Con la scusa del calo delle nascite Sala danneggia i bambini autistici
Beppe Sala (Ansa)
  • La risposta del sindaco alla denatalità è accorpare le scuole. Ma così mette a rischio il percorso virtuoso per alunni con difficoltà di un istituto comprensivo. Ora i genitori vogliono spiegazioni e lui non risponde.
  • Comune di Bari, maxi inchiesta sui boss locali: voti venduti a una consigliera entrata nella maggioranza dem. Forza Italia valuta di chiedere lo scioglimento per mafia. E la notizia è nascosta.

Lo speciale contiene due articoli.

Hanno scritto i genitori. Poi gli insegnanti. Poi gli educatori. Poi è stata l’ora della raccolta firme. Ma niente, dalla giunta di Milano è arrivato prima un assordante silenzio, e poi un’alzata di spalle: «È la denatalità, bellezza». Che a Palazzo Marino hanno deciso di combattere a suon di accorpamenti scolastici. E fa niente se questa scelta di unire più scuole, che passa sotto il nome di Piano di dimensionamento scolastico, va a frantumare un progetto coordinato da un istituto comprensivo sia alla scuola primaria (la Fabio FIlzi) sia quella secondaria (la Toscanini). Ora questo progetto, denominato Differente, non da meno, è seriamente a rischio perché il comprensivo cui fanno capo le scuole Filzi e Toscanini verrà smembrato, con i due plessi aggregati ad altri istituti. Da qui la difficoltà futura di garantire la continuità del progetto, rivolto ad alunni con grave disabilità, tra primaria e secondaria.

«Il progetto supporta alunni nello spettro autistico utilizzando metodologie riconosciute dal Sistema sanitario nazionale e ha accolto diversi e numerosi “osservatori” esterni per illustrare le modalità di approccio educativo e di integrazione attuate e che purtroppo sono una assoluta rarità nel territorio milanese. Il progetto ha visto, e vede tutt’ora, il coinvolgimento della consulenza specifica del polo ospedaliero San Paolo per la pianificazione di contesti inclusivi a favore degli studenti in carico presso il centro stesso», si legge in una delle numerose lettere aperte, una delle quale corredata da decine di firme, inviate al sindaco Beppe Sala, al suo vice Anna Scavuzzo (titolare della delega all’Istruzione) ma anche al Consiglio comunale, a Regione Lombardia e all’Ufficio scolastico regionale. Alle quali non è mai seguita alcuna risposta.

Nel progetto Differente non da meno viene svolto un lavoro «di team che prevede attività di supporto al nuovo personale che entra a far parte dell’organico della scuola tramite professionisti già formati e con esperienza», spiegano dalla scuola, ma «nonostante i numerosi progetti di successo portati avanti nel corso dei 23 anni di identità della scuola, la loro prosecuzione è seriamente minata dall’approvazione del piano di dimensionamento così come stabilito dal Comune».

Del nuovo Piano di dimensionamento comunale, adottato con la delibera 1374 del 12 ottobre scorso, si parla fin dall’estate del 2023, periodo durante il quale, si legge nella delibera, «si sono tenute interlocuzioni preliminari con i dirigenti scolastici e le istituzioni coinvolte»: in totale saranno otto gli istituti comprensivi accorpati: con meno di 600 alunni, si perde l’autonomia. Poi il Piano è stato redatto a Palazzo Marino e inviato l’1 di settembre a tutti gli istituti coinvolti «per l’acquisizione del parere». E questo parere, la scuola FIlzi, l’ha mandato, sottolineando tre criticità: l’interruzione della progettualità didattico-educativa, la mancanza di continuità verticale, e la complessità nella gestione amministrativa e contabile. Critiche alle quali Palazzo Marino, nelle sue controdeduzioni, ha risposto con queste parole: «Qualsiasi processo di cambiamento comporta una ridefinizione dei rapporti identitari, condizione che deve anche essere vissuta come opportunità e non necessariamente negativamente). Sintetizzando, Sala e la Scavuzzo hanno fatto spallucce dicendo: «Suvvia, animo! Ogni cambiamento è positivo».

Ma il coraggio di dire questa cosa apertamente in faccia ai genitori dei piccoli che necessitano del progetto sull’autismo non ce l’hanno. Perché, come detto, educatori, insegnanti, dirigenti scolastici, mamme e papà hanno inseguito per mesi Sala e Scavuzzo, chiedendo un incontro per ragionare su una revisione di un Piano incomprensibile, accorpando il grande (il Filzi ha oltre mille alunni) al Morante (più piccolo, ha meno di 600 alunni). Solo che, dalle parti di Palazzo Marino, si sono ben guardati di farlo. L’unica occasione di confronto pubblico è avvenuta lo scorso giovedì 22 gennaio, con una riunione online della commissione consiliare Educazione che all’ordine del giorno prevedeva proprio la discussione del caso Filzi. Davanti ai rischi dello smembramento che dirigenti e genitori hanno manifestato all’incontro, il braccio destro di Sala, la Scavuzzo, ha replicato che «non possono essere ignorati gli effetti del decremento demografico», specificando che «nessuna attività didattica o progetto specifico verrà compromesso». In che modo? Vallo a sapere, la Scavuzzo non l’ha detto. Uno scenario inquietante, che allarma e non poco i genitori dei bambini interessati in vista delle iscrizioni di settembre. E che non si torni più indietro lo testimonia il fatto che sia già arrivato il codice meccanografico della scuola Morante.

«Dopo un primo anno in una scuola primaria in zona Ovest (a dir poco sconfortante a causa di mancanza di conoscenza e sensibilità rispetto all’autismo né di insegnanti in grado di gestire le peculiarità di mio figlio, che ha un livello grave di disabilità), abbiamo avviato le ricerche per una scuola che fosse in grado di venire incontro ai bisogni particolarmente impegnativi di nostro figlio e siamo arrivati nella scuola», ha scritto Caterina Vecchio, una mamma, a Sala e Scavuzzo in una lettera spedita a metà gennaio, «La scuola Fabio Filzi ci ha accolti nonostante vi fosse già un numero significativo di studenti con disabilità. Diverse altre non ci hanno concesso questa possibilità. L’abbiamo scelta nonostante si trovi esattamente dall’altra parte della città rispetto a casa nostra (in media 55 minuti in auto per raggiungerla) in quanto abbiamo compreso il valore di un progetto, aihmè, così raro. Gli effetti del Piano di dimensionamento sono devastanti per il progetto per i ragazzi con autismo e le loro famiglie e si pongono in netto contrasto e aggravano la condizione dei ragazzi e delle famiglie in un periodo storico in cui si riducono i fondi a sostegno delle famiglie con disabilità gravissime e in cui si prospetta (purtroppo soltanto a parole) l’implementazione dei servizi».

Beppe Sala inclusivo solo a parole o sui post social, dunque. Nei fatti, è come un party sulla terrazza Campari: esclusivo.

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