di arresto europeo il 4 giugno del 2023, dalla Procura della Repubblica di Venezia, per sottrazione e trattenimento di minore all’estero. Chantal era stata portata via dalla madre, Klaudia Sallai Ildico, nel 2011 e ora sarà affidata temporaneamente alla nonna materna, che sarà obbligata a farle mantenere i contatti con il padre.
Andrea Tonello, imprenditore di Codiverno di Vigonza, non ha mai smesso di cercarla, dimostrando una resistenza sovrumana. La sua storia, in effetti, è allucinante. «La mia ex compagna», raccontò Tonello al Gazzettino diversi anni fa, «aveva manifestato il desiderio di passare il Natale 2011 a casa di sua madre. Chantal aveva tre mesi. Quando mi sono messo in macchina per raggiungerla e trascorrere assieme il Capodanno mi ha invitato a fare marcia indietro perché nessuno mi avrebbe aperto la porta. Il suo era un disegno preordinato». In Ungheria Tonello poté incontrare la bambina cinque volte in presenza dei servizi sociali. Poi la madre semplicemente scomparve e Andrea, nonostante la piccola fosse stata data in affido esclusivo a lui, non la rivide più. Oggi l’ha ritrovata, ma la sua gioia è comunque temperata dalla consapevolezza di essere un estraneo per Chantal, oggi adolescente.
«Era spaventata ma è stato bellissimo ritrovarla anche se la situazione è difficile perché lei non mi riconosce, naturalmente, mi vede come un estraneo», ha detto Tonello al Corriere della sera. Per questo ha deciso di farla restare, almeno per ora, in Ungheria con la nonna: Chantal non parla italiano, non conosce l’Italia ed è già stata traumatizzata a sufficienza.
Ma ecco l’aspetto più incredibile della faccenda. La madre di Chantal, ora in stato di fermo, dovrà affrontare una condanna tutto sommato leggera: quattro anni per sottrazione di minore. Il sequestro non le viene contestato. Ed è esattamente questo il punto che ancora adesso si fatica ad affrontare. Si parla fin troppo spesso di mascolinità tossica e di padri violenti, ma di madri che sottraggono i figli quasi mai. Eppure nelle ultime settimane le cronache hanno riportato, oltre quello di Chantal, anche un altro caso clamoroso: una piccola rapita dalla madre e portata in Spagna, ritrovata dopo undici anni. Di questi drammi non si hanno molte notizie, eppure ci sono tanti padri che combattono battaglie terrificanti con l’aiuto delle istituzioni italiane e di alcune associazioni italiane dedicate ai minori spariti. Marco Di Marco, segretario generale dell’associazione internazionale Icask (International Child Abduction Slovakia), è uno di questi combattenti. «Sono molto contento che il nostro amico e compagno di sventura Andrea Tonello sia riuscito a riabbracciare o riabbraccerà la sua figlia Chantal dopo 13 lunghi anni», dice alla Verità. «Purtroppo è il secondo caso che vediamo in pochi giorni. C’è stato anche quello di Andrea Palermo, di Milano: pochi giorni fa è riuscito a sapere dove si trova la figlia. Purtroppo il fenomeno è dilagante e gli unici casi che si risolvono sono quelli in cui la Procura emette un mandato di arresto internazionale europeo. Gli altri casi vengono gestiti in base alla Convenzione dell’Aia - che è una convenzione civile, non penale - motivo per cui i rimpatri sono di gran lunga inferiori».
Anche Marco è da tempo nel pieno di un dramma. «Dal 2012 sono al centro di un caso di sottrazione internazionale con la Slovacchia, che è uno dei Paesi meno virtuosi per quanto riguarda il rimpatrio di minori, almeno secondo il nostro punto di vista».
Della vicenda di Di Marco e di tante altre si è fatto carico, da senatore, Simone Pillon, che nel marzo del 2019 organizzò un convegno in Senato sul tema, occupandosi in modo specifico della Slovacchia. «Fu invitato anche l’ambasciatore slovacco che non venne», sospira De Marco.
Stando ai dati più recenti, in Europa ogni anno sono circa 1.800 i casi di minori sottratti da un genitore e portati in uno Stato diverso. Secondo il ministero degli Esteri, i minori italiani sottratti e portati in Paesi Ue sono 85, di cui 28 nella sola Romania. Altri 56 minori sottratti sono stati condotti in Stati europei fuori dall’Ue. Poi ci sono i casi internazionali: 39 nelle Americhe, 35 nel Mediterraneo, nove nell’Africa sub sahariana, 16 in Asia e Oceania.
Oltre al lavoro delle task force italiane e internazionali, sarebbe molto importante per la risoluzione di queste atroci vicende che la sottrazione di minore fosse trattata come sequestro di persona. «Stiamo puntando molto su una legge che aspettiamo da più di 15 anni, che è stata portata avanti dalla senatrice Stefani», dice Marco Di Marco. «Finalmente, in questa legislatura, la norma è stata approvata al Senato, da gennaio è ferma alla Camera. A volte sembra che questi minori portati all’estero non interessino a nessuno, ci sono sempre altre priorità e i bambini sono sempre in secondo, anche terzo e quarto ordine. Io chiedo alle autorità che questa legge venga subito votata, perché si deve trasformare il reato di sottrazione in un sequestro di persona».
Per fortuna in Italia, almeno fino al 2020, molti casi sono stati risolti grazie a professionisti di grande valore. «Abbiamo avuto anche l’80-90% dei casi risolti grazie alla procura di Vicenza, al sostituto procuratore Paolo Pecori e al maresciallo dei Carabinieri Fabrizio Cannata, che hanno portato felicemente a termine 40 casi su 45, risultati a cui la convenzione dell’Aia non arriva neanche lontanamente. Quindi detto ciò, ci auguriamo questo. Ora abbiamo tre nuovi casi scandalosi con la Slovacchia, abbiamo scritto al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri, al ministro della Giustizia... Ma ancora, non abbiamo avuto neanche una risposta», insiste De Marco.
La storia di Chantal Tonello sembra avviata a una gioiosa conclusione, ma sono ancora troppi i bambini sottratti - anzi, sequestrati a tutti gli effetti - talvolta dai padri e troppo spesso dalle madri. Bambini che a volte scompaiono nel nulla: nella nostra società così attenta ai diritti, di loro si occupano in pochi.



