dietro tutti gli attivisti spuntano i soldi dei miliardari. Da Bayer a Apple, dai petrolieri a Rockfeller: ecco chi sostiene la «causa verde».
  • Uno dei settori in cui i gruppi di pressione sono particolarmente attivi è l’agroalimentare. Quella strana alleanza tra Greenpeace e giganti come Nestlè.
  • Nella battaglia sull’auto elettrica sono entrate in campo anche le lobby dei componenti che non hanno ricevuto la certificazione green di Bruxelles e ora rischiano di essere tagliati fuori dai mercati finanziari.

Lo speciale contiene tre articoli.

La direttiva europea sul deflusso ecologico penalizzerà la nostra agricoltura e la produzione di energia. Ridurre l'approvvigionamento idroelettrico abbatte le quote di rinnovabili utili a sostituire le fonti fossili.
La «rivolta» dei no global di allora oggi è marketing per multinazionali
Naomi Klein (Carsten Koall/Getty Images)
Luca Casarini, Francesco Caruso, Vittorio Agnoletto: le starlette della lotta contro l'«Impero» turbocapitalista si sono imborghesite. Peggio: la loro rivoluzione green è ormai una bandiera delle grandi corporation. Come insegna il caso Greta.
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