Il presidente della Repubblica ha graziato Nicole Minetti. Lo spazio per il ricamo è zero, la dose media singola di indignazione grillina dovrebbe essere nulla. Ma la gastrite a sinistra per il corto circuito politico insito nella notizia è palpabile. E basta aprire una finestra sui social per sentirne il fetore, anche se la decisione di Sergio Mattarella di firmare la domanda di grazia di una delle protagoniste della stagione berlusconiana delle «cene eleganti» non lascia alcuno spazio alla polemica.
Lo spiega il Quirinale in un comunicato: «La concessione dell’atto di clemenza - in favore del quale si è espresso il competente procuratore generale della Corte d’appello di Milano in un ampio parere - si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti, che necessita di assistenza e cure particolari presso ospedali altamente specializzati. La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti ulteriori dettagli».
L’ex igienista dentale (41 anni) - compagna dell’imprenditore Giuseppe Cipriani, erede della storica famiglia proprietaria dell’Harry’s Bar -, avrebbe dovuto scontare tre anni e 11 mesi di reclusione come pena cumulativa per due condanne: favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby-bis (due anni e 10 mesi nel 2019) e peculato per la «Rimborsopoli» in Regione Lombardia (1 anno e un mese nel 2021). Al termine dell’iter processuale, la Procura generale di Milano aveva emesso un provvedimento nel quale si autorizzava la concessione dell’accesso alle misure alternative alla detenzione, vale a dire l’affidamento in prova ai servizi sociali. A febbraio la svolta: il presidente Mattarella ha concesso la grazia dopo il parere favorevole del ministro della giustizia, Carlo Nordio, e della stessa Procura generale.
A congelare ogni prurito manettaro, almeno in chiaro, sono la firma di Mattarella e la motivazione: «Condizione di salute di un famigliare minore» sul quale viene steso un velo di discrezione per la privacy. Minetti si dedica alla persona fragile da almeno cinque anni insieme al compagno, con necessità di «monitoraggi continui e di cure costanti» che rendono la sua presenza imprescindibile. Quindi in contrasto con il lavoro in affidamento all’esterno, lontano da casa. Sono preminenti, secondo la richiesta di grazia, «la tutela della salute e la condizione di particolare vulnerabilità di un minore, il bisogno di assicurare continuità di cura e stabilità familiare, evitando effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi».
L’istanza di grazia era cominciata a inizio 2025, affidata agli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra che hanno fondato la richiesta al Quirinale sottolineando i motivi umanitari legati alle condizioni di salute del minore e il sostanziale cambiamento della vita della condannata, che ha completato un percorso di reinserimento sociale e di «responsabilizzazione personale». Niente interviste, niente ospitate, lei ha scelto l’invisibilità pubblica. La necessità della sua presenza accanto al paziente è un elemento che tutte le parti coinvolte - da Mattarella a Nordio, alla Procura generale - hanno ritenuto decisivo. Secondo una prassi consolidata, in questi casi la clemenza individuale è prevista «in situazioni eccezionali valutate rigorosamente in concreto», ribadiscono gli avvocati.
Questo particolare depotenzia ogni tentativo di strumentalizzazione a posteriori e valorizza l’umanità del gesto. Quanto alla pubblicità data alla vicenda, sembra un’eccezione dovuta all’interesse mediatico per un personaggio che per anni ha calcato ogni settore della cronaca italiana: high society, politica, gossip, giustizia, glamour. Una fuga di dettagli col contagocce e senza verifica, nel panorama western del mondo social avrebbe avuto effetti devastanti.
Così sono intervenute direttamente le istituzioni, soprattutto il Colle, a scolpire nella pietra le motivazioni della grazia e a fermare la reazione pavloviana degli indignados permanenti. Ovviamente nel magico mondo della Rete tutto ciò è valso a poco e l’orticaria collettiva è tracimata. «Quirinale vergognoso», «Bello schifo davvero», «Questo è un paese finito», «Mattarella avrà ottenuto un appoggio esterno al prossimo governo tecnico?»; per 24 ore il presidente è poco popolare su X, lato sinistro. Fino al surreale: «Minetti con i vecchi ci ha sempre saputo fare» (foto di Silvio Berlusconi).
Tornando sul pianeta Terra, emisfero umanità, gli avvocati Fisicaro e Calcaterra precisano: «In casi analoghi, scelte di questa natura restano normalmente confinate alla dimensione personale e familiare, senza una particolare esposizione pubblica. Proprio per questo rinnoviamo l’invito al massimo riserbo». Per poi concludere: «Se la risonanza mediatica dovesse tradursi in un pregiudizio concreto per la dignità, la riservatezza e la serenità della vita familiare di Minetti e soprattutto per la tutela del minore ci riserviamo ogni opportuna iniziativa a tutela dei diritti coinvolti». La polizia postale potrebbe avere parecchio lavoro.



