Le parole incaute di Ignazio e quelle ciniche di Elly
Elly Schlein (Imagoeconomica)

La vicenda di una ragazza ventenne che sostiene di essere stata violentata da un coetaneo è dolorosa e meriterebbe di essere trattata con delicatezza e rispetto. Naturalmente, capisco che il genitore di un ragazzo poco più che maggiorenne, accusato di un reato ignominioso, in una situazione del genere voglia aiutare il figlio. Tuttavia, fossi stato nei panni di Ignazio La Russa avrei evitato di intervenire.

Al massimo, ricoprendo un incarico prestigioso come quello di presidente del Senato, mi sarei limitato a riporre fiducia nella magistratura perché, ancorché avvocato di provata esperienza, l’esponente politico di Fratelli d’Italia non è certo un ufficiale di polizia giudiziaria e dunque l’interrogatorio a cui ha sottoposto il figlio, per capire se avesse stuprato una giovane non in grado di difendersi in quanto incosciente per aver consumato droga, ha un valore pari a zero. In me, genitore, l’escussione dell’«imputato» ha suscitato tenerezza, ma a parte il fatto che ai fini della difesa non credo che abbia alcuna rilevanza, non penso che la «perizia» del genitore abbia una qualche influenza.

Ciò detto, se al posto di Ignazio La Russa mi sarei attenuto al minimo indispensabile, nei panni della segretaria del Pd, Elly Schlein, neanche avrei aperto bocca. Infatti, il caso che coinvolge il minore dei figli del presidente del Senato non è una questione politica, ma un affare privato, da cui i partiti dovrebbero girare al largo, evitando di prendere posizione. La leader del Partito democratico invece non si è fatta sfuggire l’occasione per usare il caso a fini politici e attaccare il presidente del Senato, allargando poi il campo al presidente del Consiglio e alla questione della Giustizia. Era proprio necessario utilizzare la denuncia di una ragazza che ritiene di essere stata stuprata per mettere nel mirino La Russa e, più direttamente, Giorgia Meloni? Non so voi, ma io ho trovato l’uscita un po’ squallida, perché al momento quasi nulla si sa del caso, in quanto la denuncia in Procura ha più o meno coinciso con la denuncia sui giornali. In genere si va dai pm affinché accertino i fatti. Qui invece si è andati alla redazione del Corriere della Sera addirittura prima che in Procura e dunque gli accertamenti giudiziari sono tutti da eseguire.

Ciò detto, Ignazio La Russa ha fatto riferimento al consumo di droga che, secondo quanto riferito da un articolo di cronaca, la giovane violentata avrebbe fatto prima di incontrare il coetaneo che l’avrebbe stuprata. Al presidente del Senato è scappato di dire una frase che sarebbe sensata in bocca a chiunque e cioè che un ragazzo e una ragazza, ma anche qualsiasi persona adulta, dovrebbero evitare di assumere stupefacenti, perché condizionano la propria capacità di comportarsi. Del resto, il codice penale punisce chi guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto droga. Il che non vuol dire, ovviamente, che una donna sotto effetto di allucinogeni può essere violentata, ma di certo il consumo di sostanze sarebbe preferibilmente da evitare, perché – nonostante a sinistra siano per la loro liberalizzazione – le droghe, anche se non è scritto sul pacchetto, nuocciono gravemente alla salute, ti rendono indifeso e ti portano a fare cose di cui il giorno dopo, quando sarà finito l’effetto, ti potresti pentire. Dire queste cose è «una mancanza di rispetto per le donne che denunciano le violenze» e significa «legittimare pregiudizi sessisti»? No, vuol dire semplicemente guardare in faccia la realtà e avvertire chi fa uso di stupefacenti del rischio che corrono e fanno correre a chi sta con loro. So che a Elly Schlein farebbe piacere poter emettere una sentenza di condanna nei confronti del giovane La Russa e, oltre che il padre, mettere sul banco degli imputati anche la maggioranza di centrodestra che oggi guida il Paese, ma casi come quelli di Milano richiederebbero maggiore prudenza prima di essere strumentalizzati a fini politici. Così come sarebbe necessario, e forse anche utile, che dopo trent’anni di scontri tra governo e magistratura, la sinistra evitasse di cavalcare l’onda manettara, sognando che siano le toghe a togliere le castagne dal fuoco a chi ha perso le elezioni e non sa come tornare al comando del Paese.

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