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Primi effetti della protesta violenta: Minneapolis, a guida dem, scioglie i suoi distretti e le mecche liberal. New York e Los Angeles tagliano i fondi agli agenti. Inginocchiarsi fa male: Winston Churchill diventa un «razzista».
La morte di George Floyd sta infiammando la politica statunitense. La scomparsa dell'afroamericano, rimasto ucciso durante un controllo di polizia, ha determinato una situazione di guerriglia urbana nella città di Minneapolis. E i democratici sono andati all'attacco di Donald Trump, dopo che Twitter ha bollato un suo post come inneggiante alla violenza. Riferendosi ai disordini attualmente in corso a Minneapolis, il presidente aveva infatti affermato: «Quando inizia il saccheggio, inizia la sparatoria».